Nell’inferno dell’Ucraina dove l’umanità muore ogni giorno di più

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Nell'inferno dell'Ucraina dove l'umanità muore ogni giorno di più
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Cristo ancora non si sa, ma l’inferno si è già fermato in Ucraina. Il bollettino di guerra dell’invasione russa è ormai una quotidiana sequenza di stragi ed eccidi che fa rattrappire le ossa per lo sdegno della disumana ferocia.

Nell'inferno dell'Ucraina dove l'umanità muore ogni giorno di più
Vittime a Kramatorsk

L’ultimo, o purtroppo penultimo, massacro è quello provocato dai nuovi missili tattici russi Iskander che hanno  letteralmente disintegrato la stazione ferroviaria di Kramatorsk, nell’area di Donetsk ancora in mano alle forze di Kiev, in quel momento affollata da migliaia di persone che attendevano un treno per fuggire dalla linea del fronte. Il bilancio delle vittime aumenta di ora in ora.

Un massacro “abominevole” l’ha definito il Presidente francese Macron che ha aggiunto: “pensiamo alle vittime di Kramatorsk, Bucha, Mariupol, Kharkiv: ovunque sosterremo le indagini affinché sia fatta giustizia”.

La Russia ha definito l’attacco come una “provocazione” affermando che é stato attuato con missili Tochka-U, risalenti al regime sovietico e che  sono ancora in dotazione all’Ucraina, ma che Mosca ha dismesso nel 2020.

Secondo Kiev, e i rilevamenti militari occidentali, a causare il massacro nello scalo ferroviario, sono stati invece i moderni missili tattici russi Iskander.

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Missili russi Iskander

Batterie di Iscander sono da anni stati schierati dal Cremlino anche nell’enclave baltica di Kaliningrad, da dove potrebbero colpire alle spalle le forze Nato in Polonia, nelle repubbliche baltiche e in Svezia.

I bombardamenti intensi sulle città del Sud e dell’Est dell’Ucraina sono confermati anche dall’ultimo bollettino dell’intelligence britannica.

Determinata a conquistare l’intero territorio del Donetsk e del Lugansk, le due regioni solo parzialmente in mano a separatisti filorussi, Mosca sta tentando una manovra a tenaglia verso Popasna e Rubizne.

Altro obiettivo principale russo è la saldatura attraverso un corridoio fra la Crimea, annessa nel 2014, e il Donbass. Ad impedirlo la resistenza da settimane in modalità Stalingrado della città portuale di Mariupol, stremata da settimane di assedio, e dove sono ancora bloccati oltre 100 mila residenti, senza acqua e riscaldamento e con gravi problemi di accesso ai beni di prima necessità. Mentre Kiev ipotizza un’evacuazione via mare, sono in corso combattimenti casa per casa nel centro cittadino. Le aree del porto e Azovstal sono tuttavia ancora saldamente in mano ucraina. ” A meno che gli assediati non ricevano rinforzi e rifornimenti di armi – afferma il think tank americano Institute for the Study of War  –  è ipotizzabile che separatisti e forze russe completino la conquista di Mariupol nei prossimi giorni”.

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I bagagli delle vittime di Kramatorsk

Nel Nord del Paese, dove anche la regione di Sumy è tornata del tutto sotto il controllo delle autorità di Kiev, il ritiro russo appare ormai totale, ma l’area é ancora pericolosa a causa delle numerose mine disseminate dai soldati dell’armata russa.

A Sud Ovest, anche se sono tramontate al momento sia l’ipotesi di un attacco anfibio che di un’avanzata da Est, continuano gli attacchi missilistici su Odessa. Ma sono attacchi ritorsivi provocati dal fallimento dei tentativi russi di aggirare Mykolaiv.

Secondo gli analisti e gli esperti di strategie militari, nonostante l’inferiorità numerica e soprattutto di armamenti, le forze ucraine sono in grado di fermare, come hanno già fatto davanti a Kiev, l’avanzata russa nel sud est del paese.

Non è un caso infatti se da Washington a Londra all’Europa le forniture di armamenti all’Ucraina siano in crescita esponenziale.  Oltre 1.400 missili Stinger, più di 5.000 Javelin anticarro e oltre 50 milioni di munizioni sono le voci principali dell’ultima lista di armamenti che soltanto gli Stati Uniti stanno consegnando a Kiev. In totale, dall’inizio dell’invasione della Russia, gli Usa hanno stanziato circa 1,7 miliardi di dollari in assistenza alla sicurezza per le forze giallo blu. Nella nuova tornata di armi Usa ci sono anche centinaia di droni, dispositivi per la visione notturna e più di 7.000 altri sistemi anticarro oltre agli Stinger e i Javelin.

Si spera che l’Ucraina, che ha inoltre ricevuto dalla Slovacchia i sistemi di difesa aerea S 300, faccia un salto strategico e infligga un’altra pesante sconfitta all’armata russa.

Alla Casa Bianca , al quartier generale della Nato a Bruxelles e nelle capitali europee c’è la consapevolezza che le prossime settimane saranno cruciali.

” Qui distrutta l’umanità” , ha detto a Bucha  dove si è recata quasi in pellegrinaggio la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che ha aggiunto: “qui è successo l’impensabile. Abbiamo visto il volto crudele dell’esercito di Putin, l’incoscienza e la freddezza con cui hanno occupato questa città. Qui a Bucha abbiamo visto la nostra umanità distrutta”.

L’impressione è che fra putinismo, comunismo e nazismo sia in corso una agghiacciante corsa verso il baratro della disumanità.

Strage di Bucha

 

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