Più speranze e guarigioni la nuova frontiera delle cure antitumori

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Antitumori in progress Più speranze e guarigioni la nuova frontiera delle cure antitumori

 Sul fronte della medicina oncologica le notizie buone prevalgono sempre più su quelle negative. Molto positivi sono i riscontri della ricerca oncologica che ha dimostrato che per trasportare un farmaco verso le cellule tumorali è più efficace legare l’anticorpo a una nanoparticella Ananas invece che al farmaco stesso.

La nanoparticella Ananas è costituita dall’assemblaggio di uovo e acidi nucleici, ed è un efficiente trasportatore di molecole per diagnosi e terapia. Un sistema potente, flessibile, riproducibile e facilmente scalabile. Inoltre con questa metodologia si può aggredire il tumore al seno “triplo negativo”, ad oggi senza cura farmacologica.Più speranze e guarigioni la nuova frontiera delle cure antitumori

Nel lavoro pubblicato su «Nature Communications», usando una classe di nanoparticelle  Ananas sviluppate dal team di ricerca dell’Università di Padova, si è dimostrato per la prima volta la superiorità dell’uso delle nanoparticelle rispetto a farmaci classici e alle molecole ibride anticorpo-farmaco. Tutto ciò, nel contesto del tumore al seno triplo negativo, una forma particolarmente grave di tumore che non risponde a nessuna terapia.

La sperimentazione si è dimostrata molto efficace anche a dosi molto basse di ciascun componente, di fatto bypassando le difese che il tumore ha sviluppato contro la terapia. Una doppia scoperta che da un lato dimostra la superiorità di un approccio nanotecnologico e dall’altro conferma che si può aggredire il tumore al seno “triplo negativo”, finora incurabile farmacologicamente.

Le statistiche evidenziano comunque che complessivamente un milione di italiani, per l’esattezza 909.514,  colpiti dal cancro oggi possono definirsi guariti, hanno cioè la stessa speranza di vita delle persone che non hanno ricevuto la diagnosi. In nove anni questa percentuale è aumentata del 29%: nel 2010 erano 704.648.Più speranze e guarigioni la nuova frontiera delle cure antitumori

Sono stati ottenuti risultati molto importanti anche per le forme tumorali che aggrediscono il  sangue, con la sopravvivenza media che è raddoppiata o, addirittura, triplicata dall’inizio degli anni Duemila.

È la dimostrazione dei passi in avanti raggiunti dalla ricerca e dall’innovazione in onco-ematologia, approfonditi in un Convegno nazionale a Napoli con il patrocinio, fra gli altri, dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).Più speranze e guarigioni la nuova frontiera delle cure antitumori

“Accanto alle sperimentazioni cliniche finalizzate alla registrazione di  nuovi farmaci – spiega Sabino De Placido, direttore Oncologia Medica all’Università Federico II di Napoli e presidente del convegno -, stanno assumendo grande importanza i cosiddetti studi di real life in cui l’Italia è leader a livello mondiale”.

Si tratta di ricerche condotte su pazienti non selezionati: ad esempio su anziani o su persone con neoplasie in fase molto avanzata o con particolari varianti istologiche, superando così i criteri di esclusione costituiti spesso dall’età o dalla presenza di altre malattie concomitanti. In questo modo è possibile validare i dati dei trial registrativi, cioè la confrontabilità tra i risultati , e migliorare la pratica clinica quotidiana. È essenziale capire cosa accade quando i nuovi farmaci sono somministrati nella pratica clinica quotidiana. Non solo. Le ricerche sui pazienti reali possono anche determinare un miglioramento dell’appropriatezza, con un notevole risparmio delle risorse.

Nel 2018, in Italia, sono stimati 373.300 nuovi casi di tumore. Il carcinoma della mammella è diventato in assoluto il più frequente e oltre 37.000 donne vivono con questa malattia in fase metastatica.Più speranze e guarigioni la nuova frontiera delle cure antitumori

Negli ultimi anni è nettamente migliorata la sopravvivenza anche nelle patologie ematologiche, grazie a numerose terapie disponibili in malattie particolarmente difficili da trattare come le leucemie acute. Non solo. La sopravvivenza mediana nel mieloma, che 15 anni fa era di 2-3 anni, oggi supera i 7 anni con alcuni pazienti che possono essere definiti lungo sopravviventi senza alcuna traccia di malattia.

Nella leucemia mieloide cronica inoltre, la maggioranza dei pazienti raggiunge una speranza di vita paragonabile a quella di una persona non colpita dalla patologia e, nella leucemia linfatica cronica, alcuni pazienti non richiedono più nessun trattamento e, persino nei casi più difficili (5-10%), la sopravvivenza è triplicata. Anche nel tumore del pancreas, uno dei più difficili da trattare (13.300 nuovi casi stimati in Italia nel 2018), è in corso uno studio di real life  che coinvolge in tutta Italia circa 40 centri.Più speranze e guarigioni la nuova frontiera delle cure antitumori

Fonte: Agenzia 9Colonne

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