Renzi in regia riavvolge il nastro e cambia gli effetti

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Sulle chances e le difficoltà di Matteo Renzi pubblichiamo l’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia dal Direttore del giornale on line Lettera43 Paolo Madron Traversata del deserto, lunga marcia, rinascita: le metafore si sprecano. Resta l’immagine del colpo d’occhio dell’assemblea nazionale con Matteo Renzi che torna sulla scena politica con un Pd a sua immagine e somiglianza. “Il segretario ritrova la piena legittimità e rispetto a prima ha totalmente il partito in mano perché non deve più contrastare l’opposizione della cosiddetta ditta bersaniana e dalemiana” conferma Paolo Madron, Direttore del quotidiano on line Lettera43.

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Paolo Madron
  • Pd unito o unificato?

“La differenza è che al fuoco amico subentra il confronto interno sulle scelte politiche. Un confronto minoritario, affidato soprattutto al Ministro Andrea Orlando.”

  • Capisaldi della nuova strategia?

“Due punti cardine: economia e legge elettorale. Il pieno ritorno sulla scena di Renzi poggia tutto sull’econonia e su una forte critica all’Europa, con una chiara intenzione di fare una politica d’espansione anche a costo di farla in deficit. Per la legge elettorale si prefigura il sistema tedesco, cioè con  proporzionale e soglia di sbarramento al 5%.  Quindi con conseguenti alleanze per assicurare la governabilità dopo il voto. La mia opinione è che ci sarà un nuovo Nazareno. L’alleanza con Berlusconi del resto non è stata esclusa dallo stesso Renzi nel confronto televisivo delle primarie”

  • Con uno sbarramento così alto molti si metteranno di traverso. Legge a rischio?

“La soglia del 5% significa l’esclusione di Alfano e Sinistra italiana e soprattutto con gli scissionisti del Pd e il partito della Meloni molto in bilico.  Già immagino Alfano, Bersani e D’Alema sostenere che si tratti di una vendetta politica nei loro confronti”renzi-in-regia-riavvolge-il-nastro-e-cambia-gli-effetti-paolo-gentiloni

  • Governo Gentiloni al sicuro fino al 2018?

“Teoricamente si. Ma c’è una grande differenza fra le parole e i fatti delle ultime settimane. Fra gli elogi e le attestazioni di amicizia di Renzi a Paolo Gentiloni ed il fuoco di sbarramento nei confronti dei Ministri economici Padoan e Calenda, per non parlare di quanto sta succedendo sull’approvazione della legge sulla legittima difesa.”

  • Governo che si gioca tutto sulla manovra economica?

“Per l’esecutivo è una sfida decisiva. Ha avuto difficoltà ad approvare la correzione di bilancio sollecitata da Bruxelles e sta già affrontando il travaglio della legge di stabilità autunnale. La situazione dei conti pubblici non solo non consente politiche espansive, ma lascia intravedere un aumento dell’Iva, dato per scontato, con scaglioni d’aumento dal 22 al 24% e dal 12 al 13,5% “

Renzi in regia riavvolge il nastro e cambia gli effetti
I Ministri dell’Economia Pier Carlo Padoan e dello Sviluppo Carlo Calenda
  • Defiscalizzazione addio?

“Si era pensato di fare una sorta di scambio fra l’aumento dell’Iva e il taglio del cuneo fiscale, per dare un robusto taglio alle tasse nelle buste paghe dei lavoratori. Ma questo non so se sarà più possibile. Renzi ha quindi di fronte questo dilemma: se lascia fare c’è il rischio che si arrivi ad una manovra economica lacrime e sangue che sarà perdere voti. Ma se la manovra non  riduce il deficit  del debito pubblico si va incontro al commissariamento dell’Europa.”

  • Quanto inciderà l’effetto Macron e il tramonto dei partiti? Nessun  trascinamento per i grillini ?

“Emmanuel Macron non é un outsider. Nasce socialista e fino allo scorso anno era Ministro dell’Economia . In questo può in certo qualche modo assimilarsi alla storia politica di Matteo Renzi, che é segretario in progress di un partito politico storico, ma che con la sua leadership sta vivendo una notevole evoluzione.”

  • L’esito della sfida fra Renzi e Grillo la deciderà l’esperienza di governo o la capacità dei grillini di presentarsi come politici extravergine?

“E’ una partita molto difficile. Solamente una coalizione può tenerli fuori dal Governo. Perché nonostante i numerosi disastri amministrativi, la perdita di consensi dei grillini è marginale. Come dimostrano le vicende del sindaco di Roma Virgina Raggi e il caso della candidata al comune di Genova, Marika Cassimatis che pur avendo vinto le primarie è stata esclusa dal Movimento, che poi è stato censurato dal Tribunale.“

 

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