Climate party la rivoluzione del futuro già in corso

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Climate party la rivoluzione del futuro già in corso
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Il vento della Storia preannuncia l’exploit della nuova rivoluzione, quella del climate party. Una rivoluzione internazionale, con effetti analoghi, ma globali e molto più concreti e incisivi di quelli del mitico 1968.Climate party la rivoluzione del futuro già in corso

Quello per il clima è già in nuce un partito sovranazionale globale. Un partito inedito che non ha nulla a che vedere con i movimenti verdi, dimostratisi incoerenti e marginali, e con le alzate di ingegno post morotee del voto ai sedicenni.

Dall’Europa al Nord America, all’Australia, Nuova Zelanda e Giappone il movimento per il clima ha già cambiato il mondo è ora si appresta a trasformarsi in una forza politica strutturata e soprattutto planetaria, senza spinte nazionaliste. Climate party la rivoluzione del futuro già in corso

Una sorta di Onu di governo dei paesi occidentali. Un governo globalmente ambientalista con caratteristiche e funzionalità sovranazionali, coordinate e simultanee per limitare il surriscaldamento del Pianeta e anzi invertire l’attuale tendenza, eliminare tutte le forme di inquinamento e imporre l’utilizzo delle energie naturali.

La spinta ideale che unifica nei vari paesi la formazione del climate party, è essenzialmente l’istinto di sopravvivenza e la paura di cataclismi apocalittici e dell’incontrollabilità del proprio futuro.

Climate party la rivoluzione del futuro già in corso

Paure, ma anche sfiducia nei governi per la proliferazione e gestione delle centrali nucleari e delle scorie radioattive, delle centrali elettriche a carbone, dell’incapacità di risolvere l’impatto devastante dei rifiuti, della plastica, delle emissioni dei vecchi autobus, camion e in generale del traffico. Per non parlare dell’inquinamento dei mari e dei fiumi.

Un partito di ideali naturalistici, che tutti hanno sognato, ma che mai nessuno è riuscito a realizzare concretamente. Perché, ed è questo il fulcro rivoluzionario vincente sul quale si fonda il climate party,  l’inedito movimento mondiale per il clima ha davvero le potenzialità per trasformare in realtà i sogni di un mondo senza veleni, inquinamento, senza plastica, rifiuti e scorie radioattive.

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Greta Thumberg

Greta Thunberg e i FridaysForFuture sono solo l’inizio. Dopo l’elaborazione di un manifesto costituente, che non avrà nulla a che vedere con i partiti verdi e ambientalisti impantanatisi nei giochi di potere dei vari parlamenti nazionali e regionali, il climate party si presenterà con la stessa piattaforma programmatica alle elezioni in tutti i paesi occidentali, e in pochi anni salderà la leadership governativa internazionale.  La selezione e l’individuazione meritocratica dei leader nei singoli paesi, avverrà attraverso la rete e si svilupperà sul web, inaugurando anche in questo un inedita E- democracy, una democrazia digitale fino adesso inespressa ma che, se si neutralizzano i rischi,  può dispiegare enormi potenzialità.Climate party la rivoluzione del futuro già in corso

Tutto semplice, democratico e liberale? No, tutt’altro. Anzi, ancor prima di nascere il climate party dovrà affrontare nemici mortali che rappresentano l’antitesi della democrazia e della tutela del clima. Sono i paesi governati da regimi totalitari e teocratici che perseguono politiche da superpotenze nucleari o energetiche. In particolare Cina e Russia, ma anche India, Pakistan e Iran, che hanno sempre anteposto gli interessi militari e nazionali al rispetto dell’ambiente e dei paramenti antinquinamento, stanno già facendo di tutto per impedire la formazione di un partito del clima in grado di rappresentare e coalizzare tutti i paesi più industrializzati.Climate party la rivoluzione del futuro già in corso

Il Governo comunista cinese, che detiene tutti i record di assoluto controllo dell’economia, degli apparati militari, di intelligence e dell’intera popolazione, non potrà consentire lo smantellamento della politica neo coloniale attuata in Africa, iniziata con l’istallazione delle vecchie e super inquinanti centrali a carbone degli anni ’60 e trasformatasi in una corsa allo sfruttamento intensivo delle risorse minerarie ed energetiche del continente.

Mentre per Mosca la partecipazione alle elezioni del partito del clima significherebbe provocare il crollo del regime post sovietico e lo smascheramento di tutte le Černobyl nucleari e non, dei precedenti decenni ancora sconosciute.

Ma la sfida del climate party sarà decisa dai popoli, dai cittadini di tutto il mondo, e non dai regimi. E come stanno dimostrando i giovani di Hong Kong e gli studenti dei fridays for future, l’affermazione dei principi di libertà e democrazia è incontrollabile

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