Il triangolo fa davvero bene alla coppia?

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Il triangolo fa davvero bene alla coppia
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Ormoni & neuroni

domande e risposte sull’amoreFedeltà e prospettive: tutte le riserve mentali che caratterizzano l'inizio di una relazione

by Maggie S. Lorelli

Il triangolo no? Il tre è un numero perfetto anche a letto? Di recente, in un noto programma televisivo, che citerò in maniera criptica affinché non sia semplice individuarlo, #GfVip, è stato sdoganato in prima serata il ménage à trois come pratica di consolidamento della coppia e indice di complicità fra i suoi membri.Il triangolo fa davvero bene alla coppia

Anzi, in vista di San Valentino, presentarsi in casa, anziché con i soliti cioccolatini, con un’amichetta o con un disinvolto toy boy e proporre il terzetto può rappresentare un gradito dono per il partner. In pratica, se il nostro lui/lei dimostra di amoreggiare di gusto con un altro/a davanti ai nostri occhi significa che la coppia funziona alla grande.

Del resto è un pensiero comune che il triangolo rivitalizzi la relazione nelle fisiologiche fasi di stallo. Il trio jazz funzionerebbe non solo se il terzo è alla tromba, ma anche se col tertium si intraprende una vera e propria relazione sentimentale.

Come ci viene insegnato dai maîtres amateurs televisivi, l’amore è libero, non può essere incasellato, e si può amare in modo diverso e ugualmente intenso più di una persona, senza che si debba per questo gridare al tradimento. Chiedo all’esperto: il triangolo fa davvero bene alla coppia?

#AboutLove felicità non é solo amare ma essere amati
Lo Psicologo Sergio Anastasia e Maggie S. Lorelli

by Sergio Anastasia

Maggie … “Il triangolo no, non l’avevo considerato, d’accordo ci proverò, la geometria non é un reato, garantisci per lui, per questo amore un po’ articolato… mentre io rischierei, ma il triangolo io lo rifarei…. perché no? Lo rifarei…”, cantava il Renato nazionale nel 1978. Come tutti i geni, ne è passata di acqua sotto i ponti, fino a che si potesse parlare oggi di questa sua (non solo sua) “visione” e prospettiva insolita, forse scomoda e inattesa.Il triangolo fa davvero bene alla coppia

La verità è che, come dici giustamente, il tre è il numero perfetto: la triade, la trinità e il triangolo edipico: tutti archetipi che richiamano la nascita. Nessuna relazione è a sé, ma include sempre tracce di un passato e di un presente, più o meno prossimi: i propri genitori, le proprie relazioni significative, le persone che ci circondano, il nostro lavoro e la nostra stessa identità. Ma il terzo è anche il luogo di fantasie inquietanti, perché richiama la possibile perdita e l’abbandono. Sentimenti di invidia e gelosia che si imparano a conoscere sin dall’infanzia. Nelle fasi critiche dello sviluppo, i genitori insegnano un modo specifico di gestire le relazioni a tre madre-padre-bambin*. Il bambino (utilizzo il maschile per semplicità), impara così le alleanze, le gerarchie e il limite. Tutte cose che, se gestite in modo approssimativo, sbrigativo, o sommario da parte dei genitori, comportano durante l’età adulta, difficoltà a gestire l’elemento terzo, rappresentato dal possibile rivale, dalle alternative, che potenzialmente sono infinite. E questo può provocare angoscia e frustrazione. In alcune situazioni, la risposta a questi sentimenti è di agire spegnendo il pensiero. Ma questo può dar luogo a forme di “perversione”, in cui l’altro è utilizzato per uno scopo. Per così dire: sfruttato. In tutti i casi che ho descritto, seppure vi siano dei periodi di sollievo, le persone riferiscono a distanza di tempo di provare sofferenza e disagio e di desiderare di imparare a tollerare meglio il rapporto con l’altra persona e, in generale, con le altre persone. Perché la soluzione sta nell’accettare che: più ciò che ci piace, piace anche ad altri e, di conseguenza, più ci piace.Il triangolo fa davvero bene alla coppia

In questo senso, pensare che possa esistere un terzo, può essere addirittura la soluzione. Quando? Quando siamo noi a crearlo, anziché subirlo. Mi spiego. Quando lavoro con le coppie in crisi, le aiuto a spostare il focus dai dilemmi, dai problemi e le incomprensioni… sul terzo. In che senso? Il terzo inteso come ciò che INSIEME vogliono essere, rappresentare e concretamente realizzare. Tralasciando per un attimo i problemi. Non perché vadano messi sotto il tappeto, ma perché il fare assieme, il progettare, il sognare e il desiderare sono la cura. Perché permettono di raggiungere la realizzazione piena di sé stessi, da un punto di vista umano, professionale e identitario.

Questo permette solidarietà, senso di riconoscimento e di incanto capacità assieme di trovare le migliori soluzioni ai conflitti, che in realtà non sono importanti. Sono solo l’espressione di una difficoltà di costruire assieme. Per paura, per ferite del passato, per timori generati da credenze e da aspettative che gravano su di noi. Per trovare soluzioni, a mio parere, non importa se in camera da letto, o sul divano si sia in due, in tre, in quattro, o in di più. Uno scenario che già Kubrik nel ‘99, ci mostrava con quel capolavoro che vuole letteralmente dire: “Con gli occhi spalancati e chiusi” (Eyes wide shut). Ovvero, essere capaci di rimanere sognanti, nonostante i limiti propri e dell’altro. Quello che davvero conta è che ciò che si compie, sia la rappresentazione migliore e più coraggiosa di sé e di ciò che si desidera essere. Pur accettando le ambivalenze e i limiti di ognuno di noi. E, perché no… se una coppia ama condividere, immaginare di essere aperti e al passo coi tempi, è giusto che viva la propria esperienza triangolare. Ciò che è consensuale, va sempre bene: “basta che funzioni”, diceva Woody Allen, ricordi?Il triangolo fa davvero bene alla coppia

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