BankItalia e dintorni: Renzi premiership addio

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Modi e, soprattutto, tempi sbagliati. BankItalia nell’occhio del ciclone politico espone gravemente il sistema economico finanziario italiano agli attacchi speculativi dei mercati. Molte le ipotesi sui motivi dell’attacco frontale di Matteo Renzi alla riconferma del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Alcuni indizi  ricondurrebbero la mossa del cavallo del Segretario Pd al tentativo di riaffermare la candidatura a Premier alle politiche.  Ma come spiega l’intervista, che pubblichiamo, dell’editorialista del Corriere della Sera Marzio Breda al Giornale di Sicilia, la già fortemente compromessa Premiership di Renzi è destinata a tramontare definitivamente dopo le elezioni siciliane del 5 novembre .

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BankItalia e dintorni Renzi premiership addio

Obiettivo maggioranza parlamentare. Risultato raggiungibile soltanto con l’unità dei rispettivi schieramenti. Coesione che tanto Berlusconi che Renzi hanno trasformato in tattiche e strategie di aperture, accordi, riappacificazioni nell’ambito del centrodestra e del Pd e dintorni. “La mossa del Segretario Pd è tuttavia più sottile: si mostra accomodante in modo che se ci dovesse essere rottura definitiva la si addebiti a Bersani, D’Alema e Speranza” osserva Marzio Breda, editorialista e Quirinalista del Corriere della Sera.

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Mario Breda

  • Ai più era sembrato che Renzi avesse capito che la maggioranza val bene una marcia indietro

Quelle di Renzi sono soltanto parziali marce indietro. Hanno obiettivi elettorali. Del resto se l’intenzione del Segretario del Pd è davvero quella di ricucire lo si vedrà nel giro di pochi giorni. La situazione politica, con il passaggio al Senato della legge elettorale è in veloce evoluzione.

  • Oltre che con gli scissionisti Renzi riuscirà a ricompattare anche con la minoranza interna di Andrea Orlando e con l’ala prodiana?

All’interno del partito si sono acuite le tensioni perché una mozione fatta approvare dal Pd alla Camera punta non fare rinnovare l’incarico del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, il cui mandato scadrà a fine ottobre. Mandato che invece il Premier Gentiloni e i vertici istituzionali vorrebbero rinnovare. Poi c’è anche la frattura con Prodi. Una frattura che risale al 2013, alla carica dei 101 franchi tiratori che sbarrarono la strada della candidatura del Professore al Quirinale e che determinarono l’inedita rielezione di Giorgio Napolitano.

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Ignazio Visco

  • Analogamente Berlusconi pur di raggiungere un accordo con Salvini ha promesso alla lega che a Palazzo Chigi andrà il leader del partito che prenderà più voti. Sicuro del successo di Fi?

Anche Berlusconi  ha bisogno di fare pretattica e comunque  i sondaggi lo danno in costante risalita. Poi bisogna vedere cosa succederà nei quattro mesi di campagna elettorale che ci separano al voto delle politiche, che si svolgeranno ai primi di marzo. Un piccolo banco di prova sarà quello del referendum autonomistico, dal quorum incerto, che si svolgerà nel lombardo veneto. Il centrodestra è comunque consapevole che unito può vincere. L’insistenza di Matteo Salvini per la premiership è anche funzionale alla richiesta di compensare la Lega con collegi e posti in lista in più. Perché è chiaro che sarebbe difficile far digerire Salvini candidato a Palazzo Chigi agli elettori meridionali.

  • Di Maio punta tutto sulla Sicilia. Dopo gli osservatori dell’Osce cos’altro tirerà fuori?

E’ evidente che i grillini le sparano grosse per andare sulle prime pagine dei giornali. Ma il riferimento all’Osce è stata proprio una bestialità, perché l’Italia non è certo il Nicaragua. I Cinque Stelle ostentano sicurezza, ma si percepisce che in Sicilia non hanno certezze e che temono possa prevalere il giudizio negativo degli elettori circa la loro inesperienza amministrativa. Inesperienza evidenziata dal disastro della giunta Raggi a Roma.

Fabrizio Micari Giancarlo Cancelleri Nello Musumeci

  • Scenari dopo le elezioni siciliane in casa Pd e cinque stelle?

Il voto siciliano è come una sfinge. Può avere un doppio volto, una duplice lettura. Prevede sempre molte incognite e molte sorprese fino all’ultimo. In casa Pd in caso di sconfitta si prefigura una resa dei conti e un processo a Renzi. Addosseranno tutte le responsabilità al segretario. A ridosso delle politiche è difficile pensare a un cambio di segreteria, ma un brutto risultato in Sicilia pregiudicherebbe definitivamente la pretesa di Renzi di essere il candidato Premier. I Cinque Stelle, in caso di insuccesso, dovrebbero invece rivedere il modello politico e puntare su proposte concrete.

  • In caso di successo del centro destra, il piglio di Musumeci riuscirà a imporsi su Fi e gli ex Dc per la scelta degli assessori e del Presidente del Parlamento Siciliano?

Dipenderà dal numero di voti che riusciranno ad ottenere le singole liste. Nello Musumeci ha fama di decisionista e certamente vorrà imprimere la sua impronta all’eventuale governo regionale di centrodestra.

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