Cuore & Batticuore: per sempre giovani

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Cuore & Batticuore: per sempre giovani
Cuore & Batticuore per sempre giovani

For ever young, eccoci, i nati (rigorosamente a confini allargati) tra gli anni ’50 ed i ’60, quelli che “non abbiamo mai vissuto una guerra in casa nostra”, non sappiamo cosa sia la vera fame, abbiamo respirato quello che restava del mitico ’68, abbiamo pensato di voler morire a trenta anni, pur di non diventare vecchi ( salvo autoironici auspici che trascinano quel confine di decennio in decennio ) e sappiamo scrivere con la penna stilografica e con il computer.

Abbiamo visto crollare il muro di Berlino, morire l’URSS, finire in una bolla di sapone piena di morti la guerra del Vietnam e abbiamo brindato dopo Italia-Germania 4 a 3.

Siamo pieni di cicatrici e di ferite aperte, abbiamo molto vissuto, molto amato e molto odiato, ma conosciamo ancora la magia dello stupore e conserviamo  qualche candore inconsapevole nelle domande….:

  •  cosa era, è, e soprattutto dove è stato gettato, nascosto, mimetizzato il PCI?
  • e come ha fatto  il Papa a trovarlo?
  • ma davvero in Romania si manifesta contro la corruzione? e perchè in Italia invochiamo una legge sulle lobbies?
  • perchè nei computers temiamo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale? Ci aspettavamo pulsioni naturali dalle macchine?
  • perchè ci lamentiamo delle lacunose preparazioni culturali dei ragazzi e rendiamo gli esami di maturità poco più che esercizi retorici?
  • perchè non comprendiamo il sistema di tenuta delle banche e continuiamo ad affidare alle banche quel poco che avanza da buste paga esauste?
  • perchè compatiamo i giovani precari, sottopagati, inutilizzati, demotivati fino al suicidio e poi ci affanniamo a collezionare docenze, consulenze, e gettoni presenze, oltre la pensione, fino all’irreversibile intorpidimento della membrana cerebrale?
  •  perchè facciamo studiare i figli all’estero e poi ci lamentiamo delle fughe dei cervelli italiani in giro per il mondo?
  • perchè continuiamo a cantare Battisti, Dalla, De Gregori e  Nomadi appena spunta una chitarra?
  • E soprattutto perchè se oggi scopriamo che il “declinismo” porta al pessimismo suggestionato dalla nostalgia, ci ritroviamo – chi per un motivo, chi per un altro – a voler cancellare almeno gli ultimi trenta anni della nostra storia barattandoli con una incontenibile voglia di ricominciare?

Pinkie 

 Il manifesto anti declinista dello scrittore  Antonio Pascale, pubblicato sul Foglio del lunedi, sta suscitando numerosi commenti e variegate autonalisi. Come per la stampa anche per la sociologia non c’è nulla di più inedito di una tesi storicamente già scandagliata da generazioni di filosofi e pensatori. In sintesi si tratta del raffinato aggiornamento post web della Querelle des Anciens et des Modernes, la polemica degli antichi e dei moderni  lanciata dall’Accadémie Francaise e che agitò l’ambiente letterario e artistico di Parigi della fine del XVII° secolo. Il mondo, la storia e l’evoluzione dell’umanità vanno avanti. E anche la rubrica di lettere Cuore & Batticuore di zerozeronews ritiene che non si può avere un domani migliore se si continua a rimpiangere  sempre ieri.

 Indirizzare lettere e risposte a:

CuoreBatticuorezerozeronews@gmail.com

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