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Rubrica di critica recensioni anticipazioni
by Antonino Cangemi
L’alba degli ottanta anni dell’Italia repubblicana ripercorsa, momento per momento, attraverso l’analisi minuta delle svolte e di tutti i passaggi politici, bellici, sociali, culturali, internazionali. Storie minute, scelte di campo e snodi spesso imperscrutabili, che riguardano gli italiani di oggi nati in quei decenni.
Raccontare la storia della nascita della Repubblica alla luce del sistema di potere che prende forma in Italia tra la fine della seconda guerra mondiale e le elezioni del 18 aprile 1948, é la chiave delle 462 pagine di “Ombre sulla Repubblica. 1945-1948: una guerra civile latente”, il nuovo saggio di Aldo Giannuli, pubblicato da Ponte alle Grazie.
Lo storico propone una ricostruzione del triennio costituente come fase decisiva per comprendere l’intera vicenda repubblicana italiana.
La tesi centrale del volume é che l’Italia del dopoguerra sia stata attraversata da una “guerra civile latente”, mai sfociata in conflitto aperto, ma costantemente presente nelle istituzioni, nei partiti, negli apparati di sicurezza, nei rapporti internazionali e nella società.

Secondo Giannuli, quella tensione si trasformò poi in una “guerra civile fredda”, parallela alla Guerra Fredda tra blocchi, destinata a segnare la prima Repubblica ben oltre il 1948.
Il libro affronta il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, il ruolo dell’Assemblea Costituente, il referendum istituzionale, la nascita del sistema dei partiti, la ricostruzione dei servizi segreti, la strage di Portella della Ginestra, il tentato golpe del 1947, il rapporto tra Pio XII, Stati Uniti e Democrazia cristiana, fino al nodo del Pci togliattiano.
Giannuli rivendica un approccio multidisciplinare: la storia politica é intrecciata con diritto costituzionale, sociologia dei partiti, storia economica, storia dell’intelligence, relazioni internazionali. Contesta l’idea di una storiografia ridotta a tribunale del passato e propone invece un metodo fondato sul tentativo di “capire tutti e non fare sconti a nessuno”, anche quando si analizzano attori politicamente lontani o moralmente compromessi.
Particolare rilievo ha la nascita della Costituzione materiale della Repubblica. Per Giannuli, il sistema politico-economico del dopoguerra si struttura attorno a un equilibrio tra partiti, mondo finanziario, apparati dello Stato e collocazione internazionale dell’Italia.
Il risultato é un modello che garantisce stabilità, ma anche immobilismo: una Repubblica capace di evitare il destino della Grecia e di restare una democrazia liberale, ma segnata da continuità profonde, corporativismo, scarsa mobilità politica e irrisolto dualismo Nord-Sud.



