Quando inizia una relazione patti chiari delizia lunga

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Fedeltà e prospettive: tutte le riserve mentali che caratterizzano l'inizio di una relazione
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Ormoni & neuroni

domande e risposte sull’amoreFedeltà e prospettive: tutte le riserve mentali che caratterizzano l'inizio di una relazione

by Maggie S. Lorelli

Dopo diversi anni ho rincontrato un mio amico molto carino. Sembra ancora un angelo; la bellezza maschile mi fa sognare, ma mi limito a questo. Al primo sorso del tè aveva già premesso che convive da molti anni con la stessa donna. Musicista come me (e in quell’istante mi si affastellano in testa una marea di perplessità: più bella, più brava, più affascinante di me? E soprattutto: perché lei e non me?). Te pareva, farfuglio sottovoce. Abbiamo intrapreso una discussione di circa tre ore sulle relazioni durature. Io sostenevo – fingendomi esperta, forte di tante relazioni fallimentari – che man mano che si va avanti con l’età si ha bisogno di maggiori rassicurazioni, e che quindi sarebbe il caso, prima di intraprendere una nuova relazione, di firmare una sorta di patto ideale, mettendo al primo punto dei dieci copulamenti: “Non tradire”. Il mio amico sosteneva invece che il rapporto a due deve definirsi cammin facendo, senza certezze preliminari, lasciando scaturire dalle nebulose dell’ignoto l’eventuale tranvata. Io ancora replicavo con insistenza, dall’alto della mia inesperienza, che sarebbe meglio non cedere alle lusinghe dell’infatuazione iniziale, né tantomeno alle malie dell’attrazione fisica, ma valutare razionalmente le dichiarazioni d’intenti estorte all’altro che, presumibilmente, è interessato anzitutto alla copula, e poi al massimo si vede il da farsi. Chiedo all’esperto: l’amore è un volo pindarico senza paracadute in cui ci si assume il rischio di cadere a costo di farsi parecchio male, o potremmo considerarlo una sorta di piccola società a due in cui si fissano delle regole di coppia e patti chiari di mutua fiducia?

#AboutLove felicità non é solo amare ma essere amati
Lo Psicologo Sergio Anastasia e Maggie S. Lorelli

by Sergio Anastasia

Entrambe le cose. Tutti i patti sociali, legali ed economici tra le persone possono essere suscettibili di violazione. Il punto è che questo però non vuol dire che si debba rinunciare alla chiarezza e alla condivisione di intenti. È necessario che due persone si accordino su cosa ritengano vada bene e cosa no, all’interno di una specifica relazione. Questo avviene normalmente in tutti i rapporti umani, che siano di amicizia o di lavoro, quando si rende necessario ridefinire le cose, sulla base di qualcosa che è accaduto, di imprevisto, o di dato per scontato e che scontato invece non era. Non è raro, infatti, che due persone non diano eguale peso o valore ad accadimenti, quali per esempio una telefonata con una ex, o piuttosto il ricorso alla pornografia, o ancora un caffè con un collega. Il tema del giudizio è sempre critico, motivo per il quale in giurisprudenza sono i tre i gradi per giungere a una condanna. Inoltre conosciamo tutti il detto “tra moglie e marito non mettere il dito”. Perché quello che può essere percepito come un tradimento magari non lo è, quando viceversa un agire in modo contrario ai principi dell’altra persona può non essere percepito come tale da chi lo “subisce”. Le ragioni possono essere molteplici, molte delle quali inconsapevoli. Ed esprimere un giudizio è assai difficile, soprattutto se, come spesso accade, si è mossi da invidia, o rabbia. Come sempre, allora, ci viene in soccorso l’idea che siamo esseri umani, che esiste l’errore, l’incomprensione, l’azione impulsiva e non necessariamente in linea con le premesse. E allora, in tal senso, non esiste alternativa alla possibilità di dialogare per comprendere se sia possibile un perdono. Cosa sia considerato perdonabile e cosa no. Se, quindi, per un partner è inaccettabile il tradimento fisico, occorre che su questo ci sia chiarezza da parte di entrambi. Se, invece, vi è la speranza che il rapporto sia blindato rispetto alla possibilità che la mente non scivoli in tentazioni, impulsi, o che piuttosto l’altra persona interpreti alla perfezione i nostri desideri, allora le aspettative sono inevitabilmente condannate a rimanere disilluse.

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Maggie S. Lorelli, dopo la laurea in Lettere all'Università degli Studi di Torino, si laurea in Pianoforte al Conservatorio “G. Verdi” di Torino e in Didattica della Musica al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Dopo un' esperienza decennale alla Feltrinelli ha collaborato come autrice con Radio 3 Rai e Radio Vaticana e condotto programmi musicali. Ha svolto un tirocinio come giornalista presso l'agenzia di stampa Adnkronos,  scrive per varie riviste musicali specializzate, ha al suo attivo numerosi racconti e “Automi”, il suo romanzo d'esordio. Attualmente è docente di Pianoforte al Liceo musicale.