La febbre del Colle e l’effetto Conclave

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La febbre del Colle e l'effetto Conclave
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La febbre del Colle dilaga sui media e tracima cavalcando iperboli e interi vocabolari sportivi, astronomici, geometrici, matematici, militari e perfino vaticani.

Da contropiede a trigono, da quadratura del cerchio a comune denominatore, da blitz a Conclave, lo tsunami delle analisi e degli scenari politici, delineano prospettive quotidiane in dissolvenza sulle rassegne stampa notturne e in via di assolvenza fra il pomeriggio e la sera successiva.La febbre del Colle e l'effetto Conclave

Dal FantaColle al FantaQuirinale, dai QuirinalGame ai Vista Colle, gli scenari politici tutt’attorno ai circa 61 metri sul livello del mare del Quirinale stanno mediaticamente assumendo l’aspetto nebuloso delle cime tempestose dell’Himalaya e trasformando il Colle in un vulcano in eruzione.

Identikit degli oltre mille elettori, consistenza dei gruppi parlamentari, new entry dei delegati regionali, statistiche e numerologia parlamentare, vengono progressivamente radiografate e passate in rassegna a cominciare dal curriculum dei candidati principali: la trentennale Berlusconi story viene illustrata da destra e da sinistra, con o senza i riferimenti giudiziari e il can can della Silvio epoque; di Mario Draghi furoreggia il video con speech originale del celebre «Whatever it takes»; di Sergio Mattarella l’esultanza allo stadio di Wembley la notte della storica vittoria agli europei di calcio da parte della nazionale; di Letizia Moratti si cita il padre partigiano e il concreto sostegno alla comunità di San Patrignano; di Paolo Gentiloni la credibilità e l’esperienza internazionale; di Pierferdinando Casini il curriculum politico a cavallo fra conservatori e progressisti; di Giuliano Amato tutte le vite istituzionali e politiche precedenti ed in progress; di Franco Frattini l’eventuale record che rappresenterebbe l’elezione in un mese a ben due Presidenze: dal Consiglio di Stato a Capo dello Stato.

Sfocato e storicamente improponibile, invece, il paragone ricorrente col Conclave per l’elezione del Papa. Se non altro per il doppio giuramento dei  Cardinali elettori. Il primo all’ingresso della Cappella Sistina: «…ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica… E solennemente giuriamo di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza…di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell’elezione del Romano Pontefice».

La febbre del Colle e l'effetto Conclave
Conclave del marzo 2013

Ancora più significativo il secondo solenne giuramento che ogni Cardinale pronuncia all’atto di deporre la propria scheda nell’urna: «Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto».

Anche se laicamente sulla Costituizione, è mai lontanamente ipotizzabile un simile giuramento di coerenza e coscienza democratica da parte dei parlamentari per l’elezione del 13° Presidente della Repubblica ?  Se sì citofonare Montecitorio.La febbre del Colle e l'effetto Conclave

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