Dai 5 Stelle alla Lega al Pd tutti gli spasmi della politica

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Dai 5 Stelle alla Lega al Pd tutti gli spasmi della politica
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Big bang, tregua armata, babele, buco nero, tsunami, vulcano… iperboli esaurite per i 5 Stelle. Non resta che aspettare il trapasso della mitica nuttata di Edoardo.Dai 5 Stelle alla Lega al Pd tutti gli spasmi della politica

Nottata allungata dalla mossa tattica di Beppe Grillo di affidare ad una commissione di sette saggi l’assetto dello statuto e tentare così di sterilizzare la fuga verso scissione dei parlamentari. In prospettiva temporeggiare mantiene inalterata la situazione di ordinaria indeterminatezza con fughe in avanti e ripensamenti che ha caratterizzato fin dalla nascita il Movimento.

Anche Giuseppe Conte, che ha fatto dell’eterno rinvio una regola di governo, punta a sfruttare la possibilità del confronto con i saggi che sulla carta con Luigi Di Maio, Roberto Fico, Davide Crippa e Tiziana Beghin sono mediatori istituzionali più propensi al mantenimento delle prerogative proprie e del garante, rispetto a  Vito Crimi, Stefano Patuanelli e Ettore Licheri sbilanciati sull’ex Premier.

Conte punta soprattutto sulle sue capacità dialettiche per illustrare lo statuto ai gruppi parlamentari nel previsto incontro della settimana entrante. Secondo gli ambienti parlamentari, tuttavia la doppia disamina dello statuto e insieme della situazione del Movimento con i parlamentari di Conte e Grillo potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Dipenderà dalle battute al vetriolo del fondatore Garante e dalle stoccate in punta di diritto dell’avvocato del popolo. Ma al punto in cui sono arrivati i grillini, l’ammuina potrebbe essere liberatoria.

Oppure il confronto a distanza fra Grillo e Conte, è l’ipotesi prevalente, potrebbe determinare un ulteriore rinvio per far decantare la situazione. Un rinvio che col generale agosto, il semestre bianco, l’alibi della governabilità in costanza di recovery plan e pandemia e l’incalzare del che fare per il Quirinale, potrebbe lasciare in mezzo al guado Conte o comunque depotenziare l’eventuale scissione.Dai 5 Stelle alla Lega al Pd tutti gli spasmi della politica

Fra le righe degli interventi di diversi parlamentari grillini si intuisce che in molti apprezzano e riconoscono l’incisività dell’attuale esecutivo rispetto a quello precedente. “In quattro mesi il governo Draghi  ha fatto quello che i governi Conte non hanno fatto in due anni….” é la battuta che circola a Montecitorio e al Senato negli ambienti del Movimento vicini a Palazzo Chigi. Eloquente la dichiarazione del più diplomatico per definizione dei saggi, il Ministro degli Esteri Di Maio : “ il momento è molto delicato, proprio per questo credo che si debba parlare pochissimo e lavorare per una soluzione comune. Io ci credo, non è semplice ma troveremo una soluzione comune per far ripartire questo progetto il prima possibile”.

L’incalzare delle puntate della telenovela dei 5 Stelle non ha interrotto la sequenza di colpi di scena anche sul concomitante versante del Pd e lungo la riva opposta del centrodestra.

Al Nazareno allo spiazzamento sul fronte grillino si è aggiunta la nuova mazzata del ritiro in Calabria della candidatura della 5 Stelle Maria Antonietta Ventura faticosamente lanciata appena settimane addietro. Un ritiro ufficialmente provocato dal caos del Movimento.

Assieme a Roma e a Napoli, dove pure traballa la candidatura unitaria Pd 5 Stelle, la Calabria rappresenta una spina nel fianco della segreteria di Enrico Letta. Una spina nel fianco che aggiunta all’evoluzione della babele grillina movimenterà l’autunno del Nazareno.

Il deficit di candidati accomuna tutti gli schieramenti politici, come dimostra anche il caso Milano per la Lega ed evidenzia la preoccupante carenza di classe dirigente per la progressiva fuga dei professionisti  dalla politica.

Apparentemente complessa, ma politicamente più semplice la situazione in evoluzione nel centrodestra. Lega e Fratelli d’Italia continuano a rincorrersi per la premiership, tanto sul fronte interno quanto su quello europeo.

Dai referendum sulla giustizia, al plauso per l’azione del governo Draghi, alla solidarietà alla polizia penitenziaria alle prese con l’inchiesta giudiziaria sulle ignobili, gravissime e devastanti violenze nei confronti dei detenuti del carcere di Santa Maria Capua a Vetere, Matteo Salvini continua a presidiare fisicamente tutti i fronti mediatici.

Soprattutto quello delle alleanze, più formali che sostanziali, con le destre sovraniste europee per non lasciare a Giorgia Meloni, dopo il monopolio dell’opposizione a Draghi, anche quello della destra nazionalista.Dai 5 Stelle alla Lega al Pd tutti gli spasmi della politica

Il patto ideologico con Marine Le Pen, Orban, Morawiechki, i leader sovranisti di Francia Ungheria e Polonia, sottoscritto da Lega e FdI non prevede comunque la formazione di un gruppo unico al parlamento europeo. Un’altra iniziativa di schieramento unico archiviata come quella fra Via Bellerio e Forza Italia.

Effetti speciali a parte, nel puzzle della strategia leghista l’orizzonte maggioritario e di governo risulta in ogni caso prevalente rispetto alle singole posizioni, anche se contraddittorie. Parafrasando Gandhi, si potrebbe dire che per Salvini la politica non è aspettare che passino le nuvole, ma imparare a ballare sotto la pioggia…Dai 5 Stelle alla Lega al Pd tutti gli spasmi della politica

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