Nicola Pietrangeli, vola con un’ ultimo ace nella leggenda del tennis mondiale con un lunghissimo curriculum di successi.
Considerato fra i dieci migliori del mondo fra il 1957 e il 1964, unico tennista italiano inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale, apparteneva al primo periodo d’oro del tennis italiano, quello che ha preceduto l’epopea individuale mondiale di Jannik Sinner e della nazionale azzurra vincitrice di tre Coppe Davis.

Quello di Pietrangeli era il tennis dell’altro secolo, il tennis delle racchette di legno e dei completi bianchi. E’ stato numero 3 del mondo in singolare secondo le classifiche relative ai tennisti dilettanti allora redatte dalla stampa specializzata, prima dell’avvento del ranking stilato dal computer.
Noto per le sue straordinarie vittorie in campo, grande capitano non giocatore della nazionale di Coppa Davis, acceso polemista che non ha mai nascosto l’orgoglio della conquista dei suoi trofei: due edizioni consecutive del Roland Garros nel 1959 e 1960 e gli Internazionali d’Italia nel 1961.

Pietrangeli é inoltre ancora detentore di un record in Coppa Davis, quello del maggior numero di partite giocate (164) e vinte (120) tra singolare e doppio.
È stato il primo italiano a vincere due titoli del Grande Slam e ha offerto prestazioni memorabili per oltre 20 anni, partecipando a 22 edizioni degli Internazionali d’Italia e 20 del Roland Garros, con 4 finali raggiunte nello Slam parigino.
Ha guidato l’Italia al successo nella Coppa Davis del 1976 in Cile, un traguardo storico conquistato sul campo da Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Antonio Zugarelli, che gli ha regalato un posto indelebile nella storia del tennis italiano.

