Fenomenologia della classe politica

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Fenomenologia della classe politica
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Fenomenologia della politica. Pur senza entrare nel merito delle polemiche seguite agli interventi a Montecitorio dei parlamentari Alessandro Pagano e Sara Cunial, e delle ricorrenti contorsioni politiche di maggioranza e opposizione, la legislatura in corso sembra attraversata da un crescendo di carenze politiche e culturali intrinseche. Fenomenologia della classe politica

Un deficit che rischia di far  scivolare la XVIII^ Legislatura all’ultimo posto della classifica dei 74 anni di storia parlamentare della Repubblica.

L’attuale classe politica italiana è all’altezza delle sfide globali che stanno investendo l’Italia?  dall’accelerazione esponenziale della tecnologia a questa sorta di infinitesimale prova generale di quel che potrebbe essere la fine dell’umanità, che lascia tragicamente intravedere il covid-19 ?

Per rispondere basta delineare il curriculum  dei singoli deputati e senatori: grado di istruzione, esperienze professionali, lavorative e amministrative, voti effettivi riportati nelle primarie. Attitudini e virtù. Incrociare i dati con la storia e le peculiarità delle rispettive forze politiche ed evidenziare prassi e risultati concreti.

Fenomenologia della classe politica
Giancarlo Pajetta Giorgio Napolitano e Enrico Berlinquer

Evitando di generalizzare, le conclusioni rimarcano l’assenza della selezione politica che fino a due legislature addietro determinava l’accesso al parlamento.

Tranne i rarissimi casi di iscrizioni non ai partiti ma direttamente alle segreterie nazionali delle forze politiche, per ricordare la celebre battuta di Giancarlo Pajetta riferita maliziosamente ad Enrico Berlinguer e comunque non veritiera, prima di essere candidati alla Camera o al Senato gli esponenti dei partiti storici, Dc, Pci, socialisti, laici e missini, dovevano superare il vaglio delle esperienze delle segreterie politiche di sezioni o di consiglieri di comuni, province e regioni e poi di componenti dei rispettivi consigli nazionali o comitati centrali. La gavetta dell’aspirante parlamentare iniziava nelle organizzazioni giovanili dei partiti e universitarie. Ecclesiali e laiche.

Ideologia, fede, slogan e politica. Le leadership di Marco Pannella, Aldo Moro, Giulio Andreotti, Bettino Craxi, Piersanti Mattarella, De Mita, Achille Occhetto, Massimo D’Alema, Valter Vetroni, Paolo Gentiloni, Matteo Renzi, Francesco Rutelli, Nicola Zingaretti, Goffredo Bettini, Gianfranco Fini e Georgia Meloni iniziano al liceo, all’università e nelle sezioni giovanili. Nessuno escluso.

L’insostituibile valore aggiunto dell’attitudine alla elaborazione politica, si perde a cavallo degli anni duemila quando la modifica del sistema elettorale azzera l’essenzialità dell’esperienza e della cultura politica e determina l’immissione nelle liste elettorali, pronti per essere catapultati al Parlamento, di candidati locali e non calati dall’alto, dalle segreterie nazionali o votati su multiformi piattaforme on line dagli iscritti a movimenti emergenti, come i 5 Stelle.Fenomenologia della classe politica

Senza scomodare Heghel, la ricognizione sulla fenomenologia della politica al tempo del covid-19, rasenta tutte le difficoltà ed i vuoti che si riscontrano quando dai proclami è necessario passare agli atti di governo e ai fatti concreti.

Con l’aggravante che la maggior parte degli esponenti di partiti e movimenti rappresentati a Montecitorio e a Palazzo Madama, nonostante numerose eccezioni di notevole livello amministrativo e istituzionale,  hanno iniziato a fare politica da pochi anni e stanno ancora facendo esperienza.Fenomenologia della classe politica

Esperienza in corpore vili, cioè sulla carne viva di un Paese che rischia di essere travolto dallo tsunami del coronavirus.Fenomenologia della classe politica

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