La strada per uscire dal labirinto dell’ingovernabilità

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Sulla difficile situazione di stallo del dopo elezioni pubblichiamo l’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia dal Quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda

La strada per uscire da labirinto dell'ingovernabilitàLa strada per uscire da labirinto dell'ingovernabilità

ll bene dell’Italia e degli italiani deve prevalere su qualunque calcolo politico. La campagna elettorale è finita. Il Paese va governato. Giovani, lavoratori e mondo economico attendono risposte concrete. Il senso dell’appello alle forze politiche del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella manda in tilt gli algoritmi del potere ed indica con pacatezza, ma anche con fermezza, la strada per uscire dal labirinto dell’ingovernabilità.  “E’ un richiamo molto profondo, dal quale s’intuiscono le  difficoltà che il Presidente avverte alla vigilia delle consultazioni, che dovrebbero aprirsi il 2 aprile, all’avvio della diciottesima legislatura” spiega Marzio Breda, l’editorialista del Corriere della Sera considerato il più autorevole dei Quirinalisti.
  • Senso di responsabilità rivolto all’interesse generale del Paese e dei cittadini”: parole ineludibili quelle di Mattarella….
“Frase indirizzata a tutti e in particolare forse al Pd, i cui orientamenti potrebbero essere risolutivi per trovare una maggioranza. Mattarella darà l’incarico a chi dimostra di avere una maggioranza chiara, limpida e netta. La scelta del Presidente della Repubblica non sarà tra il leader del partito che ha preso più voti o della coalizione vincente, ma ricadrà su chi dimostrerà di avere più possibilità di allargare e inglobare.” 
  • Quirinale strategy ?
“Il piano A del Presidente della Repubblica è naturalmente quello di tener a battesimo un governo con una maggioranza parlamentare ampia, limpida e non precaria. Questa è la strada maestra. Che tuttavia prevede una variante, se le forze uscite vincitrici dalle urne non riusciranno a costituire un’alleanza: un governo di scopo, o del Presidente o Istituzionale, comunque lo si voglia chiamare. Un governo aperto a tutti, con un programma limitato e un orizzonte temporale relativamente circoscritto, per fare una nuova legge elettorale e tornare al voto magari entro un anno. Controindicazione: non c’è garanzia che la nuova legge elettorale si faccia e soprattutto non c’è garanzia che sia migliore di quella, pessima, attuale. Non sarebbe la soluzione preferibile, per Mattarella. Il quale, per dovere d’ufficio, deve puntare ad assicurare la stabilità”. La strada per uscire da labirinto dell'ingovernabilità
  • Matteo Salvini o Luigi Di Maio? 
“Contrariamente a quanto affermano in queste ore alcune forze politiche e i loro giornali di riferimento, Mattarella non trama per favorire una parte a scapito dell’altra. Dunque sia Salvini che Di Maio, usciti entrambi vincitori dalle urne, hanno le stesse chance di formare un governo. Certo, a patto che si presentino al Quirinale forti di una vera maggioranza”. 
  • Fede e Costituzione come incidono sul carattere di Sergio Mattarella, chiamato ad esercitare laicamente il ruolo di massimo garante istituzionale in una fase fra le più cruciali per il Paese? 
“La Costituzione è sicuramente la bussola che orienterà il Capo dello Stato in questa fase difficile. Tuttavia un peso rilevante avranno anche le sue convinzioni ideali, cioè la fede nella buona volontà degli uomini e nel loro senso di responsabilità pubblica. E peserà, infine, la sua stessa storia politica, maturata nella sinistra della Dc, dove la mediazione era un valore”. La strada per uscire da labirinto dell'ingovernabilità
  • Scenari all’interno del Pd e di Forza Italia? 
“Nel Pd, pesantemente battuto dal voto, sta per cominciare un periodo molto travagliato, con cambio della segreteria e degli organi dirigenti. E’ la forza politica più corteggiata, con la quale sia il centrodestra che i 5 Stelle vorrebbero trovare una indispensabile intesa, ma sarà prima indispensabile un certo periodo di tempo prima che riesca a metabolizzare lo sconquasso. Il caso di Forza Italia è diverso: ridimensionata dalle urne, comincia a porsi un problema di leadership, data l’età di Berlusconi. Se non si darà rapidamente una nuova strategia, rischia di essere cannibalizzata dalla Lega”.  
  • C’è, e quale, una soglia minima di garanzie europee per il nuovo governo? 
“Sì, e quella soglia è il rispetto dei trattati, degli impegni in campo economico e degli altri capisaldi valoriali dell’Unione europea. Per fortuna nelle ultime settimane di campagna elettorale, sia la Lega che i 5 Stelle hanno attenuato le loro critiche a Bruxelles. Ma è ovvio che le Cancellerie europee continuino a guardare a questi due movimenti politici italiani con una certa diffidenza. Li attende alla prova, insomma”. 
  • Il ruolo di Paolo Gentiloni si è esaurito o ha altre prospettive? 
“L’attuale Premier, che pure gode ancora di un consenso personale importante, è penalizzato dalla parabola negativa del Pd e dagli stessi attacchi di Matteo Renzi. Dopo che avrà concluso il proprio mandato, ormai ridotto all’ordinaria amministrazione, difficilmente sarà spendibile per un nuovo incarico di vertice. Tranne eventualmente all’interno del suo partito.”La strada per uscire da labirinto dell'ingovernabilità
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