Cuore & Batticuore: proposte per un definitivo stop alle violenze contro le donne

0
Condividi

                     Cuore & Batticuore   

Rubrica settimanale di posta. Sentimenti passioni amori e disamori. Storie di vita e vicende vissute

Per un quotidiano e definitivo stop alle violenze contro le donne

Già nel V secolo a.C. Euripide, attraverso le tragiche parole di Medea, denuncia: “Di quanti esseri al mondo hanno anima e mente, noi donne siamo le creature più infelici. Con dispendio di denaro ci compriamo un marito e diamo un padrone alla nostra persona; e questo, dei due mali, è il male peggiore. Dicono di noi donne che, vivendo in casa, viviamo senza pericoli, e l’uomo ha i pericoli della guerra. Ragionamento insensato. Vorrei tre volte trovarmi nella battaglia, anziché partorire una volta sola”.

Cuore & Batticuore proposte per un definitivo stop alle violenze contro le donne

Rappresentazione della tragedia di Medea, archetipo di  vittima e carnefice

La Medea di Euripide ha tre vizi: è straniera, è donna, ed ahimè è intelligente. “Il mio sapere mi rende odiosa agli ignoranti, e difficile alle persone dotate di conoscenza”

Sono passati 2517 anni….diciamocelo pure … nella vita, purtroppo,  è anche questione di… fortuna!

  • nascere oggi e  non appena 50 anni fa, un soffio di tempo fa
  • e nascere in questa piccola parte di mondo,
  • e conoscere , tra 7 miliardi e mezzo di persone, quelle giuste…  … è anche una questione di fortuna !

Ma…NON DEVE essere così ! NON DOVREBBE …

Dobbiamo lavorare,tutti insieme, per costruire meglio sarebbe dire  demolire – scientificamente – tradizioni, costumi, contesti che possono esporre le donne a condizioni di pericolo. Senza con questo, e non per questo, ledere  minimamente lo stadio di libertà e di parità fin qui faticosamente e solo in parte conquistato, e direi ancor con grande fatica mantenuto.

Le recenti catartiche esternazioni di star e starlette, hollywoodiane o nostrane, hanno avuto il  grande pregio di richiamare l’attenzione dei media su volti noti del cinema o della televisione; hanno avuto il grande pregio di porre all’attenzione dell’intera società  la dimensione di un fenomeno ESTREMAMENTE diffuso e VARIAMENTE declinato: violenza estrema, violenza psicologica, violenza domestica, violenza sui luoghi di lavoro, violenza condivisa, violenza rispedita al mittente, violenza urlata, violenza taciuta. Cuore & Batticuore proposte per un defintivo stop alle violenze contro le donne

Violenza, sempre e comunque sulle donne.

Interroghiamoci.

Siamo preparati a gestire un fenomeno di così vasta portata? Parlarne è già un passo avanti rispetto a ieri. La condivisione di un problema è già un bene. E’ il PRIMO PASSO.

Occorre però fare un SECONDO PASSO: cambiare l’attuale legge, che disponendo che le molestie sono tali se avvengono in luogo pubblico e che bastano sei mesi per denunciare un caso di violenza) ha posto limiti di spazio,quello pubblico, e di tempo -6 mesi- troppo circoscritti per contenere il problema, per contemplarlo nella sua interezza, posto che il maggior numero di violenze si consuma in luoghi PRIVATI, e posto che non basta,certe volte, nemmeno UNA VITA per decodificare un fatto, un dolore.

TERZO PASSO preparare le potenziali vittime. Insegnare già ai bambini a riconoscere le situazioni anomale:  ad esempio quella di un adulto che chiedead un bambino di “tenere” un segreto. Rispolveriamo le favole che parlavano dell’orco o dello zio lupo. Favole che con estrema saggezza mamme e nonne di un tempo raccontavano ai propri bambini, non per un sadico gusto dell’horror, ma per spiegare che non tutti gli adulti sono buoni e non tutte le situazioni, come ad esempio rimanere soli, sono sicure.  In fondo che cos’è l’orco, se non un uomo adulto visto dall’altezza di un bambino ?

QUARTO PASSO: insegnare a piccoli ma anche a grandi a riferire, con naturalezza, senza vergogna. Liberare cioè la vittima dal pregiudizio che  in qualche modo abbia  favorito la circostanza  e  – per questa ragione-  ne sia in qualche modo colpevole, co-responsabile, co-rea. Non è così. Si è vittime e basta.

