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Rubrica di critica recensioni anticipazioni
by Antonino Cangemi
Ogni giorno gli smartphone ci spiano, captano i nostri interessi e le nostre sfere relazionali. Dopotutto, il “Grande Fratello” profetizzato da Orwel in “1984” è già in azione senza che se ne sia abbastanza consapevoli. Ma vi è di più: il mondo virtuale del web è un’insidia per la nostra dimensione umana e per le nostre libere determinazioni. I social ci proiettano in una società dove sempre di più conta il consenso degli altri, vi è un potere malefico e occulto nei like inseguiti ossessivamente.
Suscita queste riflessioni inquietanti il romanzo “The human show” di Maggie S. Lorelli, musicista, scrittrice e giornalista, edito in questi giorni da Castelvecchi. Un romanzo distopico in cui la cifra fantastica – che per certi versi rinvia a Philip K. Dick – si coniuga a quella allegorica – che richiama la chiaroveggenza di certi romanzi di Saramago – e nel quale, in un universo dominato dai social, gli uomini vivono sotto rigido controllo condizionati da chi sapientemente e perfidamente gestisce il web.





