Cina in Formula1: Pechino acquista la Lotus

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Pechino acquista la Lotus: Cina in Formula1cina-in-formula1-pechino-acquista-la-lotusDopo le banche, la Pirelli, le acciaierie, i porti, le aziende agricole, l’Inter e il Milan, la Cina acquista anche la Lotus una delle più prestigiose e sportive case automobilistiche inglesi.

Pechino, anticipava qualche anno addietro il Times, ha un sogno: far diventare Shanghai la Detroit del ventunesimo secolo. Aspirazione ancora lontana e forse irraggiungibile per ciò che riguarda i modelli  di auto destinati al mercato interno, ma più che giustificata riguardo ai capitali investiti dall’industria cinese nel settore automotive. E non solo nell’area di Shanghai.

Lo conferma l’acquisizione da parte della Geely, il più grande gruppo automobilistico privato della Cina,  del 49,9% della malese Proton che controlla col 50,1% la scuderia automobilistica britannica Lotus.cina-in-formula1-pechino-acquista-la-lotus

La scelta dei cinesi di Geely arriva dopo un tender lanciato dal Governo malese che recentemente per  raddrizzare le sorti della Proton  l’ha finanziata con 266milioni di euro di fondi pubblici. L’affare dunque c’era, tanto che alla gara per acquistare la quota del 49,9% della Proton  hanno partecipato 15 costruttori mondiali e , dopo varie selezioni ,  i canditati si sono ristretti a quattro: Geely, PSA, Renault e Suzuki.cina-in-formula1-pechino-acquista-la-lotusL’acquisizione del controllo della casa sportiva inglese da parte dei cinesi di Geely promette però di essere solo l’ultimo tassello dell’avanzata dell’ex Celeste Impero sul mercato automobilistico europeo. La stessa Geely nel 2010 aveva già acquistato da Ford la Volvo e, da allora, ha sviluppato il business come mai prima erano stati capaci di fare i precedenti proprietari sia svedesi che americani.cina-in-formula1-pechino-acquista-la-lotus

Ma i casi – alcuni fortunati, altri meno – di acquisizioni da parte dei cinesi in Europa sono numerosi: nel 2004, ad esempio, la SAIC, Shanghai Automotive Industry Corporation, tentò di entrare in possesso del 70% di MG Rover, che era passata sotto il controllo di Bmw, ma la commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme bocciò  il progetto. Successivamente il solo marchio MG è stato rilanciato dalla Shanghai Automotive Industry Corporation, che si appresta ora a tentare il ritorno in Europa nei mercati extra Gb. Un esempio di successo é invece quello del fabbricante cinese di componentistica Wanxiang che ha acquistato a un’asta la fallita Fisker Automotive e ora produce le vetture sportive ibride con il marchio Karma. Ed é certamente destinata a crescere la presenza di Dongfeng nell’azionariato di PSA,(attualmente al 14,1% di quota,on l’ingresso nel Gruppo francese di Opel.

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