La sfida di Biden che l’Italia dovrebbe seguire

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La sfida di Biden che l’Italia dovrebbe seguire
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Una valanga di duemila miliardi di dollari per realizzare strade, ponti, reti digitalizzate. La scommessa per rilanciare concretamente lo sviluppo economico degli Stati Uniti del Presidente Joe Biden va ben oltre il new deal del suo predecessore Franklin Delano Roosevelt.La sfida di Biden che l’Italia dovrebbe seguire

Ma a differenza del piano di stimolo da 1,9 trilioni di dollari approvato a marzo, il cui costo è stato quasi interamente sostenuto dal bilancio federale, la Casa Bianca ha affermato che intende finanziare gli interventi infrastrutturali attraverso aumenti fiscali su imprese e società.

“Ci sono decine e decine di società catalogate da Fortune 500 che non pagano un solo centesimo di tasse da tre anni. Coraggio amici. Guardiamo in faccia la realtà”, ha affermato il Biden riferendosi alla lista annuale compilata e pubblicata dalla rivista Fortune che classifica le 500 maggiori imprese societarie statunitensi misurate sulla base del loro fatturato.La sfida di Biden che l’Italia dovrebbe seguire

Sfruttando l’onda lunga del successo della campagna di vaccinazione il nuovo Presidente americano prova ad incardinare lo sprint iniziale trasformandolo in un successo duraturo e decisivo della sua amministrazione. La Casa Bianca ha le idee chiare e non nasconde che è necessario un accordo con i repubblicani che in Congresso potrebbero ostacolare e bloccare  la riforma.La sfida di Biden che l’Italia dovrebbe seguire

“Il compromesso è inevitabile, i cambiamenti sono certi. Siamo aperti a buone idee e a trattative in buona fede. Ma ecco quello su cui non siamo aperti: non siamo disponibili a non fare nulla”, ammonisce il presidente americano, impegnato a promuovere la sua proposta per il rilancio delle infrastrutture fisiche e digitali, “cruciali” per garantire agli Stati Uniti la leadership mondiale e per contrastare le ambizioni di Pechino.

I repubblicani sono possibilisti. Il senatore Joe Manchin ha dichiarato di essere d’accordo con un aumento delle tasse alle società dal 21% al 25%, ma non fino al 28%, come proposto dall’amministrazione.

Secondo il Dipartimento del Tesoro gli aumenti fiscali per le imprese raccoglierebbero circa 2,5 trilioni di dollari, ovvero circa duemila e seicento miliardi di euro, che in 15 anni sono in grado di compensare i costi degli interventi di rilancio infrastrutturale.La sfida di Biden che l’Italia dovrebbe seguire

“Sono aperto al negoziato”, assicura Biden, ma ribadisce che “l’inerzia non è un’opzione” e in ogni caso specifica “non ci sarà alcun aumento per chi guadagna meno di 400 mila dollari all’anno”.

Dopo avere sconfitto la pandemia Biden non vuole lasciarsi sfuggire l’opportunità a portata di mano di imprimere una formidabile accelerazione economica agli Stati Uniti. Una spinta esponenziale in grado di assicurare agli Usa la leadership mondiale tecnologica, scientifica ed economica e trascinare la ripresa dell’Europa e dei paesi occidentali.La sfida di Biden che l’Italia dovrebbe seguire

Un esempio concreto che grazie al recovery fund sarebbe auspicabile oltre che essenziale per l’Italia. Come?

Con un mix fra riforme strutturali ed impulso allo sviluppo economico e soprattutto con una imposizione fiscale differenziata, con le attuali aliquote per aziende e società che fatturano oltre 40 milioni di euro e i redditi superiori ai 500 mila euro annui, mentre per il resto dei contribuenti la soglia si dovrebbe abbassare fra il 25 ed il 30%.

Come in tutte le democrazie parlamentari anche nel nostro Paese le elezioni in parte si vincono e si perdono sul fronte delle tasse e delle pensioni. Ed ora anche sulla trincea dell’efficienza degli interventi per fronteggiare la pandemia.La sfida di Biden che l’Italia dovrebbe seguire

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