Cuore & Batticuore: cani e gatti nei paesi islamici. Non ho l’età o ne ho troppa

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                     Cuore & Batticuore

            Cani e Gatti nei paesi islamici

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Ragazze musulmane in un giardino pubblico di una città europea

Ho sentito alla radio una notizia che mi ha fatto capire perché Leena la ragazza di origini iraniane con la quale avevo fatto amicizia sul treno che entrambi prendiamo, improvvisamente ha interrotto ogni contatto con me. Stento a crederlo ma non può essere che cosi. Nonostante i jeans,  il trucco e le scarpe, Leena si è improvvisamente bloccata e mi ha salutato freddamente, quando gli ho cominciato a parlare dell’affetto che mi lega a Patty, la mia barboncina. La radio spiegava che a Teheran il principale candidato alle elezioni per il nuovo sindaco intende reintrodurre il permesso di portare a spasso i cani. Cosa proibitissima e punita severamente. Mi sono documentato e ho scoperto che tranne i gatti, amati perché Maometto stravedeva per la sua gatta Muezza che lo aveva salvato dal morso di un serpente, i cani vengono ritenuti animali impuri e tenuti a molta distanza dai cittadini di religione islamica. Non so che fare perché, pur ritenendo la cosa assurda e gravemente discriminatoria per i cani, e penalizzante per me e  il sentimento che cominciavo a provare per Leena, mi rendo conto che per la loro cultura religiosa sia naturale la repulsione per i cani e per quanti, come me, amano i loro amici a quattro zampe.

Vittorio Cognetti                                                                                                                                             vitcognetti@gmail.com 

Anche se a fasi storiche alterne, in effetti nei paesi islamici e anche nelle comunità musulmane in Europa, l’ostracismo nei confronti dei cani, e spesso anche dei gatti, è molto forte. A Teheran e anche nell’Arabia Saudita si sta tentando di invertire la tendenza, ma le tensioni politiche e l’incubo del fondamentalismo islamico, che sconvolge vari paesi, non lascia sperare nulla di buono.

 

              Non ho l’età o ne ho troppa

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La coppia di attori Julianne Moore e Bart Freundlich

Ho una età che mi consente di comprendere l’intensità e la profondità del legame sentimentale e matrimoniale fra un giovane, come il Presidente Francese Macron e la moglie Brigitte.

L’evoluzione della medicina e della qualità della vita stanno moltiplicando questi casi, molti dei quali, come il mio, rimangono relegati per vari motivi ad una sfera riservata.

Anche se capisco benissimo il background psicologico sostitutivo della figura materna, esattamente come per la giovane che cerca una figura paterna, questo non toglie che si tratti di vero amore e di autentica passione.  Con un vantaggio essenziale, ritengo. La differenza di età colma una naturale differenza di esperienza e di inconsapevole necessità psichica.

Cosa che spesso non avviene fra coetanei, portati a crescere in maniera disomogenea  e ad un certo punto a non ritrovarsi più. La macchina del tempo esiste, è l’amore!

Enza                                                                                                                                                           Vincpaoletti@gmail.com  

 

Sentimenti e differenza d’età: un dibattito infinito!  La grande attrice francese ed intramontabile icona cinematografica della femminilità Jeanne Moreau se la cavava con questa frase: “L’età non ti protegge dall’amore. Ma l’amore, fino a un certo punto, ti protegge dall’età.” 

 

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