Scieri: fu un omicidio falsa la tesi del suicidio

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Lele Scieri vittima dei commilitoni

Scieri fu un omicidio falsa la tesi del suicidio

Ricostruzione di un delitto spacciato per suicidio. Prima di precipitare dalla torretta Emanuele Scieri venne aggredito. La tesi del suicidio è falsa.

Lo ha accertato la Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del  27enne paracadutista, il cui corpo  senza vita venne rinvenuto il 16 agosto del 1999, ai piedi della torretta dell’asciugatoio dei paracadute della caserma Gamerra della Folgore, a Pisa.Scieri fu un omicidio falsa la tesi del suicidio

La relazione finale della Commissione d’inchiesta, approvata all’unanimità, è stata illustrata dal Presidente, la parlamentare Pd  Sofia Amoddio, che ha stigmatizzato il comportamento di quanti hanno tentato di mistificare le cause della morte del giovane avvocato siracusano.

“Sono enersi elementi particolarmente gravi – afferma la Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta –  che hanno permesso di individuare specifiche responsabilità sottoposte al vaglio dell’inchiesta giudiziaria per omicidio,  già riaperta dalla Procura della Repubblica di Pisa

E’ presumibile che dopo la relazione finale, contenente le perizie più aggiornate sulla dinamica e la ricostruzione cinetica delle modalità che hanno fatto precipitare mortalmente Emanuele Scieri, il Procuratore della Repubblica di Pisa, Alessandro Crini, abbia già  formulato diverse ipotesi di reato nei confronti di vari indagati.

Scieri fu un omicidio falsa la tesi del suicidio

Sofia Amoddio

Nel corso delle audizioni sono stati in particolare sentiti l’ex Comandante della Folgore, Enrico Celentano, l’ex Comandante della caserma Gamerra, Calogero Cirnieco e l’ex Comandante del Battaglione, Emilio Ratti.

Scieri fu un omicidio falsa la tesi del suicidio Gen. Enrico Celentano

Gen. Enrico Celentano

Centrali anche le audizioni dell’ex militare Daniele Ceci, il caporale all’epoca in servizio presso la stessa caserma e del testimone chiave Stefano Viberti.

“La Commissione – ha affermato l’on.Amoddio –  ha lavorato con determinazione, procedendo all’audizione di 45 testi e acquisendo oltre sei mila documenti,  nella ricerca della verità e nella consapevolezza che le responsabilità penali sono individuali con pieno rispetto e considerazione nei confronti delle forze armate”.

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sopralluogo della Commissione d’inchiesta

“ Le sconcertanti risultanze sul clima generale che regnava nella caserma Gamerra all’epoca dei fatti hanno evidenziato la natura delle pratiche, il tipo di relazioni che venivano a stabilirsi tra anziani e reclute, il ruolo dei caporali e l’atteggiamento e la mentalità dei militari e le risposte date dai comandanti a livello di corpo e di brigata. “Inoltre – sottolinea la Presidente della Commissione – abbiamo accertato che alla Gamerra avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia”.Scieri fu un omicidio falsa la tesi del suicidio

Minuziosa la ricostruzione degli accertamenti della Commissione parlamentare d’inchiesta:

“Responsabilità evidenti riguardano il contrappello della sera del 13 agosto 1999 quando i militari addetti, pur avendo saputo da alcuni commilitoni dello scaglione di Scieri, che Emanuele quella sera era rientrato in caserma, non annotarono le informazioni ricevute nel rapportino della sera e liquidarono l’assenza di Scieri consegnando all’ufficiale di picchetto il rapporto con la dicitura “mancato rientro” anziché “non presente al contrappello”.

“Con la giusta dicitura si sarebbero potute disporre immediate ricerche all’interno del perimetro della Gamerra, cosa che invece non avvenne”.

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Emanuele Scieri con i genitori e il fratello Francesco

“La Commissione non condivide le motivazioni che condussero la Procura a richiedere l’archiviazione per omicidio colposo nei confronti degli addetti al contrappello che omisero di effettuare una qualsivoglia ricerca di Emanuele Scieri”.

“Uno degli aspetti più clamorosi della vicenda Scieri riguarda la superficialità di molti aspetti delle indagini. I tabulati con le chiamate pervenute al telefono di Scieri dal 13 al 16 agosto 1999, non vennero mai acquisiti e pertanto, non è possibile riscontrare se il 14 – 15 e 16 agosto 1999, dalla caserma Gamerra furono effettuate ricerche telefoniche al cellulare di Scieri”.

La relazione finale della Commissione d’inchiesta denuncia anche le numerose anomalie nell’effettuazione dei rilievi e dei sopralluoghi sulla scena del crimine:

“Dalle audizioni degli stessi carabinieri che effettuarono i rilievi, apprendiamo che intervennero tre nuclei diversi dell’Arma dei Carabinieri e che le operazioni di rilevamento presero avvio in assenza del PM e senza la presenza degli esperti RIS, il reparto di investigazioni scientifiche”.Scieri fu un omicidio falsa la tesi del suicidio

“La scena fu inquinata e il cadavere di Scieri fu manipolato per estrarre dal marsupio il telefono cellulare del ragazzo e risalire al suo numero di telefono.

“L’aspetto piuttosto oscuro della vicenda è sicuramente la presenza di tracce ematiche sui pioli della scala metallica da cui si suppone sia precipitato Emanuele Scieri e per le quali non ci sono rilievi.

“L’approccio della Commissione è andato oltre la categoria del nonnismo, con l’obiettivo di qualificare la disciplina all’interno della Folgore e della caserma Gamerra, nella convinzione che proprio nelle falle e nelle distorsioni di questo sistema disciplinare si potessero rintracciare importanti elementi di responsabilità”.

Scieri fu un omicidio falsa la tesi del suicidio

Procura della Repubblica di Pisa

“ A 18 anni dai fatti inoltre alcuni dei testimoni hanno raccontato particolari di episodi allora verificatisi senza alcun timore di subire ritorsioni, contrariamente a quanto avvenne all’epoca delle vicende. Nel 1999 l’avvio incrociato delle indagini interne e di quelle della Procura, produssero infatti un diffuso atteggiamento di timore e cautela”.

“Altri testi invece in sede di esame della Commissione, hanno continuato a negare risultanze definitivamente accertate, il che lascia supporre altre ben più significative omissioni”.

“Alcune audizioni mettono in evidenza senza ombra di dubbio che anche tra i vertici della brigata c’era chi ben conoscendo le molte e variegate pratiche di prevaricazione in uso, le considerava un fatto non solo connaturato al mondo militare, ma addirittura una prerogativa particolarmente formativa della Folgore”, conclude la relazione finale della Commissione  parlamentare d’inchiesta su quello che, è stato accertato, fu l’omicidio di Lele Scieri.Scieri fu un omicidio falsa la tesi del suicidio

 

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