Sapore di crisi: caccia al seggio e regolamenti di conti

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Sapore di crisi caccia al seggio e regolamenti di conti
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Sudore e lacrime: sapore di crisi, sapore di liste e di regolamenti di conti. La “Messa è finita andiamo a votare” di Matteo Salvini ha scatenato la corsa al seggio degli altri o la difesa del proprio collegio.Sapore di crisi caccia al seggio e regolamenti di conti

Un inedito Ferragosto di lotta e di sottogoverno, caratterizzato dall’assedio della Lega e di Fratelli d’Italia da parte di uscenti e aspiranti parlamentari. La maggior parte provenienti da Forza Italia e da altre formazioni politiche. Preso in contropiede Giovanni Toti vedrà ridimensionate o posizionate agli ultimi posti molte delle candidature che aveva assicurato ai fuoriusciti da Forza Italia. Alcuni dei quali sono tornati, come a Canossa, a bussare alla porta di Berlusconi.

  • Forza Italia

Sapore di crisi caccia al seggio e regolamenti di conti Molti i Deputati e i Senatori in bilico e a rischio rielezione in Fi. Non soltanto per la flessione prevista dai sondaggi, quanto piuttosto per la profonda revisione delle liste che intende operare l’ex Cavaliere per assicurarsi una pattuglia di fedelissimi in Parlamento.

  • Pd

Sapore di crisi caccia al seggio e regolamenti di conti Numerose new entry e un altrettanto ampio regolamento di conti in casa Pd. Fra i volti nuovi si prevede un’infornata di giornalisti ed ex dirigenti Rai. Mentre per le liste, ai candidati della maggioranza Zingaretti – Gentiloni – Franceschini saranno assegnate le prime posizioni e i collegi sicuri, a scapito dell’ala renziana. Il rimescolamento della rappresentanza parlamentare del Pd potrebbe essere inoltre accentuato dall’eventuale accordo di coalizione con Liberi e Uguali e gli esponenti della sinistra e delle formazioni politiche presentatesi alle europee e che non hanno raggiunto il quorum. Voti che altrimenti andrebbero dispersi. 

  • Cinque StelleSapore di crisi caccia al seggio e regolamenti di conti

Scenari in dissolvenza. Se sopravviverà al frullatore di critiche e accuse, Luigi Di Maio dovrà contendere la premiership al Presidente del Consiglio uscente Giuseppe Conte a Roberto Fico ad Alessandro Di Battista e a Paola Taverna. L’efficace resistenza governativa e parlamentare opposta  da Conte  a Salvini nell’ultimo scorcio del marasma della crisi stanno facendo guadagnare al Premier un ruolo di assoluto rilievo, in grado soprattutto di mediare fra le diverse anime del movimento. L’eventuale “sfiducia” a Di Maio comporterà anche una ulteriore rigida selezione delle candidature, con una presenza di “paracadutati” che potrebbe indicare Conte e la prevalenza degli esponenti di base vicini a Fico, Di Battista e Taverna.

  • Lega

Sapore di crisi caccia al seggio e regolamenti di conti Salvini über alles. Per scongiurare il rischio che la Presidenza del Consiglio promessa dai sondaggi risulti un miraggio, il leader della Lega dall’indomani delle europee ha avviato una riservatissima selezione delle candidature collegio per collegio. Una sorta di ufficio cifra elettorale che dopo aver inserito in pole position i leghisti doc, ha riservato varie quote a tre tipi di candidati aggiunti: esperti di area, figure simbolo, transfughi di altri partiti portatori di voti.

  • Fratelli d’Italia

Sapore di crisi caccia al seggio e regolamenti di conti Per gestire l’exploit iniziato con la vittoria di Marco Marsilio alle regionali d’Abruzzo e confermato dopo le europee col sorpasso di Forza Italia, Giorgia Meloni ha differenziato la strategia per aree geografiche. Partito destinato ad essere protagonista a Roma e nel Lazio, Fratelli d’Italia non rinuncia a piazzare i propri candidati doc al nord, affiancandoli in posizione di forza alle new entry dei parlamentari usciti da Forza Italia con Giovanni Toti. Stesso metodo al sud dove in competizione con la Lega, deficitaria di classe politica dirigente meridionale, vengono tuttavia privilegiati i candidati che oltre al bagaglio di voti presentano un background di destra e non esclusivamente  ex Dc o burocrati e sindacalisti prestati alla politica. Per il ruolo di Fratelli d’Italia nel governo di centro destra che verrà, oltre alle elezioni politiche saranno inoltre decisive le competizioni per il Capidoglio e alla Presidenza della Regione Lazio. Per opposti motivi il Sindaco Virginia Raggi ( sempre più assediata dalle opposizioni) e Nicola Zingaretti ( impegnato a gestire la leadership del Pd) vengono infatti considerati in bilico e sul punto di interrompere prima della scadenza i rispettivi mandati.Sapore di crisi caccia al seggio e regolamenti di conti

 

 

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