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Hiroshima come Yalta ma questa volta per il dopo Putin

Mosca e Pechino assistono impotenti al protagonismo di Zelensky che da settimane monopolizza la scena internazionale, ottiene armamenti sempre più sofisticati e mobilita l’Occidente contro la Russia di Putin.Hiroshima come Yalta ma questa volta per il dopo Putin

Al G 7 con vista sulla Cina, in corso in Giappone, il Presidente ucraino é riuscito a porre al centro del vertice dei Paesi economicamente più avanzati del pianeta la tragedia del suo popolo massacrato dall’invasione scatenata contro Kiev dal Cremlino.

Un risultato inimmaginabile appena pochi mesi addietro, che trasforma Hiroshima in una sorta di Yalta quattro punto zero, che ricorda il vertice del 1945 nel quale  americani, inglesi e sovietici decisero gli assetti del dopo guerra, e che lascia intuire come Stati Uniti, Europa e Gran Bretagna stiano già prefigurando strategicamente e politicamente gli equilibri post conflitto ucraino e probabilmente del dopo Putin.Hiroshima come Yalta ma questa volta per il dopo Putin

Scenari che segnano in parte anche l’elaborazione e la metamorfosi della tragedia storica della prima città distrutta dall’esplosione di una bomba atomica.

Dopo il tour in tutte le capitali europee, Vaticano compreso, Volodymyr Zelensky sulla rotta per il Giappone – dove arriverà nelle prossime ore su un’aereo dell’intelligence francese – non ha tralasciato di partecipare in Arabia Saudita alla riunione della Lega Araba.

Hiroshima come Yalta ma questa volta per il dopo Putin
Papa Francesco e il Presidente ucraino

Oltre a ottenere una solenne dichiarazione comune dei leader del G7 (“Noi, leader del G7, abbiamo ribadito il nostro impegno a schierarci insieme contro la guerra di aggressione illegale, ingiustificabile e non provocata della Russia contro l’Ucraina… Il nostro sostegno all’Ucraina non vacillerà…”) e al via libera all’addestramento dei piloti di Kiev per gli F16, il Presidente ucraino guarderà negli occhi ed esporrà le sue ragioni, fra gli altri protagonisti del contesto mondiale allargato, al Presidente brasiliano Lula e al Premier indiano Modi, finora più vicini alla Russia che all’occidente. Prossima tappa per il globetrotter Zelensky il vertice Nato dell’11 e 12 luglio a Vilnius, capitale della Lituania.

Di rilievo fra gli apprezzamenti e gli impegni manifestati a Hiroshima a favore dell’Ucraina gli interventi della Premier Giorgia Meloni espressi nei colloqui con il Presidente americano Joe Biden e con il Presidente Francese Emmanuel Macron.Hiroshima come Yalta ma questa volta per il dopo Putin

Parallelamente al sostegno a Kiev, l’Italia ha confermato a Washington la prossima definitiva disattivazione del protocollo con Pechino sulla cosiddetta via della seta, considerata un cavallo di Troia della pervasività dell’intelligence cinese sulle infrastrutture strategiche della sicurezza nazionale del nostro Paese. Nel dialogo  fra Biden e Giorgia Meloni si sarebbe discusso anche della prevista visita ufficiale alla Casa Bianca che il Presidente del Consiglio dovrebbe effettuare entro l’estate.

A latere degli incontri ufficiali, Zelensky informerà il G7 sui tempi della controffensiva ad andamento lento che starebbe già provocando numerosi contraccolpi all’armata russa.

Secondo gli esperti di strategie militari le truppe di Mosca starebbero cadendo nella trappola di Bakhmut, utilizzata dagli ucraini per distogliere l’attenzione dei comandi russi dal vero obiettivo della controffensiva: aggirare il fronte fra il fiume Dnipro e Mariupol e isolare la Crimea.

L’abbattimento da parte dei Patriot americani dei missili ipersonici russi, spacciati per non intercettabili, e il continuo bombardamenti sulle città ucraine, invece che a difesa delle proprie truppe, sta aggravando ulteriormente la situazione di Mosca.

In caso di sfondamento del fronte da parte delle forze di Kiev, gli analisti prevedono l’implosione dell’esercito russo e una conseguente criticità decisionale del Cremlino che potrebbe lasciare il mondo col fiato sospeso, per la eventuale minaccia del ricorso alle atomiche tattiche.

Un incubo ben presente a Hiroshima, dove si palesano tuttavia anche le tenui speranze di pace riposte negli incontri che Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin, hanno accettato con inviati speciali di Papa Francesco, il Cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana che si recherà a Kiev, e l’Arcivescovo Claudio Gugerotti,  Prefetto del dicastero vaticano per le Chiese orientali, in partenza per Mosca.

Un doppio segnale che viene dalla città giapponese epicentro della fine della seconda guerra mondiale.Hiroshima come Yalta ma questa volta per il dopo Putin

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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