Alle donne che hanno subìto violenza dico di non affiancare voi stesse l’aguzzino, non avete bisogno di aggiungere al vostro dolore altro dolore. Siete vittime e basta.

Nell’aprirvi alla gioia, al sorriso, alla vita non avete commesso un errore. L’errore è stato compiuto da chi si è inserito nel vostro sorriso, nella vostra gioia, nella vostra vita per strapparveli. E’ lui, e lui solo, che ha sbagliato. Tornate a vivere e a vivere di vita piena, senza riserve.

QUINTO PASSO: preparare chi riceve le confidenze. Educare l’amico, il genitore, la figura istituzionale, cui la vittima si è rivolta.  Educare a non nascondere, a non minimizzare. Ritengo siano da censurare  tanto le azioni tese a scoraggiare le segnalazioni, tipo rovineresti una persona, una famiglia, ecc. ecc.  tanto quelle tese a sottovalutare i segnali  del tipo potresti perdonare in fondo è la prima volta…. oppure dagli un’altra chance…..e che talvolta costano la vita.Cuore & Batticuore proposte per un defintivo stop alle violenze contro le donne

Personalmente detesto la categoria dei buonisti sulla pelle degli altri. Riterrei opportuno, invece che le istituzioni organizzassero un sistema snello che possa garantire una risposta veloce, una reazione pronta, senza clamori ma efficace.

Riterrei opportuno fare insieme un SESTO PASSO: creare una banca dati che raccolga tutte le segnalazioni.

Non ritengo sicuro un sistema la cui risposta sia affidata alla valutazione di singole persone, che potrebbero non essere competenti. La banca delle segnalazioni dovrebbe essere vagliata da professionisti qualificati come psicologi, psicomotricisti, logopedisti.

La condivisione su scala nazionale delle segnalazioni aiuterebbe poi a verificare se alcuni fatti sono accaduti più volte, in luoghi diversi. Perché un fatto – di per sé non grave – può assumere connotazioni patologiche se reiterato.

E’ chiaro che le informazioni devono rimanere riservate e non devono essere utilizzate per mettere immediatamente alla pubblica gogna il probabile reo, ma solo per informarlo riservatamente che è sotto osservazione e per porlo in condizioni di non nuocere.

Prima di terminare questo percorso, fatto di questi sei piccoli passi, vorrei compiere l’ultimo: porre alla vostra attenzione una violenza sulle donne più sottile, più difficile da fare emergere ed in certa misura più infida perchè annidata dentro la norma, dentro un principio che sta a cuore soprattutto a noi donne e cioè quello della parità tra uomini e donne.Cuore & Batticuore proposte per un defintivo stop alle violenze contro le donne

Sto parlando di chi fa violenza alla propria donna, ex moglie, ex compagna, usando i figli. Abbiamo visto tutti il raccapricciante filmato del bambino prelevato di peso all’uscita della scuola per essere consegnato al padre.

Siamo tutti buonisti, e vogliamo credere che un padre, che in una causa di separazione, toglie i figli alla ex compagna, lo faccia per amore. Riflettiamo però se il diritto di essere padre, può prevaricare il diritto del figlio a non avere tolta la madre.

Francamente nutro dei dubbi se possa considerarsi amore verso i figli, il privarli – anche in tenera età –  del calore, delle carezze dell’odore della mamma.

Considero insano un sentimento che si fonda su un dolore. Non vorrei che il nobile principio della parità di genere venga usato come arma sofisticata, ma non per questo meno atroce, per attuare una nuova forma di violenza – attraverso i figli – sulle donne.Donne libertà parità tutela. Sempre. Ogni giorno non solo il 25 novembre e l’8 marzo

Lo so. Ho toccato con questo un tabù, il principio della parità di genere. Ma ritengo che questo principio, sia indigesto ad una società che resta ancora in parte maschilista e si trasformi in un rigurgito amaro, in cui a pagarne le spese siano ancora le donne.

Di certo non possiamo rimanere spettatori indifferenti di un fenomeno così grave. La violenza sulle donne ci riguarda tutti : o stiamo con la vittima, o siamo complici del carnefice, non ci è data una terza possibilità . Dicevano i nostri avi con molta disarmante concretezza  Tertium non datur.

Giovanna

Per sottolineare quanto condividiamo e rilanciamo non solo l’accorato appello denuncia, ma soprattutto le proposte davvero concrete e realizzabili di Giovanna, riproponiamo come auspicio di svolta definitiva le parole di Martin Luther King:      ”Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”.Cuore & Batticuore proposte per un defintivo stop alle violenze contro le donne

Condividi