Compositrici: il silenzio storico sulle note rosa

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Compositrici il silenzio storico sulle note rosa
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Rubrica di critica recensioni e anticipazioniCompositrici: il silenzio storico sulle note rosa

by Maggie S. Lorelli

Come si può colmare il silenzio storico sulle note rosa? Nel cammino dell’umanità verso la parità di genere, che si preannuncia ancora lungo e faticoso, la conoscenza delle opere delle compositrici storiche appare ancora troppo scarsa e frammentaria nella media dell’opinione pubblica, se non addirittura nulla.Compositrici il silenzio storico sulle note rosa

Una lacuna che non viene colmata neanche dagli Istituti di formazione musicale, nei cui programmi di studio le figure femminili vengono sistematicamente ignorate. Per non dire della pressoché totale assenza delle partiture prodotte dal femmineo ingegno nei repertori concertistici.

Eppure gli archivi e le biblioteche sono colmi di pagine pentagrammate composte da eccellenti musiciste, le cui creazioni sonore avrebbero costituito un armonico contraltare rispetto alle opere dei grandi compositori noti, se non fossero state sepolte dalle coltri polverose dell’oblio.

Si contano tuttavia alcune eccezioni illustri: compositrici che sono riuscite ad affermarsi nella loro epoca storica, sia pure a prezzo di grandi difficoltà e pregiudizi, senza tuttavia lasciare indelebili tracce. E se si possono supporre le ragioni di una tale amnesia storica, legate principalmente all’annosa condizione di subordinazione sociale e culturale della donna nelle epoche passate, appare invece inconcepibile il perdurare del vuoto di memoria in quella attuale. Ne abbiamo parlato con la compositrice contemporanea Gaby Kapps.

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Maria Gabriella Cappelletti, in arte Gaby Kapps, è nata a Melbourne il 23 aprile 1970 figlia di italiani emigrati in Australia.

“Le compositrici ci sono sempre state – spiega a zerozeronews la musicista italo-australiana – ed erano molto più numerose di quanto si potrebbe immaginare. Basterebbe ricorrere a Wikipedia per vedere scorrere un elenco prodigioso di autrici, catalogate per nome e epoca storica. A spronarmi ad approfondire la storia delle donne nella musica è stata la mia esperienza personale di donna compositrice e late bloomer, per di più. Sono cioè approdata molto tardi alla composizione, a causa dello scoraggiamento che ho ricevuto dai miei mentori, a cui inizialmente ho dato retta, finendo per credere di non essere in grado di comporre. E’ con questa insicurezza iniziale – continua – che ho iniziato a documentarmi  sulle compositrici del passato, facendo delle scoperte inaspettate e rimanendo esterrefatta di quanto queste donne fossero numerose”.Compositrici il silenzio storico sulle note rosa

Quali sono state le ragioni della loro difficoltà ad affermarsi e della rimozione delle loro opere dalla memoria collettiva?

“Innanzitutto mi rattrista il fatto che ancora adesso non vengano studiate. Durante i miei anni di studio al Conservatorio nessuno dei miei docenti si è preso la briga di insegnarmi le musiche o anche solo i nomi di tali signore, certamente poiché loro stessi ne ignoravano l’esistenza. Sembra che un velo pietoso sia stato steso sulla produzione delle compositrici del passato, privando le generazioni successive non solo dell’opportunità di poter valutare tali opere, ma anche del loro ascolto. Riguardo alle cause,immagino che tali donne abbiano incontrato ostacoli insormontabili che rendevano difficoltoso sia il mestiere del comporre che la stessa affermazione sociale in quanto artiste. Conosciamo la condizione di subordinazione delle donne nei confronti dell’universo maschile nel passato, e non è difficile comprendere le infinite difficoltà che possano aver incontrato, ma non ci è dato saperlo, perché di tali compositrici si sa davvero poco.

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Barbara Strozzi ritratta dal Domenichino

Possiamo citare un esempio emblematico di compositrice la cui fama non è riuscita a rispecchiarne la grandezza?

Prendiamo ad esempio Barbara Strozzi. Compose delle arie di straordinaria bellezza, costellate di armonie duttili e interessanti. Di lei sappiamo molto poco, se non il fatto sorprendente che era assai prolifica, componendo ben 8 volumi di opere varie, ed era anche una cantante mirabile. Ma in quell’epoca, nella prima metà del Seicento, a Venezia, tali doti erano attribuite alle cortigiane, e non alle donne per bene. Dunque possiamo immaginare che, nonostante le sue straordinarie doti canore e compositive, notate dalla corte veneziana, la sua reputazione di cortigiana, figlia illegittima e per di più artista, le abbia impedito di raggiungere la fama che meritava. Una sua dedica di un volume di Cantate, arie e duetti a Ferdinando III d’Asburgo e a Eleonora Gonzaga-Nevers in occasione del loro matrimonio, fu addirittura ignorata.

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Gaby Kapps e il Trio Arcadia di Roma

Nell’epoca contemporanea, trovi che la parità nella musica sia stata raggiunta e che le compositrici siano considerate alla stregua degli uomini?

Le statistiche descrivono ancora una grande disparità fra uomini e donne per numero di opere eseguite. Quindi direi che le compositrici faticano ancora ad affermarsi e ad ottenere delle esecuzioni delle loro opere. Riguardo alle cause, non saprei esporle con esattezza, posso solo ipotizzare una forma di discriminazione che nel tempo non si è mai interrotta. Continuiamo, come la Strozzi, ad essere ignorate, anche se le cose lentamente sembrano migliorare. Le donne per prime si valorizzano, aumenta il numero di musiciste interessate a dare il loro supporto musicale alle compositrici del passato e del presente, proponendo nei loro concerti opere femminili ovunque nel mondo, e ci sono anche molti musicisti uomini di valore che scelgono di eseguire composizioni di donne, come spesso capita anche alle mie opere. Il progresso si fa a passi lenti ma importanti.Compositrici il silenzio storico sulle note rosa

Nella tua carriera professionale, ti sei mai sentita discriminata in quanto donna?

Ho avuto delle difficoltà, come tante altre compositrici. Innanzitutto le difficoltà che originano da me medesima, a causa dei tanti dubbi che mi assalgono quando scrivo musica, probabilmente per non aver ricevuto incoraggiamenti sufficienti in passato. Ho inoltre subito discriminazioni, spesso subliminali, come essere del tutto snobbata o ignorata in ambienti frequentati da compositori affermati. Ho sofferto il cosiddetto  “mansplaining”, quell’atteggiamento paternalistico che si ha quando alcuni uomini sentono il bisogno di farmi la predica, come si farebbe a una bambina. Ma non è un fenomeno poi così diffuso, e posso dire che c’è un numero folto di uomini di valore che mi apprezza e crede in me in quanto compositrice, oltre che musiciste valide disposte ad eseguire le mie musiche, includendole stabilmente nei loro repertori.

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Gaby Kapps

Per una compositrice è facile, nella società odierna, conciliare gli impegni professionali con le responsabilità familiari?

Queste sono proprio le difficoltà maggiori che ho dovuto e che continuo ad affrontare: conciliare i miei doveri di madre, il lavoro e, nel contempo, la composizione. Spesso queste attività non sono del tutto compatibili, visto che la mia mente crea più facilmente e meglio quando è scevra dai tanti obblighi quotidiani. Vorrei poter disporre di più tempo per comporre, e questo è forse, nella vita, il mio più grande rammarico.Compositrici il silenzio storico sulle note rosa

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