Meloni e Ronzulli scintille vere e mosse politiche

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Meloni e Ronzulli scintille vere e mosse politiche
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Boatos da tastiera e la faida è servita: Lady Giorgia contro panzer Licia. Alimentata da gossip e malizie, il braccio di ferro ingaggiato con Giorgia Meloni da Silvio Berlusconi per piazzare  la Senatrice Licia Ronzulli in prima fila nell’esecutivo di centrodestra pronto al varo, si è trasformato sui media nel duello fra due caratteri forti che, come dicono a Roma, “non le mandano a dire”.

Meloni e Ronzulli scintille vere e mosse politiche
Silvio Berlusconi e Licia Ronzulli

L’antagonismo politico con Licia Ronzulli da una parte e con Matteo Salvini dall’altra, sottende in realtà la diversa valutazione riguardo la connotazione con l’imprinting di Giorgia Meloni dell’intero governo di centro destra.

Una primazia politica legittimata dal voto del 25 settembre. Mentre Lega e Forza Italia tendono invece ad istaurare un triumvirato, ovvero una condivisione operativa delle scelte di governo. Se non contrapposte si tratta quanto meno di due visioni parallele.

Alla vigilia del battesimo della 19^ legislatura, nel backstage della sala parto del 68° governo della Repubblica, il primo presieduto da una Premier, quella che appare una contrapposizione personale é un classico della politica e in particolare della fase della scelta dei Ministri.

Roma. Palazzo Cenci Bolognetti storica sede nazionale della Dc a piazza del Gesù

Gli esempi sono ormai storici: dalla guerriglia interna fra Piazza del Gesù e Parlamento dei cavalli di razza della Dc, Fanfani, Moro, Andreotti, Rumor, Piccoli, Forlani, fino a De Mita; dal Ministro del Lavoro Donat Cattin che non si presentò al giuramento al Quirinale; alle dimissioni prima del voto di fiducia in Parlamento di quattro neo Ministri del Governo Ciampi: Barbera, Berlinguer, Visco e Rutelli, fino a vari episodi anche recenti di bocciature e sostituzioni in corsa di Ministri inizialmente  inseriti nelle liste presentate dai Presidente del Consiglio incaricati al Capo dello Stato.

Nulla di nuovo dunque? Solo in parte, perché in politica come nella fisica “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Una frase entrata nel gergo comune e dal significato autentico che evidenzia l’intenzione dichiarata della leader di Fratelli d’Italia e Premier in pectore di aggiornare il classico metodo partitocratico della spartizione dei Ministeri e di rilanciare la politica.Meloni e Ronzulli scintille vere e mosse politiche

L’intento dichiarato è quello del salto di qualità, scrive su Facebook Giorgia Meloni: “Siamo consapevoli del risultato che abbiamo ottenuto e sentiamo la responsabilità di dover affrontare un’importante sfida nella condizione più difficile nella quale l’Italia potesse trovarsi. Pronti a riscrivere le sorti della Nazione con un Governo forte, unito e autorevole”. Dichiarazione d’intenti che si aggiunge all’altro passaggio che sancisce anche al cospetto degli alleati della Lega e di Forza Italia la metamorfosi politica della nuova premiership: “noi siamo una cosa completamente diversa da tutto quello che è stato visto finora. Non ci ispiriamo a nessuno ma siamo la nostra storia e vorremmo essere noi domani un modello di ispirazione per gli altri”.

All’orizzonte della 19^ legislatura si intravede già una mutazione politica nel piglio di quanti fra i 400 deputati e dei 200 senatori, che in un’atmosfera a metà fra il ballo dei debuttanti e il primo giorno di scuola, esordiscono a Montecitorio e a Palazzo Madama. Una mutazione politica che secondo alcuni commentatori potrebbe caratterizzarsi in prospettiva su due versanti: quello di una sorta di riedizione dello spirito ecumenico della Dc senza i democristiani.

Oppure, ritengono i pessimisti, determinare l’accentuazione della divaricazione fra Lega e Forza Italia da una parte e Meloni dall’altra.

Meloni e Ronzulli scintille vere e mosse politiche
Licia Ronzulli e Giorgia Meloni

In questo scenario, il confronto fra lady Giorgia e panzer Licia potrebbe assumere già in occasione dell’elezione dei Presidenti del Senato e della Camera, toni e risvolti da scontro politico a tutto campo.

Con la differenza che la futura Premier guida saldamente il partito che ha fondato e lanciato al successo, mentre la Senatrice Ronzulli può contare soltanto sul sostegno di Berlusconi e in parte su quello di un Salvini sempre più in bilico all’interno della Lega.

Facile prevedere che in caso di mancanza di voti di centrodestra per l’elezione alla Presidenza del Senato di Ignazio La Russa, a Montecitorio invece del probabile candidato leghista filo salviniano, Riccardo Molinari, molti voti potrebbero essere dirottati su Giancarlo Giorgetti, distinto e distante dal segretario della Lega.

Scenari al limite che si agitano o vengono agitati come deterrente in vista del consueto compromesso happy end dell’eterna saga del potere.Meloni e Ronzulli scintille vere e mosse politiche

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