Governi all’orizzonte: nasce il fronte anti Renzi?

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Governi all'orizzonte nasce il fronte anti Renzi
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La sindrome del barbiere, come è stata definita la retromarcia sul lunedì elettorale, è soltanto  l’ultima tegola che si abbatte sulla maggioranza di  Governo.

Dalle banche al petrolio, dalle polemiche con le toghe alle forche caudine delle nomine, Palazzo Chigi sembra essere finito al centro di un delicato Shanghai con 41 trappole politico istituzionali al posto degli altrettanti bastoncini del classico gioco cinese. Il preannuncio di altri Governi all’orizzonte.

L’ultimo trappolone sarebbe stato predisposto nel corso di un vertice segreto a Roma tra Cinque Stelle, Lega e Fratelli d’Italia. Obiettivo del summit una inedita alleanza asimmetrica come fronte anti Renzi.

Governi all'orizzonte nasce il fronte anti Renzi

Dal vulcano amministrativo del 5 giugno potrebbero scaturire notevoli difficoltà  per il Premier. Nel caso di una eventuale, simultanea, sconfitta dei candidati del  Pd a Roma, Napoli e Milano scatterebbe infatti   l’allarme rosso fra  Nazareno e  Palazzo Chigi. Allarme che in caso di sconfitta anche Torino  si trasformerebbe in un terremoto politico di difficile gestione.

Ancor più decisivo per Renzi e il Governo sarebbe a questo punto l’esito del referendum costituzionale.

La prevalenza dei No innescherebbe una reazione politica a catena con l’apertura di una crisi e l’avvio di un delicatissimo travaglio per far nascere il nuovo governo. Un esecutivo essenzialmente di scopo per approvare la manovra, tranquillizzare Bruxelles,  ma soprattutto per varare la riforma delle legge elettorale.

Governi all'orizzonte nasce il fronte anti Renzi

Le ipotesi ricorrenti sono già da ora quattro. Due politiche e due tecniche.

  • Incarico a Dario Franceschini
  • Incarico a Enrico Letta
  • Incarico a Pier Carlo Padoan
  • Incarico  a Raffaele Cantone

Dario Franceschini potrebbe coagulare cattolici, l’ala renziana, la sinistra dem, Ncd e dintorni. Inserire fra i ministri Enrico Letta agli Esteri, confermare Maria Elena Boschi alle Riforme e Del Rio alle Infrastrutture e ottenere una larga fiducia per un Governo di novità nella continuità fino alla scadenza delle legislatura.

Il ritorno a Palazzo Chigi di Enrico Letta sarebbe auspicato e favorito più dall’estero che dalla leadership nazionale, ma potrebbe consentire la formazione di un Governo  di scopo, con molti tecnici, varare la legge elettorale ed  andare elle elezioni politiche anticipate nella primavera del 2017.

Padoan e Cantore potrebbero formare governi tecnici. Il primo a garanzia del mantenimento dei livelli economici e soprattutto del rispetto degli impegni europei.Mentre Raffaele  Cantore rappresenterebbe l’autentica novità e potrebbe puntare sulla formula “sviluppo nella legalità”.

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