Colpi di scena e numeri delle politiche

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Colpi di scena e numeri delle politiche
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Politiche: risultati e svolte 

Colpi di scena e numeri delle politiche

L’orizzonte ormai visibile delle politiche moltiplica i miraggi dei sondaggi e i colpi bassi all’interno di partiti e  schieramenti.

Le ultime rilevazioni evidenziano come la media, basata sui dati di 8 diversi istituti, lascia prevedere che il Movimento 5 Stelle sia saldamente al primo posto fra le liste con il 27,3%.Colpi di scena e numeri delle politiche

Il che, spiegano gli esperti è indice  di stabilità e contemporaneamente dell’incapacità del  M5S di andare oltre la soglia del 28%, sotto il quale si mantiene da ben sei mesi esatti.

Discorso analogo per il centrodestra. Forza Italia si è ormai attestata al terzo posto col 15,4%, due punti esatti sopra la Lega,13,4%, con Fratelli d’Italia stabile di poco sopra il 5%.

La notizia positiva è costituita dal dato di coalizione che sfiora il 36% e  che continua ad essere molto superiore a quello delle altre due aree, complice soprattutto la sofferenza del PD il cui dato oscilla addirittura al di sotto del 24%.

Questo vantaggio del centrodestra inteso come coalizione potrebbe rivelarsi decisivo nei collegi uninominali del Rosatellum​: nei collegi infatti basta un solo voto in più degli avversari per vincere il seggio, e un vantaggio consistente a livello nazionale potrebbe tradursi in una vera e propria landslide , cioè in una valanga.

Il centrodestra beneficia anche della creazione della cosiddetta quarta gamba, la lista centrista che raccoglie varie micro-sigle che dovrebbe portare ulteriore acqua al mulino della coalizione. Per ora, comunque, i sondaggi non assegnano un valore a questo neonato mini-rassemblement.

Il beneficio viene piuttosto dalla dissoluzione di AP, di cui – dopo il forfait di Alfano – sono rimasti solo alcuni esponenti a dichiarare di voler continuare l’alleanza con il PD, tra cui il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Molti altri sono andati con Maurizio Lupi col centrodestra nella quarta gamba determinando il collasso al di sotto dell’1% dei sondaggi di AP, il che contribuisce al calo dell’indice di coalizione del PD.

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Maurizio Lupi e Angelino Alfano

Diversi i dati riguardanti Liberi e Uguali, il movimento alla sinistra del PD che ha proclamato leader  Piero Grasso. Un mese fa i due principali soggetti fondatori, Art. 1 MDP e Sinistra Italiana, venivano stimati insieme al 5,4%: oggi sono al 6,8%. Anche questo aumento contribuisce al calo dei democratici.

Resta ancora da constatare, avvertono tuttavia i sondaggisti, se Liberi e Uguali saprà approfittare della crisi del PD e dell’immobilismo del M5S o se, al contrario, ha già raggiunto il suo massimo potenziale.

Sul piano politico, il confronto all’interno degli schieramenti lascia intravedere svolte, colpi di scena e scelte determinanti:

  • Pd

Inverno gelido per il PD  costantemente in calo nei sondaggi e sulla difensiva: non riesce né a imporre un tema in chiave propositiva né ad attaccare efficacemente gli avversari. Molte le fibrillazioni all’interno dei partiti. “Inutile sostituire il segretario dopo la debacle delle politiche, bisogna cambiare adesso,  prima dell’inizio della campagna elettorale” è il mantra sotterraneo che dalla periferia sale verso il Nazareno. Si attende una mossa di Franceschini, Minniti, Del Rio, Orlando, Calenda  e degli altri big del partito . Che rimarranno Ministri e leader fino a che il Pd manterrà l’attuale livello elettorale….Colpi di scena e numeri delle politiche

  • Centrodestra

Impennate elettorali date per certe. Troppe e troppo in anticipo. Le illusioni spesso sono seguite da amare fregature, come ricorda ancora l’allora segretario Ds Occhetto scivolato sulla “gioiosa macchina da guerra”. Sotto la superfice di euforia mediatica nel centrodestra molti problemi rimangono ancora irrisolti: premiership  ( Tajani, Frattini, Parisi, Renzulli o Gelmini ?) candidature, ministeri e posti chiave. Le concrete prospettive di successo, tra l’altro in crescita, ma tutte incentrate sul ruolo demiurgico di Berlusconi, agevolano le  soluzioni,  ma la ressa di candidati a tutto e la assoluta necessità di cambiare rendono non facili le scelte. I mal di pancia più evidenti riguardano Matteo Salvini e i leghisti,  Georgia Meloni e Fratelli d’Italia, e gli ex An confluiti in Forza Italia.

Molti, in proposito, si interrogano se l’intenzione, attribuita direttamente a Berlusconi, di candidare Maurizio Gasparri alla presidenza della Regione Lazio non rappresenti il classico  promoveatur ut amoveatur….

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Maurizio Gasparri e Georgia Meloni

 

  • Cinque Stelle

Gaffe e contraddizioni a ripetizione del candidato Premier designato costituiscono soltanto una piccola parte del macigno che rischia di sbarrare la strada al movimento: Luigi Di Maio non solo nonsfonda, ma è controproducente.  Colpi di scena e numeri delle politiche

Due le soluzioni che stanno studiando fra Milano e Genova Davide Casaleggio e Beppe Grillo: sostituire in corsa il designato flop o supportarlo fino alle elezioni e poi congelarlo ai vertici della Camera. Negli ambienti del movimento sostengono che per amministrare il successo c’è tempo: primum vincere deinde governare. Tanto più che in caso di coalizione col Piero Grasso party Palazzo Chigi e i  Ministeri potrebbero essere compresi in un patto di legislatura con annessa staffetta.Colpi di scena e numeri delle politiche

 

 

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