Lauro De Bosis l’eroe sconosciuto restituito alla storia

0
1490
Lauro De Bosis l’eroe sconosciuto restituito alla storia
Condividi

PAGINE

Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

Lauro de Bosis torna a librarsi nel cielo della storia. Dopo «Il caso Kaufmann», il romanzo della sublimazione dell’amore fra un ebreo e una tedesca negli anni dominati dalla follia e dalla totale perdita di umanità nella Germania nazista, Giovanni Grasso Direttore dell’Ufficio stampa della Presidenza della Repubblica, ripercorre con una trama storica romanzata l’epopea tanto eroica quanto sconosciuta, ed anzi deliberatamente rimossa, di Lauro de Bosis.

Lauro De Bosis l’eroe sconosciuto restituito alla storia
Giovanni Grasso

Poeta, idealista e pilota, de Bosis il 2 ottobre del 1931, sorprendendo la Regia Aeronautica comandata dal gerarca fascista Italo Balbo, lanciò su Roma 400 mila manifestini antifascisti inneggianti alla libertà e alla lotta contro il regime. Lungo la rotta del rientro a Marsiglia l’aeroplano di de Bosis scomparve in mare senza lasciare tracce, probabilmente per mancanza di carburante. Una sorte che ricorda quella dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry, l’autore del Piccolo Principe.Antoine de Saint-Exupéry

Sul filo della narrazione e del romanzo, assieme alle vicissitudini dell’amore per la fidanzata, l’attrice newyorkese Ruth Rapper, la vita e il notevole ruolo politico antifascista di Lauro de Bosis vengono tratteggiati da Giovanni Grasso in “Icaro il volo su Roma” edito da Rizzoli  a settembre in libreria.

Nato a Roma nel 1901, ultimo dei sette figli della scrittrice americana Lilian Vernon e del poeta Adolfo de Bosis, fondatore della rivista «Il Convito», sulla quale scrissero oltre a D’Annunzio anche Giovanni Pascoli e Giosuè Carducci, che vi pubblicò per la prima volta la Canzone di Legnano, Lauro de Bosis nel 1927 scrisse “Icaro”, la sua unica opera poetica.

Un dramma in versi, che ottenne la medaglia d’argento (di fatto il primo premio, poiché l’oro non fu assegnato) alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 nella categoria letteratura drammatica, al tempo compresa nei giochi  olimpici che includevano anche competizioni artistiche e non solo sportive. Pubblicata nel 1930 l’opera é  singolarmente profetica del gesto che concluse la vita dell’autore.

Stimato da Gaetano Salvemini e in contatto con Sturzo e i fratelli Rosselli, Lauro de Bosis fu un protagonista dell’antifascismo.

Lauro De Bosis l’eroe sconosciuto restituito alla storia
Giovanni Spadolini

“Un personaggio unico e inconfondibile – scrisse di lui Giovanni Spadolini, che così nel 1992 nel « Mondo Frantumato » prosegue – “Professore a New York: cultore profondo e appassionato della storia della civiltà italiana, largamente permeato di dannunzianesimo (Leo Valiani, che se ne intende e che è di Fiume, ama dire che D’Annunzio ha influenzato egualmente fascismo e antifascismo). Arrivato tardi alla lotta contro il regime e non senza qualche sgradevole equivoco coi compagni di esilio (eccetto Salvemini che lo capì subito e lo protesse sempre). Fondatore nel ’30 insieme con Mario Vinciguerra (un altro personaggio che meriterebbe una “Vita”) dell’Alleanza Nazionale, una specie di riduzione dell’ “Unione democratica” amendoliana in chiave monarchica, anzi in chiave di collaborazione tra forze liberali, cattoliche e moderate al fine di premere su Monarchia e Chiesa per la rottura col fascismo,non importa se due anni dopo il Concordato”.

Dalle parole di Spadolini si intuisce quanto e come abbia pesato l’ostracismo ideologico che per ben 90 anni ha rimosso il gesto eroico e gli stessi ideali dell’esistenza di Lauro de Bosis.

Con l’unica eccezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nel 2016 in occasione dell’85° anniversario del volo antifascista su Roma lo ha commemorato con un telegramma indirizzato al nipote, l’ambasciatore Alessandro Cortese de Bosis, e agli studenti del liceo Tasso di Roma, dove Lauro de Bosis aveva studiato, per ricordare loro la figura del «giovane e stimato poeta che amava la vita e a cui la vita avrebbe riservato gioie e onori, se solo avesse accettato di conformarsi al pensiero dominante», ha scritto agli alunni il Capo dello Stato.

Un antifascista liberale che ora “Icaro il volo su Roma” libera dal silenzio e restituisce alla storia di un’Italia faticosamente disintossicatasi dagli ideologismi. O no?L'inganno di Icaro | from9to9

 

Facebook Comments
Condividi