Turismo in Sicilia ostaggio del disastro dei trasporti

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Sulle infinite criticità dei collegamenti ferroviari e stradali che rischiano di compromettere l’andamento della stagione turistica pubblichiamo l’analisi denuncia de La Sicilia

Turismo in Sicilia ostaggio del disastro dei trasportiTurismo in Sicilia ostaggio del disastro dei trasportiSindrome da turismo senza ritorno. Più che un neologismo economico è l’insieme oggettivo delle infinite criticità della viabilità e dei trasporti in Sicilia che rischiano di compromettere le prospettive turistiche per l’estate.

Sul principale settore economico dell’Isola pesano infatti come un macigno non solo le difficoltà e i costi dei collegamenti, ma anche i tempi necessari per raggiungere la Valle dei Templi, i siti archeologici, le città d’arte, le località balneari e i musei dei centri all’interno delle varie province. Un nome per tutti: Aidone, dove rifulge spesso irragiungibile la bellezza della Venere di Morgantina.

Turismo in Sicilia ostaggio del disastro dei trasporti

Venere di Morgantina

Il turismo senza ritorno fa temere una duplice perdita: quella immediata degli utili per gli operatori del settore e quella, in prospettiva, della cancellazione della Sicilia dai programmi futuri. Perché la concorrenza di Spagna, Portogallo, Corsica, Baleari, Croazia e Grecia assicura non solo costi più bassi, ma anche collegamenti veloci ed efficienti. Mentre l’Isola non riesce a interrompere il corto circuito fra trasporti, turismo e sviluppo economico.
Un corto circuito sotto gli occhi di tutti, determinato dalla mancanza delle infrastrutture che svolgono un ruolo determinante per lo sviluppo del territorio e complessivamente di tutta la regione. Sull’argomento c’è da anni un dibattito in corso che mette in luce la distanza che separa i programmi dalle realizzazioni e i proclami dalla realtà.Turismo in Sicilia ostaggio del disastro dei trasporti
La velocità di spostamento di merci e persone, che misura l’efficienza con cui si muove un sistema produttivo, in Sicilia semplicemente non viaggia alla stessa velocità del resto d’Italia e men che meno dell’Europa.
Il libro bianco sullo stato di salute della rete ferroviaria e stradale siciliana presenta numerosi punti critici, in particolare lungo i viadotti autostradali e nell’attraversamento ferroviario dei centri abitati.Turismo in Sicilia ostaggio del disastro dei trasporti
Paradossalmente la prova delle gravi criticità è rappresentata dai limiti di velocità sulle autostrade e lungo vari tratti ferroviari.  Limiti che impongono di procedere rispettivamente ad 80 e a 10 chilometri l’ora su numerosi rettilinei autostradali e tratti ferroviari. Si tratta di una segnaletica alibi, che serve soltanto a tutelare i funzionari dell’ANAS e delle Ferrovie da possibili richieste di risarcimento per le carenze di strade e massicciate.
L’unico bagliore che lampeggia in un lontano orizzonte è il fantomatico sviluppo delle ferrovie, programmato fra il 2030 ed il 2050, sempre che non ci siano i cronici ritardi e i miraggi pubblicitari. E nel frattempo, come sopravvivere in tutti questi anni?
Sfugge che le strade possono vivere senza le ferrovie, ma le ferrovie non hanno futuro senza le strade. Anche una Ferrari nel deserto non è utilizzabile, così come un treno moderno e veloce su vecchi binari non può che dare risultati modesti.
Turismo in Sicilia ostaggio del disastro dei trasporti E la soluzione non può certamente passare dalla proposta di biglietti cumulativi,fra treni e autobus, che  è uno specchietto per le allodole per distogliere l’attenzione dalla inadeguatezza delle infrastrutture ferroviarie rispetto all’efficienza dei trasporti su gomma. Autolinee essenziali nonostante il degrado delle strade per assicurare l’unico servizio pubblico dei collegamenti interni.
Non è il biglietto cumulativo che risolve il problema dei trasporti, ma la riduzione dei tempi di percorrenza che deve essere la linea conduttrice dello sviluppo, come avviene in tutti i Paesi civili.Turismo in Sicilia ostaggio del disastro dei trasporti
Sotto questo profilo è grave la totale mancanza in Sicilia della prospettiva del futuro. Rappresentata dalle metropolitane, in particolare a Palermo e a Catania. Non quelle di superficie, spacciate per tali, ma le classiche veloci metropolitane sotterranee di tutte le capitali del mondo. Senza le metropolitane, considerate infrastrutture strategiche per decongestionare il traffico, non si può chiudere il circuito dei collegamenti veloci. Anzi si creano ulteriori ostacoli e si allungano i tempi dei trasporti.
Ci sarà un motivo per cui Madrid dispone di 290 chilometri di metropolitana e in tutta Italia di chilometri ve ne sono soltanto 234.
Probabilmente é uno dei motivi, se non quello decisivo, del sorpasso economico e turistico della Spagna rispetto all’Italia, perché la competitività passa soprattutto dalle aree metropolitane.
Problematiche dalle quali la Sicilia, a meno di un miracolo, è completamente tagliata fuori. Il Cristo si è fermato ad Eboli di Carlo Levi potrebbe far pensare che il Redentore sarà stato costretto a saltare l’Isola….Turismo in Sicilia ostaggio del disastro dei trasporti
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