Lega di sgambetto e di governo

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 La Lega accelera e stacca gli alleati del centrodestra
Lega di sgambetto e di governo
Alle cinque della sera il colpo di scena scuote l’aula del Senato. Su 57 schede, quanti sono gli esponenti leghisti a Palazzo Madama, compare il nome della senatrice di Forza Italia, Ammamaria Bernini.

Un modo inequivocabile per notificare a Berlusconi l’urgenza di cambiare il candidato che per la Presidenza del Senato.

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Annamaria Bernini

Un‘accelerazione probabilmente decisiva, ma sicuramente dirompente perché il Cavaliere in persona e tutta Forza Italia hanno immediatamente inondato le agenzie e i Tg di accuse di tradimento e di inciucio fra Lega e Cinque Stelle.

Salvini ha seccamente replicato che insistere su Paolo Romani significava far eleggere un Presidente del Senato scelto da Pd e 5 Stelle.

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Paolo Romani

In attesa di constatare, nel decisivo terzo scrutinio di sabato mattina, se la frattura apertasi nel centro destra si è o meno ricomposta nel corso della notte, l’analisi a freddo della mossa della Lega evidenzia due ipotesi.

La prima riguarda l’ultima possibilità offerta a Berlusconi di scegliere un candidato presidente del Senato che non sia Romani, sul quale i grillini hanno posto un insormontabile veto. A questo punto se il Cavaliere volesse scegliere un candidato e non farselo imporre, invece che la Bernini potrebbe indicare Elisabetta Alberti Casellati, già sottosegretaria e componente del Csm, che oltre alla preparazione e all’esperienza ha la physique du rôle per la Presidenza di Palazzo Madama.

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Elisabetta Alberti Casellati

La seconda ipotesi riguarda, invece, la possibilità che sia la Lega a proporre un suo candidato per la presidenza del Senato. E in questo caso il nome potrebbe essere quello di Giulia Bongiorno. 

Il colpo di scena del Senato è comunque destinato ad imprimere un accelerazione anche per l’elezione del Presidente della Camera, dove già sabato mattina potrebbe essere eletto, al quarto scrutinio, un esponente dei 5 Stelle:  Roberto Fico o più probabilmente Riccardo Fraccaro.

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Robero Fico

L’effetto conclusivo, in questo caso, potrebbe essere tuttavia quello di un inasprimento delle tensioni all’interno del centrodestra e di vari contraccolpi in sede di consultazioni al Quirinale per l’indicazione al Capo dello Stato del candidato degli schieramenti per l’incarico esplorativo di formare il governo.

Secondo alcune fonti in caso di difficoltà europee sul suo nome, Salvini sarebbe pronto a designare Giancarlo Giorgetti quale candidato di mediazione a presidente del Consiglio incaricato. Un incarico esplorativo per la formazione di un governo per cambiare la legge elettorale e mettere in sicurezza il bilancio dello Stato.

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Giorgetti al Quirinale nelle precedenti consultazioni

Piani e contropiani che devono fare i conti con i numeri e le divisioni trasversali all’interno delle forze politiche. 
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