Rischio discarica per Virginia Raggi

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Rischio discarica per Virginia Raggi
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Rischio discarica per Virginia Raggi“Prima dei rifiuti è Virginia Raggi che rischia di finire in discarica”: tranchant e probabilmente infondata, è questa la previsione unanime degli ambienti politici romani sull’epilogo della  sporca guerra. La più sporca di tutte le guerre.The waste war, la chiama la stampa internazionale che da settimane titola, fotografa e fa reportage televisivi sulla guerra dei rifiuti in corso a Roma fra Comune e Regione.

Una guerra senza vincitori né vinti, ma con vittime e danni irrisarcibili. La prima vittima, la più danneggiata e sfregiata è la Capitale, deturpata e oltraggiata. E con Roma i romani e milioni di turisti: ammorbati ed esposti a gravi rischi epidemiologici.Rischio discarica per Virginia Raggi

Sulla grossolana incapacità di affrontare l’emergenza rifiuti si è consumata l’ultima residua credibilità amministrativa e politica dell’Amministrazione Raggi.

Il caldo torrido e l’insostenibilità della devastazione provocata dai rifiuti, stanno accelerando negli ambienti politici di tutti i partiti, parte dei 5 Stelle compresi, la convinzione che è urgente staccare la spina alla Giunta capitolina.

Fra i vertici grillini, non è ancora chiaro come e quando, ma si è fatta strada l’idea che è elettoralmente più conveniente applicare la teoria della riduzione del danno.

Meglio rinunciare al Sindaco di Roma, magari addossando le responsabilità agli avversari,  piuttosto che essere quotidianamente bombardati sulla stampa mondiale, in Parlamento e sui social per le cantonate e l’incapacità amministrativa che le viene imputata.

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Roma una delle discariche per i rifiuti organici

A meno di ulteriori “capolavori” agostani, lo show down per Virginia Raggi è previsto a partire da settembre. E  il voto per il nuovo consiglio comunale del Campidoglio potrebbe svolgersi in concomitanza con le elezioni politiche anticipate che tutti danno per scontate la  primavera prossima.

Partiti e schieramenti politici sono già in fibrillazione a cominciare da Lega e Fratelli d’Italia, che assieme a quel che resta di Forza Italia, vengono accreditati dai sondaggi  come i protagonisti della riconquista di Roma da parte del centrodestra.

Non tutto però fila liscio fra i leader. L’avvitamento della Giunta Raggi, che viene data per dimessa o dimissionaria al più tardi in autunno, ha scatenato una campagna di acquisizioni da parte di Matteo Salvini e della Lega di esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia e degli azzurri.Rischio discarica per Virginia Raggi

Numerosi i portatori di voti di grosso calibro, come Luca Malcotti e Federico Iadicicco, Monica Picca, Flavia Cerquoni e Fabrizio Santori, già arruolati sul campo e inseriti da Salvini ai vertici della Lega nel Lazio.

Campagna acquisti e defezioni rischiano di determinare una risposta forte e diretta di Giorgia Meloni, che potrebbe porre la propria candidatura a Sindaco di Roma data nettamente vincente da tutti i sondaggi.

La leader di Fratelli d’Italia punta tuttavia alla Vice Presidenza del Consiglio e a un Ministero di rilievo nel probabile futuro Governo guidato da Salvini e per il Campidoglio potrebbe far scendere in campo un ‘altro peso massimo della destra romana, il Vice Presidente della Camera Fabio Rampelli.

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Fabio Rampelli

Mentre Forza Italia per la successione alla Raggi si limiterà ad appoggiare il candidato del centro destra, Pd e Cinque Stelle puntano su candidature unitarie.

Al Nazareno, fra le fila della segreteria dell’oscillante Nicola Zingaretti, dopo il no di Paolo Gentiloni ricorre il nome di Roberto Morassut. Dietro le quinte, sempre più spesso intervistato da quotidiani e tv, si registra un crescente protagonismo di Walter Veltroni che eventualmente non si tirerebbe indietro. Come non si tirerà indietro anche Roberto Giachetti.

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Ignazio Marino fotografato da Vanity Fair

Assolto in tutti i processi intentatigli, è pronto ad irrompere sulla scena delle elezioni romane, se non altro per osteggiare il Pd, anche l’ex Sindaco Ignazio Marino che dovrebbe presentarsi con una lista civica in grado di coagulare i voti della sinistra.

Superato l’iniziale momento di grande difficoltà per l’impatto del dopo Raggi, i 5 Stelle puntano ad una candidatura di bandiera. Il fallimento dell’ amministrazione uscente rende controproducente puntare su un candidato forte, che rischia di bruciarsi. Per tenere il fronte del Movimento e acquisire il riconoscimento di una eventuale nomina di sottogoverno, scenderanno probabilmente in campo Roberta Lombardi, la vice Presidente del Senato Paola Taverna, o la parlamentare Marta Grande

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Paola Taverna
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