La Magistratura è donna ma ai vertici dominano gli uomini

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Netta maggioranza femminile fra le toghe tranne che ai verticiLa Magistratura è donna ma ai vertici dominano gli uomini

La magistratura è donna, ma i vertici sono per più di due terzi maschili. Nonostante il 53% dei magistrati siano donne la strada per raggiungere una parità negli incarichi di vertice degli uffici giudiziari appare ancora lunga. Dai dati elaborati dall’ufficio statistico del Csm, la situazione appare comunque aver imboccato una via di miglioramento, con passi in avanti nel conferimento alle donne di ruoli direttivi e semidirettivi.

Al 5 marzo 2018, su un totale di 9.543 magistrati, compresi i fuori ruolo e quelli in tirocinio, 5.061 sono donne a fronte di 4.482 uomini. L’età’ media delle toghe in rosa  è di 47 anni, 5 anni in meno rispetto agli uomini.

Il numero delle donne spicca tra i magistrati in tirocinio. Su un totale di 710 unità, il 65% (463) sono donne: quindi, ogni 10 vincitori di concorso, almeno 6 sono di sesso femminile. Una prevalenza di magistrati donne si rileva in tutte le aree geografiche del Paese: dai distretti del nord Italia come Milano (62%), Torino (57%), Brescia (53%), sia in alcuni distretti del sud, quali Napoli (59%), Campobasso e Catanzaro (56%).

La Magistratura è donna ma ai vertici dominano gli uomini

La situazione è nettamente diversa per gli uffici di competenza nazionale, dove le donne rappresentano soltanto il 35% del personale di magistratura totale.

Quanto agli incarichi direttivi, i 434 magistrati che rivestono i ruoli più alti si distribuiscono in modo “non uniforme”: quasi 3 capi uffici su 4 cioè il 73% sono uomini e solo il 27% donne.

Va meglio per i ruoli semidirettivi, dove le donne sono il 38%, complessivamente 690 complessivi. In particolare, sono poche le donne magistrato alla guida delle Procure: se, infatti, la percentuale di donne con incarichi direttivi negli uffici giudicanti è  al 33%, tali casi scendono al 20% se si guarda ai vertici degli uffici requirenti. Questo squilibrio esiste anche per quanto riguarda gli incarichi semidirettivi.

Tra gli uffici giudicanti la percentuale di donne con incarichi direttivi in Corte d’appello ammonta al 46% circa, mentre è pari al 57% nei Tribunali di sorveglianza e al 42% dei Tribunali per i minorenni. La percentuale scende al 24% nei Tribunali ordinari. Negli uffici requirenti, le donne rivestono in maggior numero incarichi direttivi presso la Procura della Repubblica per i minorenni, 64%, mentre é  minima,(13%, la percentuale di donne con incarichi di vertice nelle procure della Repubblica presso il Tribunale.La Magistratura è donna ma ai vertici dominano gli uomini

Dal 1993 ad oggi, però, la situazione é notevolmente cambiata in meglio, segnando, in particolare dal 2008, una tendenza che vede le donne più presenti ai vertici degli uffici: lo scorso anno la percentuale di donne magistrato a capo di un ufficio era del 26%, oggi risulta aumentata, anche se di un solo punto. Nell’attuale consiliatura, fino al 28 febbraio, Palazzo dei Marescialli ha conferito 368 incarichi direttivi, e 99 hanno riguardato donne magistrato; le nomine a semidirettivi sono state 467 e in 185 casi il posto è stato assegnato a una donna. Le donne sono state ammesse per la prima volta al concorso in magistratura nel 1963: le prime 27 donne magistrato entrarono in ruolo nel ’65 e rappresentavano il 6% dei vincitori del concorso. Il sorpasso rosa tra i vincitori di concorso c’è stato per la prima volta nel 1987, quando, tra i nuovi 300 magistrati, le donne furono 156. Dal 1996 ad oggi, il numero di donne vincitrici del concorso in magistratura è stato sempre superiore a quello degli uomini e il divario si é allargato dal 2007. Nell’ultimo concorso le donne sono state il 65% dei vincitori. E’ però solo dal 2015 che il numero totale di donne presenti in magistratura ha superato quello degli uomini.La Magistratura è donna ma ai vertici dominano gli uomini

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