Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincenti

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Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincenti
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Stress test dei leader: da Matteo Salvini a Mattia Sartori. Il progressivo effetto delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria sta modificando gli assetti politici e all’interno dei partiti. Le criticità degli scenari e dei singoli leader sono in continua evoluzione, ma il quadro dei protagonisti è già delineato:

MATTEO SALVINI

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiL’uno-due pugilistico subito in Emilia Romagna e Calabria ha aperto per Salvini anche un inedito fronte di contestazione all’interno della Lega. Un’opposizione sfuggente, ma insidiosa, alimentata quasi per caso dalle continue punture di spillo di Giancarlo Giorgetti. Il mantra degli anti Salvini è: “da Ferragosto il Capitano non azzecca più una mossa”. Da Giuseppe Conte al Pd, dai 5Stelle al Vaticano, dopo la tranvata delle regionali di gennaio il fronte esterno degli avversari del leader della Lega è molto più agguerrito. Ed è un fronte, al quale bisogna aggiungere anche il sotterraneo ma evidente interesse di Silvio Berlusconi per una Lega non egemone, che non darà tregua a Salvini e non gli darà il tempo avviare nuove campagne mediatiche. Attacchi e accuse che spaziano dalle inchieste sugli sbarchi bloccati a Mosca sono già scattati e riguardano tanto l’ex Ministro dell’Interno, quanto complessivamente la Lega. Salvini si difenderà controattaccando, ma complessivamente a parte il Veneto se non dovesse riuscire  a recuperare elettoralmente nelle regionali del 31 maggio in Campania, Liguria, Marche, Puglia e Toscana  difficilmente potrà evitare l’avvitamento e il ridimensionamento politico.

GIUSEPPE CONTE

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiVinta nettamente e con grade astuzia la guerra scatenata da Salvini personalmente contro il Premier e il Governo, conferma il profilo da leader politico in forte ascesa e diventa l’unico punto di riferimento per scongiurare lo sbando dei 5 Stelle.

MATTIA SARTORI

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiNew entry politica, il 32enne leader delle Sardine viene definito sul web un analista di politiche energetiche e infrastrutturali che si occupa di osservare le evidenze economico-scientifiche in chiave di sostenibilità ambientale e sociale.    L’ identikit del fondatore del movimento anti-populista che ha sbaragliato sul campo Salvini a suon di manifestazioni contro la retorica dell’odio e di piazze gremite, lascia intravedere uno spessore culturale in grado di catalizzare lo spontaneismo dei cittadini e la rivolta sociale delusa dal deragliamento dei grillini. Un’onda popolare, quella avviata da Sartori, destinata a crescere, a evolversi e a assumere concrete forme di organizzazione politica. Che dopo aver fiancheggiato il Pd finirà per condizionarlo.

GIORGIA MELONI

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiCorente, metodica, caparbia, la leader di Fratelli d’Italia è la leader del centrodestra con maggiori prospettive. Non solo perché rappresenta la vera novità della stantia politica italiana, ma soprattutto perché è l’unica alternativa all’eventuale tramonto di Matteo Salvini ed è in grado di convincere senza eccessi l’opinione pubblica.

NICOLA ZINGARETTI

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiFortuna e chances sono dalla sua parte: dopo aver vinto le europee, ricevuto in dono l’autogol di Ferragosto di Salvini e accompagnato all’uscita del Nazareno Renzi e il giglio magico, il Segretario de Pd  ha miracolosamente trovato sulla sua strada Bonaccini e soprattutto il movimento delle Sardine che sono stati determinanti per respingere l’arrembaggio della Lega. Il tempo e le prospettive sono ora tutte a vantaggio di Nicola Zingaretti, ma la tumultuosa evoluzione sociale e mediatica e l’avvento delle Sardine sta cambiando tutto e i tradizionali assetti politici sono superati. Inoltre, nonostante molte problematiche siano state risolte quasi per grazia ricevuta, i veri nodi stanno ora venendo al pettine perché il rinnovamento di metodi e leader locali promesso dalla segreteria Zingaretti ancora non si intravede.

DARIO FRANCESCHINI

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiDetiene sempre la golden share degli equilibri interni del Pd ma nonostante ambizioni, che spaziano dal Colle a Palazzo Chigi, sconta una certa indecisione in attesa dell’attimo fuggente che però non si è ancora materializzato. 

LUIGI DI MAIO

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiMacerie e lotte intestine. E’ davvero disastrosa per il Movimento 5 Stelle l’eredità dell’ex capo politico, dimessosi alla vigilia del quasi azzeramento emiliano e calabrese. Alcuni dicono abbandonando schettinamente  la nave che affondava. L’impressionante collezione di sconfitte elettorali e politiche accumulate lo ha trasformando in una sorta di capro espiatorio perfetto, all’interno dei 5 Stelle e del Governo. Ma invece di rappresentare una svolta per far ripartire il Movimento, la  scelta della nuova leadership sta ulteriormente dilaniando i grillini che rischiano di presentarsi in ordine sparso alle sei regionali di maggio e di rimediare una ulteriore e a questo punto irrimediabile sconfitta che provocherà la disintegrazione definitiva dei 5Stelle.

BEPPE GRILLO

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiLa domanda che rimbalza fra Genova, Milano e Roma è: “come uscire dalle sabbie mobili in cui Di Maio ha lasciato i 5 Stelle e ritrovare lo slancio originario del Movimento? “. A favore di Grillo giocano ancora la diffusa nausea per la vecchia politica, mentre il web power, con candidature, primarie, individuazioni, scelte di temi e programmi via rete, conferiscono ancora  ai grillini la capacità di intercettare consensi e partecipazione. Il diagramma dei sondaggi che segue ormai l’andamento del disastro politico delle regionali in Emilia e Calabria, non é l’unico iceberg che potrebbe affondare la nave dei grillini incagliatasi lungo la  rotta del  potere. Nonostante il successo della Appendino a Torino, lo stillicidio della Raggi a Roma e delle regionali evidenziano la mancanza di un’adeguata classe dirigente. 

MATTEO RENZI

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiL’ex Premier scommette tutto su se stesso. Rimane uno dei precursori dell’Italia 4.0, della sburocratizzazione e semplificazione di un Paese sostanzialmente non per i giovani. Basterà ? riuscirà a farsi capire e a far passare il messaggio di un’Italia nazione del Mondo più avanzato e industrializzato e non del terzo mondo? E dove troverà i voti necessari alla sopravvivenza politica visto che l’elettorato al quale si rivolge è stato monopolizzato dalle Sardine ? 

SILVIO BERLUSCONI

Da Salvini a Sartori leader perdenti e vincentiGrazie all’exploit calabrese della fedelissima Jole Santelli, l’ex Cavaliere non molla e non si fa mollare e continua ad amministrare la percentuale sempre più esigua di voti di Forza Italia. Il bluff della rilevanza del consistente numero di parlamentari è tuttavia agli sgoccioli e l’esodo di deputati e senatori azzurri alla ricerca di un seggio sicuro verso Fratelli d’Italia e Lega è sempre più incombente. A furia di rimandare l’epilogo, di non designare e insediare un successore, Berlusconi è infatti al limite dell’evanescenza elettorale. Tuttavia dato che nel centrodestra non è percepito più come un concorrente, il marasma politico che si annuncia nei prossimi mesi preserva la necessità di utilizzare carisma e le residue capacità mediatiche berlusconiane. Come quando ci si attarda sui titoli di coda, se non si ricorda il nome di un coprotagonista…

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