Nuovi criteri per i crediti deteriorati e progressivo crollo occupazionale

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Nuovi criteri per i crediti deteriorati e progressivo crollo occupazionale

Crediti deteriorati si cambia

  • Accantonamenti progressivi nell’arco di otto anni per i crediti deteriorati garantiti da collaterali, cioè da beni reali o finanziari concessi a garanzia del puntuale pagamento del debito.
  • Per quelli non garantiti da collaterali, il periodo dovrebbe essere ridotto a due anni.

Questi in sintesi i nuovi criteri  che la Commissione europea ufficializzerà mercoledi 14 marzo per il trattamento delle sofferenze, Non Performing Loans o NPLs, in termini di requisiti di capitali delle Banche.

Il provvedimento, che anticiperà di qualche giorno l’addendum alle linee guida della vigilanza della Banca centrale europea, fisserà i livelli minimi di accantonamento per le esposizioni deteriorate per tutte le Banche. Questi ulteriori criteri  dovrebbero essere applicati ai nuovi prestiti, mentre sarebbe escluso tutto lo stock passato.Nuovi criteri per i crediti deteriorati e progressivo crollo occupazionale

Le disposizioni della Commissione sono in pratica meno stringenti di quelle della Bce sia in termini di tempi che di portata. La vigilanza di Francoforte dovrebbe applicare l’addendum anche ai prestiti erogati in passato che si trasformano in crediti deteriorati dopo la pubblicazione dell’addendum. La Commissione, invece, si riferisce unicamente ai nuovi prestiti. Secondo le stime dell’esecutivo comunitario, l’impatto delle nuove norme sugli accantonamenti dovrebbe essere limitato sia sulle necessità di capitale delle Banche sia sulla loro capacità di erogare credito all’economia reale. La Commissione renderà note anche le sue indicazioni per la creazione di Bad Bank nazionali e una direttiva che mira a facilitare la creazione di un mercato secondario dei NPLs a livello di Ue.

Sempre il 14 marzo, l’esecutivo comunitario presenterà  inoltre il  secondo rapporto sulla riduzione degli NPLs, nel quale dovrebbe segnalare un ulteriore miglioramento della situazione negli Stati membri, Italia compresa.

 

Bancari addio

Europa delle banche e della finanza: sempre più digitalizzazione sempre meno occupazione. Il settore finanziario é il principale utilizzatore delle tecnologie della trasformazione digitale. Dal 2010 ad oggi gli investimenti in tecnologie finanziarie, fintech, in Europa sono stati pari a 38,6 miliardi di dollari. L’obiettivo dell’Europa é quello di diventare progressivamente un polo mondiale delle fintech, con l’opportunità di ottenere il massimo dei vantaggi offerti dal nascente mercato unico. La Commissione europea ha infatti appena varato un Piano d’azione composto di 23 iniziative per promuovere tale settore, migliorare la competitivià e favorire la crescita delle aziende che vi operano. L’iniziativa mira a consentire al settore finanziario di sfruttare il rapido sviluppo delle nuove tecnologie, come la blockchain, l’intelligenza artificiale e i servizi cloud e al tempo stesso a rendere i mercati più sicuri e di più facile accesso per i nuovi operatori. Attesi rilevanti benefici per i consumatori, gli investitori, le banche e i nuovi operatori. Particolare attenzione nel Piano  è rivolta alla cybersecurity  per assicurare un contesto favorevole all’innovazione e al tempo stesso gestire i rischi e tutelare i consumatori. Riguardo alla blockchain, la certificazione garantita e inalterabile delle procedure finanziarie via internet,  dopo l’avvio dell’Osservatorio e del forum dell’Ue sulle sfide e le opportunità delle criptovalute nel corso del 2018, la Commissione metterà a punto una strategia globale sulla tecnologia di registro per tutti i settori dell’economia e della finanza. 

 

Mutui verdi

Ristrutturazioni domestiche eco sostenibili con mutui  win-win, doppiamente vantaggiosi: per i risparmiatori e per l’ambiente. Il via alla sperimentazione dei mutui verdi prevede l’Intervento di fondi europei e delle banche. La finalità é quella di consentire  ’accesso a prestiti agevolati per ristrutturare o acquistare un’abitazione a basso impatto ambientale. Gli investimenti nell’efficientemento energetico delle abitazioni possono aiutare a liberare liquidità per chi ci vive, abbassando le bollette e, soprattutto, riducendo la svalutazione del valore dell’immobile a lungo termine. Una volta ristrutturata la casa infatti sale di classe energetica da “E” a “B” e consente risparmi finoNuovi criteri per i crediti deteriorati e progressivo crollo occupazionale

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