Lo sprint delle nomine sulla politica

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Lo sprint delle nomine sulla politica
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Dieci giorni che sembrano già storia. L’accelerazione impressa dal Governo Draghi alla politica è tale che gli ultimi dieci giorni, dalla fiducia alla Camera al nuovo decreto anticovid, hanno già cambiato protagonisti, scenari e assetti, e nella settima entrante si accingono ad incidere ancor più profondamente sulle prospettive dell’esecutivo e dei partiti.

Lo sprint delle nomine sulla politica
L’Ambasciatore Luca Attanasio e l’Appuntato dei carabinieri Vittorio Iacovacci

In primo piano soprattutto la terribile tragedia dell’assassinio in Congo dell’Ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, che ha evidenziato la sovraesposizione senza filo conduttore dell’Italia in Africa, in Iraq, Medio Oriente  e negli altri paesi in bilico fra guerriglia e terrorismo.

Dalla più che ampia maggioranza parlamentare al parto cesareo dei 6 viceministri e 32 sottosegretari, il Governo ha iniziato al ritmo di tre Consigli dei Ministri la navigazione nell’oceano tempestoso della pandemia e degli inconfessabili interessi, politici e non, di ex leader in cerca di rivincita e di vertici partitici senza più sintonia con iscritti e elettori.Lo sprint delle nomine sulla politica

I perdenti e i feriti sul campo di battaglia della scelta dei Ministri e dei sottosegretari ed insieme l’effetto rullo compressore del Governo Draghi, oltre a terremotare gli equilibri interni di tutti partiti della maggioranza pragmatica, hanno avviato una nuova inedita fase della governabilità.

Sul fronte delle nomine, dopo quella del nuovo Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, e della scelta in via Venti Settembre, ma con l’imprimatur di Draghi, del neo direttore Generale della Banca d’Italia Federico Signorini, il probabile Consiglio dei Ministri di martedì 2 marzo procederà verosimilmente alla successione del Capo della Polizia Franco Gabrielli, nominato sottosegretario con delega ai servizi di intelligence.

Per il Viminale se, oltre alle indubbie capacità professionali e istituzionali,  non dovesse prevalere la scelta per la prima volta di una donna, il Prefetto Maria Luisa Pellizzari,  sono in pole position l’attuale capo della segreteria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza ed esperto di antiterrorismo, il Prefetto Lamberto Giannini, e l’attuale vice Capo della Polizia e Direttore Centrale della Criminalpol, Prefetto Vittorio Rizzi.

L’autorità delegata affidata a Gabrielli e la successione al Viminale, lasciano intravedere a breve un riassetto complessivo dei servizi di sicurezza ed in particolare del vertice del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza che coordina le due agenzie di Intelligence per l’interno e l’estero, Aisi ed Aise.

Di settimana in settimana sono tuttavia gli assetti della politica a far presagire i maggiori mutamenti dei fronti interni.

In prima linea l’investitura alla leadership dei 5 stelle dell’ex Premier Giuseppe Conte. Una investitura letteralmente dall’alto, decisa personalmente da Beppe Grillo unanimemente definito dai grillini l’ ”elevato”.

Per Conte, esauriti i cori dei tifosi, il rilancio del Movimento potrebbe presentare più spine e ostacoli del previsto. L’unico spazio politico possibile, condiviso dalla base, sembra infatti essere quello della partecipazione critica alla maggioranza e al governo Draghi.

Critiche acuite dai veleni e dai mal di pancia della  scrematura di ministri e sottosegretari. L’eventuale recupero dei parlamentari che non hanno votato la fiducia e sono stati espulsi, a cominciare dall’auto escluso Alessandro Di Battista, potrebbe creare più problemi di quanto non ne possa risolvere.

Altro punto critico per Conte potrebbe essere il venir meno di molti dei presupposti dell’alleanza col Pd. Al Nazareno le idi di marzo, che coincideranno pressappoco con l’assemblea nazionale, si annunciano infatti politicamente foriere di forti contrasti che potrebbero determinare un cambio di segreteria già prima del congresso.

Assestamenti sono previsti anche all’interno di Forza Italia dove probabilmente l’ultimo braccio di ferro su Stefania Prestigiacomo, Annagrazia Calabria e Simone Baldelli per la nomina del nuovo vice presidente della Camera al posto della neo ministra Mara Carfagna potrebbe innescare un ulteriore esodo di parlamentari verso la Lega o Fratelli d’Italia. Senza escludere che sulle divisioni all’interno di Forza Italia possano prevalere, per la vice Presidenza di Montecitorio, anche esponenti di altri partiti, a cominciare dalla Lega.Lo sprint delle nomine sulla politica

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