In fuga dall’ipocondria del Covid-19

0
434
In fuga dall'ipocondria del Covid-19
Condividi

Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta. Storie di vita e vicende vissute In fuga dall'ipocondria del Covid-19

by Pinkie

Week end di marzo a Fiuggi, ridente località termale nel Frusinate: l’alibi è una “tre giorni di relax e disintossicazione” in piena ipocondria globale causa Covid -19, ormai ovunque.

Quindi decido di giocare d’azzardo: on the road della terza età sul Roma-Fiuggi , via Cotral.

Siamo in cinque compresi due giovanissimi bengalesi, l’autista ed io siamo gli unici senza l’inutile mascherina di carta verde.

Highway Prenestina e si arriva in un soffio, un’ora dal centro di Roma nonostante l’orario di punta.In fuga dall'ipocondria del Covid-19

Ingoio flash di pura nostalgia: le cure di una nonna magica in un settembre dorato, da bambina, e una Pasqua di qualche anno fa con amici in un albergo sontuoso, ora chiuso per l’inevitabile passaggio di proprietà ad una catena estera con capitali russi.

Lungo la strada principale c’è un silenzio atipico per un week end.

Albergo aperto, aspetto confortevole, hall deserta.

“Buongiorno signora, l’aspettavamo!” Leggo messaggi di puro sollievo nello sguardo di una receptionist troppo sorridente.

Bene, mi congratulo ancora per la scelta insolita, finalmente terme non affollate e SPA per pochi intenditori all’inizio della primavera.

Volo in piscina in un’acqua verde e immobile pronta al meritato relax.  E sono l’unico essere sguazzante immerso in onde di idromassaggi solitari.In fuga dall'ipocondria del Covid-19

Non mi era mai successo in acqua: arriva la sensazione sottile del disagio di chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Identica solitudine l’indomani nel parco della Fonte: ovunque la mia ombra lunga nel sole bianco di fine inverno, muschio e tante fontanelle chiuse.

L’edicola vicina all’ingresso della Fonte Bonifacio VIII trabocca di una sola notizia: “Aumenta il contagio, forse un caso positivo a Fiuggi”.

Quindi, nella dirompenza del sospetto, ecco la spiegazione dello stesso vuoto che sommerge paesi e città e persino le località del “turismo terapeutico”.

I giorni del Coronavirus stanno assumendo toni quotidiani pieni di sensazioni ed emozioni che sembravano appartenere ad un passato irripetibile.

È come la paura dell’HIV negli anni ‘80, tutti temono tutti e non c’è neppure l’alibi della catarsi o del castigo divino. È incredibile la velocità di diffusione della ipocondria, più rapida del virus. È altrettanto incredibile la confusione mediatica in cui è immerso l’italiano medio.

“È colpa dei cinesi, mangiano pure i pipistrelli”,interpretazione con sfumatura settaria e ghettizzante.

“È colpa dei cinesi, hanno fatto scappare i virus dai laboratori” ,  interpretazione animista con pretestuosità scientifiche.

“È colpa dei cinesi, quelli sono troppi, non danno le notizie così fanno un po’ di pulizia etnica”, interpretazione in chiave terzo Reich.In fuga dall'ipocondria del Covid-19

E poi gli alert mediatici: “….sono a rischio gli immunodepressi, gli anziani e i portatori di patologie polmonari….”

Perplessità a valanga.

Ma, a parte rari casi conclamati chi può essere immunodepresso? L’anemico?

L’asmatico? L’allergico? O è sufficiente prendere alcune medicine per avere una flessione del sistema immunitario?

Gli anziani. Per noi ex ragazze si parla di anzianità dopo i 75 anni, al di sotto di quella boa siamo tutte nel fiore della maturità.

E invece no.Il rischio, dicono – sicuramente pessimisti – comincia a 65 anni.

E via ai commenti filosofico-salaci dei minori degli 80 anni a Roma.

“….me pare come quelli che scrivono ‘ a 90anni serenamente è spirato’ e vorrei pure vedé che moriva incazzato….dopo gli 80 lo sai che devi morì o pè una cosa o pé l’altra….”

Capitolo patologie polmonari: basta la tosse secca oppure occorre quella grassa, da bronchite?  “ …mi pare di ricordare che a dieci anni ho avuto la polmonite… e’ meglio che vado a fare il tampone?…”È anche l’incertezza ad intasare le Unità di Pronto Soccorso.

E non c’è conforto neppure in internet, anzi qualcuno evita di leggere anche i dati dei contagi per italica scaramanzia.

Scuole chiuse, Smart working, Università deserte, lezioni in streaming, distanza sociale minimo un metro, via le partite , gli spettacoli, le discoteche, i baci.In fuga dall'ipocondria del Covid-19

È la dark side della globalizzazione.

Il Governo, la comunicazione, l’economia, il turismo, il flirt, la banalità del quotidiano, tutto sembra avvolto dalla patina grigia della sigla Covid-19, nel mantra medievale “ricordati che devi morire”.

Forse no, allora non è la faccia oscura della globalizzazione, è la rinascita della voglia di recupero di una normalità ovvia, persino quieta, poco caleidoscopica, anche routinaria con il sapore non scontato della sicurezza, ma ci voleva l’ombra Covid-19 per ritrovare il senso della felicità?In fuga dall'ipocondria del Covid-19

maggiemusic@gmail.com Per Ippocrate “le malattie che sfuggono al cuore divorano il corpo”. Per Freud  “nel momento in cui ci si chiede il significato ed il valore della vita, si è malati.” Molto più semplicemente, come molti hanno già osservato, benessere e salute ci consentono di godere la vita, i malanni di comprenderne meglio il significato.

Facebook Comments
Condividi