Nomine: j’accuse e dimissioni di protesta dalla Magistratura

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Nomine  contestazioni e dimissioniNomine j'accuse e dimissioni di protesta dalla Magistratura

Toghe agitate.  Fibrillazioni e proteste in seguito alle polemiche dimissioni della Magistratura della Presidente di sezione della Corte d’Appello di Caltanissetta Maria Giovanna Romeo.

La mailing list dell’Associazione Nazionale Magistrati registra da mesi un crescendo di prese di posizione riguardanti il conferimento degli incarichi direttivi deciso dal Csm.  Le nomine dei vertici dei distretti giudiziari, dei Presidenti di  Tribunali e di sezione vengono spesso criticate e  contestate, tanto che soltanto nel 2017 sono stati presentati 65 ricorsi davanti ai giudici amministrativi.

Nomine j'accuse e dimissioni di protesta dalla Magistratura

Interno di Palazzo dei Marescialli

Sulle rassegne stampa si moltiplicano i j’accuse di sistematica lottizzazione correntizia delle nomine. I più recenti portano le firme dell’ex Procuratore aggiunto di Torino e attuale scrittore Bruno Tinti e del magistrato Andrea Mirenda, che ha polemicamente rinunciato alla Presidenza della sezione fallimentare del Tribunale di Verona  ed ha scelto di tornare a fare il giudice di sorveglianza.

Dai casi personali alla situazione complessiva del pianeta giustizia, la mail list dell’ Anm  è il termometro della profonda inquietudine che scuote la Magistratura.

Un’ inquietudine che riecheggia le parole con le quali nel 1976 il senatore dell’allora Pci e componente laico del Consiglio Superiore, Mario Gomez D’Ayala, definì sarcasticamente come organo miracoloso il Csm:        “ capace ad ogni consiliatura di essere peggiore di quelli  precedenti…”

Nomine j'accuse e dimissioni di protesta dalla Magistratura

Il Presidente Maria Giovanna Romeo inaugura l’anno giudiziario del Distretto di Caltanissetta

A trasformare in un caso nazionale la quotidiana impennata di mail sono state le clamorose dimissioni dalla Magistratura del Presidente di sezione della Corte d‘Appello nissena Maria Giovanna Romeo, che ha cosi testualmente motivato e resa pubblica la sua decisione:

“Da qualche tempo emerge con chiarezza che le scelte del CSM, come ampiamente detto anche dal collega Andrea Mirenda, rispondono in primo luogo a logiche di lottizzazione da perfetto manuale Cencelli della prima Repubblica. Si individuano le caselle da assegnare a questa o a quella corrente, anche con l’importante contributo dei “laici”, e si confezionano le motivazioni per sorreggere le scelte, con una logica assolutamente insopportabile.

Il mio caso è abbastanza noto nei distretti di Palermo e di Caltanissetta: non sono stata ritenuta idonea a ricoprire nessuno dei tre posti di presidente di sezione penale della Corte di Appello di Palermo pur essendo l’unica candidata:

  • a ricoprire il posto analogo di Presidente di sezione penale della Corte d’appello di Caltanissetta dal 2012 ( ho presieduto la Corte di assise di appello portando a termine di recente il nuovo processo per la strage di Capaci, ho azzerato le pendenze, ho statistiche elevate ecc.)
  • ad avere le funzioni di appello dal 1999 ( alcuni dei nuovi Presidenti non avevano mai messo piede in Corte d’Appello)
  • ad aver svolto la funzione di Presidente Vicario di della Corte di Caltanissetta con reggenza effettiva da gennaio a giugno 2017.

Ero in sostanza l’unica candidata a rispondere agli “indicatori specifici” del Testo Unico per la Dirigenza. Per preferire un altro collega in motivazione hanno dovuto scrivere che “la esperienza di secondo grado della dott.ssa ROMEO riguarda il settore del diritto del lavoro”, settore nel quale non ho mai lavorato; e in un altro caso hanno scritto che rispetto ad altro collega ho minore esperienza in materia organizzativa.

Sia chiaro, nessuna critica al valore dei tre colleghi che sono stati nominati presidenti di sezione alla Corte d’Appello di Palermo, soltanto l’insostenibile peso di aver subìto una grave ingiustizia, alla quale un ricorso al TAR avrebbe forse rimediato fra tre anni. Per questo – conclude Maria Giovanna Romeo – mi sono arresa e mi sono dimessa dalla Magistratura.”

Nomine j'accuse e dimissioni di protesta dalla Magistratura

 

 

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