Polo oncologico di Veronesi in bilico sul network della sanità privata

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Polo oncologico di Veronesi in bilico sul network della sanità privataRicerca oncologica italiana ad una svolta. Cambia un’epoca: il polo d’eccellenza fondato nel 1991 dal Professore Umberto Veronesi, scomparso lo scorso novembre, sarà molto probabilmente ceduto ad Humanitas, centro privato ad alta specializzazione,  e al gruppo clinico San Donato costituito da 18 Ospedali, con l’obiettivo di trasformare Milano in epicentro di riferimento a livello internazionale per la clinica e la ricerca scientifica.

Il cda dell’Istituto europeo di oncologia e del cardiologico Monzino di Milano sta per prendere in considerazione la manifestazione di interesse congiunta presentata da Humanitas e San Donato.

È la prima volta che il management guidato dal presidente Carlo Buora e dall’amministratore delegato Mauro Melis, prende in esame la proposta che valuta almeno 300 milioni il polo creato dal nulla dall’oncologo di fama mondiale Umberto Veronesi.

Tra gli azionisti di IeoMonzino ci sono le principale banche italiane, e poi Pirelli, Italcementi, Rcs, Edison e Telecom Italia.Polo oncologico di Veronesi in bilico sul network della sanità privataCreare un modello innovativo di ospedale, che applicasse i principi della gestione privata alla sanità pubblica: nasce da questa idea di Umberto Verone l’Istituto europeo di oncologia, inaugurato il 30 maggio del 1994 a Milano .

L’oncologo puntava a creare un punto di riferimento a livello europeo dove si facesse la ricerca più avanzata e i giovani venissero a imparare: un sogno realizzato, perchè lo Ieo è diventato in breve il centro di coordinamento delle principali ricerche in Italia in campo oncologico, in particolare per il tumore al seno, promuovendo un approccio diverso alla cura del cancro, più attento alla qualità della vita del paziente.

Nel 2000 l’Istituto si allarga con l’acquisizione del Centro Cardiologico Fondazione Monzino di Milano, l’unico Irccs cardiologico in Italia dedicato alla cura delle malattie cardiovascolari.

La storia dello Ieo, sin dalla fondazione, è stata in anticipo sui tempi: l’istituto iinizialmente si avvaleva di  un  scientifico del quale facevano parte alcuni dei nomi più prestigiosi dell’oncologia internazionale, fra cui due premi Nobel: Renato Dulbecco e Michael J. Bishop.

Un modello organizzativo unico in Italia: dentro la stessa struttura si possono fare tutti i test più avanzati per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori femminili. E con risultati d’avanguardia a partire dalla quadrantectomia, che evita alle donne l’asportazione dell’intera mammella. Polo oncologico di Veronesi in bilico sul network della sanità privataA pochi mesi dalla scomparsa del professor Veronesi, i due istituti sono diventati obiettivo della proposta d’acquisizione da parte  di Humanitas di Gianfelice Rocca e del  gruppo ospedaliero San Donato della famiglia Rotelli, che hanno presentato una manifestazione di interesse congiunta.

L’ipotesi di smembramento è stata vista con allarme dai vertici e dai medici dello Ieo-Monzino, mentre la famiglia del professor Veronesi ha giudicato positivamente l’operazione. Il rettore dell‘Università Statale, Gianluca Vago, rassicura: “una concentrazione dell’offerta sanitaria privata potrebbe favorire una razionalizzazione del sistema.”  E il ministero della Sanità?  Ancora non pervenuto…Polo oncologico di Veronesi in bilico sul network della sanità privata

 

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