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Bambini sulla soglia del filo spinato

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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Antonino Cangemi

Mentre sui media scorrono le immagini terrificanti delle stragi di mare, con in primo piano imbarcazioni in balia delle onde e  le bare di uomini, donne e bambini colpevoli di avere voluto sfidare un destino crudele affidandosi al viaggio della speranza e della disperazione, è lecito appellarsi alla pietas riposta in un angolo della nostra anima, invocarla e sollecitarla.Bambini sulla soglia del filo spinato

Già, perché è alla legge della pietas, e solo a essa, che ci si deve piegare dinanzi alle sofferenze più strazianti generate dai peggiori orrori di un’umanità deviata. E’ questo il messaggio di un singolare libriccino – Sulla soglia del filo spinato. Storia di una bambina trasparente e di un bambino con un nome – scritto a quattro mani da Fabiana Cusumano e Fabio Gabrielli ed edito da Libridine.Bambini sulla soglia del filo spinato

Il libro è il dialogo immaginario tra una bambina che vive in un lager contraddistinta da un numero invece che da un nome e di un coetaneo dall’esistenza normale. Ma è anche il dialogo tra una scrittrice con vocazione lirica (Cusumano ha pubblicato più di una raccolta di poesie) che dà voce alla bambina deportata e un filosofo (Gabrielli, autore di diversi saggi, insegna Filosofia della relazione alla School of Management dell’Università Lum, campus di Milano) alter ego di Numa, il “bambino sazio di una qualche metropoli occidentale”, come si legge sul retro di copertina: due sensibilità, due intelligenze diverse con linguaggi differenti che si interrogano sull’esistenza del male tra gli uomini e sulle risposte da darvi.

La bambina del lager ha un numero sull’avambraccio che “gli fa compagnia la notte”. Dai numeri è ossessionata: “Non so quanti anni ho. Non so se i numeri invecchiano…Sono numeri luminosi pure le stelle”. Vorrebbe varcare la frontiera segnata dal filo spinato, vedere che cosa vi è oltre e “dove portano i treni”, scoprire se esiste un posto dove potrà avere  un’identità, ricevere attenzioni e non solo violenze, godere di una  elementare, pur minima considerazione. Per salvarsi si nutre di parole e di storie, quelle che inventa con la sua feconda fantasia; “Le parole sono creature potenti, più degli schiaffi, delle urla e dei pugni. Più delle menzogne”. Le parole la preservano dalla pazzia e la proiettano, con la loro forza immaginifica, in universo di luce opposto agli angusti e soffocanti ambiti cui è condannata.

Bambini sulla soglia del filo spinato
Dibattito con Fabiana Cusumano e Fabio Gabrielli

Numa non le inventa, le storie, ma le legge e ha capito quanto siano utili perché danno “voce alle verità essenziali dell’uomo, alle sue esperienze, al suo modo di abitare il mondo”. Per lui, le parole non solo e non tanto fanno volare con la fantasia, ma avvicinano alla conquista del vero, ne assecondano e assistono la laboriosa ricerca, e per ciò “vanno maneggiate e custodite con cura”. Le parole dei libri, i loro insegnamenti gli hanno fatto comprendere che Dio non vuole dagli uomini sacrifici ma gioie, non “logiche di morte…ma vita che cresce sulla vita…”. E che l’umanità esige pietas ed empatia, sentire la sofferenza degli altri, provare le fitte che li mordono ed essere capaci di “rispondere, senza riserve, all’appello della vedova, dell’orfano, dell’affamato”.

Un libro poetico e filosofico a un tempo, Sulla soglia del filo spinato. Storia di una bambina trasparente e di un bambino con un nome. Leggendolo, vi si troveranno più che risposte stimoli a domande. Una, soprattutto: può la bellezza (della poesia e dell’arte) salvarci, come si illudeva il povero principe Myškin di dostoevskiana memoria? O vi può la ragione? Nessuna delle due ma, come sembrano suggerirci la Cusumano e Gabrielli, l’una e l’altra possono guidarci verso la solidarietà tra gli uomini, ed è già una grande conquista.Bambini sulla soglia del filo spinato

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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