Dietro l’orizzonte di pace si cela altra guerra spietata

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Dietro l'orizzonte di pace si cela altra guerra spietata
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L’orizzonte di pace è offuscato da una tempesta continua di bombardamenti, lanci di missili e colpi di artiglieria pesante. L’unico tragico simulacro di arcobaleno è quello dei bagliori delle esplosioni.

A Kiev e Mariupol la pace non è neanche un miraggio, ma soltanto l’alibi dei quotidiani massacri che i russi continuano a compiere mentre inscenano trattative paradossali sulla neutralità, già prevista dalla Costituzione Ucraina.Dietro l'orizzonte di pace si cela altra guerra spietata

Trattative di pace di fatto smentite dallo stesso Vladimir Putin nel discorso propagandistico per l’anniversario dell’annessione della Crimea. Evidente il tentativo di tenere alto il morale di una Russia che sotto la superfice appare frustrata, smarrita e preoccupata per l’invasione dell’Ucraina, con un discorso tenuto nello stadio moscovita riempito, secondo varie testimonianze, con migliaia di funzionari e impiegati pubblici, pensionati e lavoratori precettati dalle forze dell’ordine. Dietro l'orizzonte di pace si cela altra guerra spietata

Un’adunata osannante dinnanzi alla quale Putin ha in sostanza affermato “la Russia sono io!” e sull’invasione in Ucraina ha tirato dritto: ” attueremo tutti i nostri piani”. Un discorso glaciale, a tratti mistico, farcito di citazioni bibliche, ed autocelebrativo. Caratterizzato soprattutto dalla improvvisa interruzione della ripresa diretta della Tv di stato russa.

Un guasto tecnico, come si è affrettato ad assicurare il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov, oppure un sabotaggio o l’accenno di una contestazione che doveva essere assolutamente occultata? Mistero.Videoconferenza tra Joe Biden e Xi Jinping | Euronews

Contemporaneamente alla kermesse di Mosca il Presidente americano Joe Biden ha parlato in video conferenza per oltre due ore col leader cinese Xi Jinping. Notevole l’impatto del pragmatismo e della sostanziale presa di distanza  di Pechino rispetto alla guerra in corso nel cuore dell’Europa.

” La crisi in Ucraina “é qualcosa che non vogliamo vedere – ha scandito Xi Jinping –  gli eventi mostrano ancora una volta che le relazioni tra Stati non possono arrivare alla fase dello scontro, perché il conflitto e il confronto non sono nell’interesse di nessuno”.

Per il Presidente cinese “la Cina e gli Stati Uniti devono assumersi le loro responsabilità internazionali e compiere sforzi per la pace e la tranquillità nel mondo”. Considerato dagli osservatori un possibile punto di svolta sul fronte degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra in Ucraina,  il colloquio fra i due leader assume in ogni caso una importanza decisiva perché Pechino e Washington sono membri permanenti del Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite ed in grado quindi di fare in qualche modo intervenire l’Onu anche a dispetto del veto di Mosca.

Per Putin, già messo alle strette dall’impasse dell’armata russa bloccata dalla resistenza ucraina alla periferia di Kiev, mediaticamente surclassato dal vulcanico Presidente Volodymyr Zelenskyj che parla ogni giorno con i governi e i parlamenti di tutta Europa, isolato economicamente da tutto il mondo e messo sotto accusa dall’opinione pubblica internazionale, si prefigura anche un’accusa formale di crimini di guerra.

In una intervista esclusiva alla Cnn da Leopoli, il Procuratore della corte penale internazionale, Karim Khan, ha spiegato di essere andato in Ucraina per verificare di persona se siano stati commessi crimini di guerra nell’attacco russo. “La legge è chiara ­- ha affermato il Procuratore della Corte penale internazionale – colpire intenzionalmente i civili è un crimine di guerra, ma naturalmente, ci devono essere ulteriori indagini”, ha dichiarato.

In Ucraina la speranza di un’orizzonte di pace rimane ancora sospesa nel vuoto sul terrore delle vittime e negli occhi della disperazione dei profughi, ma non nella realtà.kharkiv

 

 

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