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Rubrica di critica recensioni anticipazioni
by Augusto Cavadi
Nella manualistica scolastica e nella narrativa religiosa Francesco d’Assisi è rappresentato come l’icona del candore quasi fanciullesco che, già in vita, avrebbe raccolto ammirazione e devozione incondizionate.
La realtà storica effettiva è stata molto diversa. Tormentata la personalità del Santo d’Assisi, incredibili le amarezze riservategli già in vita dai suoi stessi discepoli, stravolti i racconti biografici dei testimoni oculari.
Il corposo e documentato volume di Francesco Coniglione, L’uomo venuto da un altro mondo. Francesco d’Assisi, Bonanno Editore, Acireale – Roma 2022 restituisce queste drammatiche vicende come in una sorta di romanzo appassionante, il cui protagonista principale acquista i tratti umani, umanissimi, di una persona complessa e non priva di contraddizioni.
Man mano che si tenta di risalire dal ritratto agiografico all’identità autentica di Francesco, la sua esemplarità – lungi dall’appannarsi – rivela tratti di sconcertante attualità. L’autore del ponderoso saggio lo sa dire con accenti toccanti: “grazie al modello di testimonianza evangelica offerto da sé stesso e dai suoi frati, Francesco invita ciascun cristiano ad operare una profonda revisione del proprio modo di vivere la fede, additandogli la necessità di un’azione a favore dei poveri che richiede una sua conversione totale e che non può limitarsi alla semplice carità: perché dice chiaramente che la responsabilità è di ciascuno, è personale, e nessuno si deve sentire esente da un dovere verso il prossimo. Non può essere chiamato cristiano chi non soccorre il proprio fratello: Francesco dona persino la Bibbia a chi vede in miseria; oggi siamo invece indifferenti a chi muore annegato in nome dello slogan blasfemo e anticristiano di «prima gli Italiani». E’ nel contesto di questa trasformazione interiore […] che può essere effettivamente esercitata la carità e l’amore verso gli altri esseri, siano uomini o animali” (p. 298).




