L’eredità della rivoluzione teologica del Vescovo Spong

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L'eredità della rivoluzione teologica del Vescovo Spong
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by Augusto Cavadi

A poco più di un mese dalla scomparsa del gesuita Roger Lenaers (https://www.zerozeronews.it/la-grandezza-sconosciuta-del-gesuita-roger-lenaers/) un altro esponente di primo piano della corrente teologica “post-teistica” ci lascia. Il 12 settembre 2021, all’età di novant’anni, è  morto infatti il Vescovo della Chiesa episcopale degli Stati Uniti d’America John Shelby Spong, brillante oratore per i cinque continenti e prolifico autore di numerosi saggi teologici tradotti in diverse lingue.

L'eredità della rivoluzione teologica del Vescovo Spong
John Shelby Spong

Convinto che l’essenziale del messaggio biblico sia stato veicolato attraverso una visione del mondo e un codice linguistico ormai inaccettabili, ha lavorato con passione e determinazione per restituire il vangelo di Gesù alla sua illuminante semplicità originaria.

A suo avviso, infatti, la fede autentica è l’apertura universale di ogni donna e di ogni uomo al Mistero del cosmo e della vita: dogmi, riti, precetti, divieti sono appesantimenti che , forse, hanno svolto una funzione storico-sociale in alcune fasi della storia umana, ma che ormai servono solo ad allontanare dalla proposta di vita piena che il Maestro di Nazareth (anche lui, non solo lui)  ha offerto alla ricerca di senso.L'eredità della rivoluzione teologica del Vescovo Spong

Celebri i 12 punti per una riforma della teologia  da lui (invano) sottoposti all’attenzione  dei capi religiosi di tutte le chiese cristiane: dalla revisione del monoteismo antropomorfico (un Dio padre-padrone a cui deleghiamo le nostre responsabilità per i mali che ci provochiamo a vicenda) alla cancellazione del dogma del peccato originale (disastrosa invenzione medievale basata su equivoci interpretativi), dalla rilettura della figura di Cristo come Persona divina incarnata (che, invece, si è presentato come uomo tra gli uomini ed è stato ‘divinizzato’ solo progressivamente nei secoli successivi) alla inopportunità di fissare in norme immutabili i criteri di comportamento dei credenti.

Insomma, come recita il titolo di uno di suoi libri più recentemente tradotti in italiano, bisogna agire presto Perché il cristianesimo deve cambiare o morire (Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2019).L'eredità della rivoluzione teologica del Vescovo Spong

Ovviamente non sempre le indicazioni costruttive, o ricostruttive, di Spong ( che il lettore italiano può trovare anche fra i titoli tradotti dagli editori Massari, Gabrielli e Mimesis) risultano altrettanto convincenti delle criticità che solleva; ma è solo correndo il rischio di sbagliare che si possono mettere in movimento le macchine – teoriche ed istituzionali – da troppo tempo bloccate e arrugginite. Egli ha ricevuto non solo critiche e obiezioni, ma perfino minacce e intimidazioni fisiche: niente è più pericoloso di un tradizionalista che vede barcollare le sue convinzioni ataviche ! Ha però resistito sino agli ultimi giorni, convinto – come ebbe a dichiarare in un’intervista edita in italiano su « Adista» del 9.11. 2013- che le “voci di frontiera continueranno a farsi sentire e a crescere di intensità a ritmo sempre più sostenuto , finché a un certo punto non si troveranno più ai confini della chiesa, ma al centro. E’ sempre in questo modo  che avviene la riforma. Non bisogna, dunque temere di essere  soli a esprimere una nuova prospettiva. Se quella prospettiva è autentica, si imporrà. Dobbiamo solo essere fedeli alla ricerca della verità”.

L'eredità della rivoluzione teologica del Vescovo Spong
Spong

 

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