Ucraina: Usa Europa G7 e Nato la svolta di Bruxelles

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Ucraina Usa Europa G7 e Nato la svolta di Bruxelles
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Tragica e sconvolgente, soprattutto per la disumana pianificazione del massacro della popolazione civile, la guerra in Ucraina ha un’altra faccia meno visibile, ma con un contesto se possibile ancora più dirompente.Ucraina Usa Europa G7 e Nato la svolta di Bruxelles

E’ il corollario degli incalcolabili danni collaterali umanitari ed economici e della guerra sotterranea senza esclusione di colpi fra le intelligence militari di Mosca, degli Stati Uniti, Inghilterra, Francia e degli altri paese europei.Ucraina Usa Europa G7 e Nato la svolta di Bruxelles

Una cyber war in superficie, che sprofonda nell’inferno del deep Web della rete. L’impatto sul fronte di guerra è solo in parte l’interfaccia del conflitto globale, dai rifornimenti di armamenti sempre più sofisticati a Kiev, ai rilevamenti satellitari che forniscono le esatte coordinate ai droni e alle unità d’assalto ucraine, dal controllo dei social e della rete, all’orientamento dei mercati e delle borse, agli algoritmi che elaborano tempi e modi per scongiurare il collasso economico ed energetico internazionale.

Una guerra totale che all’inizio della quarta settimana dell’invasione dell’Ucraina è giunta molto probabilmente ad una svolta decisiva, che potrebbe essere sancita giovedì 24 marzo a Bruxelles al vertice congiunto fra Biden, l’Europa, il G7 e la Nato.

Quattro i fattori essenziali della svolta: la videoconferenza fra il Presidente americano e Xi Jinping, che ha ufficialmente etichettato la guerra in Ucraina come un enorme fattore di rischio che il mondo non si può né deve consentire; l’harakiri di Putin alla manifestazione allo stadio di Mosca; la netta prevalenza mediatica del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky che è diventato l’interlocutore politico ed il beniamino dell’occidente; e non ultimo l’incapacità dell’armata russa di prevalere sulla strenua resistenza popolare ucraina.

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Volodymyr Zelensky

L’uccisione in battaglia del quinto generale di Mosca, a meno di retroscena da verificare riguardanti ricorrenti insubordinazioni fra i soldati russi, evidenzia le crescenti difficoltà, oltre che logistiche e organizzative,  di disporre  truppe sufficienti per conquistare il Paese, col conseguente rabbioso inasprimento dei bombardamenti a tappeto sui centri urbani.Ucraina Usa Europa G7 e Nato la svolta di Bruxelles

Notevole il riscontro del pragmatismo e della sostanziale presa di distanza di Pechino rispetto alla guerra in corso nel cuore dell’Europa, evidenziato dal Presidente cinese nella video conferenza con Biden. La guerra in Ucraina ha posto con urgenza il problema delle forniture ai Paesi occidentali, ed in particolare a quelli europei, non solo di petrolio e gas, ma anche di metalli ferrosi, nichel, alluminio, metalli, grano, mais, fertilizzanti, legno.

Un problema che sta spingendo nordamericani ed europei a ridefinire le catene globali degli approvvigionamenti, puntando su America Latina, India, Africa. Sviluppo che implica un profondo riassetto delle sfere d’influenza, che molto difficilmente potrebbe incontrare il favore della Cina, finora monopolista incontrastata come “fabbrica del mondo” delle forniture commerciali di prodotti rifiniti.

La costruzione di un nuovo sistema di scambi internazionali pone Pechino di fronte alla scelta di fare in modo che Mosca trovi una via d’uscita, che non sia la guerra, e salvi il salvabile. Con o senza Putin.Ucraina Usa Europa G7 e Nato la svolta di Bruxelles

Non è sfuggita agli analisti di strategie internazionali la singolarità della risposta del Presidente americano all’accenno di Xi Jinping sulla rivendicazione di Taiwan: ”Gli Usa continueranno ad opporsi a qualsiasi modifica unilaterale dello status quo”, ha affermato testualmente Biden. Il termine unilaterale potrebbe lasciar pensare che se Taiwan venisse consultata, se insomma si avviassero negoziati e venisse garantita l’autonomia dell’isola, allora forse… L’Ucraina val bene Taipei, anche se al rallenty ? Inimmaginabile, ma non impossibile ipotizzarlo. Anche perché Taiwan, a differenza di Kiev, è da sempre geograficamente e internazionalmente parte integrante della Cina.Ucraina Usa Europa G7 e Nato la svolta di Bruxelles

Giorno dopo giorno, il problema più grosso sta diventando quello del destino di Vladimir Putin. Dopo  la mezza disfatta militare e l’isolamento di Mosca, non soltanto sostanzialmente da parte della Cina, ma anche dell’India, la situazione è tale che il Presidente russo potrebbe forse mantenere il potere solo con il pugno di ferro e con il ricorso ad una vera e propria dittatura militare.

Evidente il tentativo di tenere alto il morale di una Russia smarrita e preoccupata per l’invasione dell’Ucraina, con un discorso tenuto nello stadio olimpico della capitale russa riempito a pagamento e, secondo varie testimonianze, con migliaia di funzionari e impiegati pubblici, pensionati e lavoratori precettati dalle forze dell’ordine.

Un’adunata osannante dinnanzi alla quale Putin ha praticamente affermato “la Russia sono io!”  Un discorso glaciale, a tratti mistico, farcito di citazioni bibliche ed auto celebrativo, ma col clamoroso autogol dell’improvvisa interruzione della ripresa diretta della Tv di stato russa del discorso del Presidente. Un guasto tecnico, come si è affrettato ad assicurare il portavoce, Dmitrij Peskov, oppure un sabotaggio o l’accenno di una contestazione che doveva essere assolutamente occultata? Mistero.

Anche se il leader del Cremlino, di purga in purga, riuscisse a mantenere il potere, ciò non solleverebbe la Russia dall’attuale condizione di “Stato canaglia”, con un Presidente inquisito per crimini di guerra dalla Corte penale internazionale. Una Russia in ogni caso alle prese con un epocale collasso economico.

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Il Presidente Usa Joe Biden e il Segretario generale della Nato Jens Stoltemberg

Mentre l’orizzonte di pace è ancora offuscato da una tempesta continua di bombardamenti, lanci di missili e colpi di artiglieria pesante a Kiev e Mariupol, gli scenari post bellici e post Putin saranno al centro, giovedì prossimo a Bruxelles  del  Consiglio straordinario della Nato e successivamente del Consiglio europeo e del G7, ai quali assieme al Presidente degli Stati Uniti parteciperanno tutti i leader dell’Europa e i Premier di Canada e Giappone. Un assise internazionale coesa e preoccupata, ma che – pare di capire – col tacito assenso della Cina tenderà una sincera mano di pace a Mosca, o quanto meno al popolo russo. Una nuova Yalta allargata, senza il successore di Stalin…Ucraina Usa Europa G7 e Nato la svolta di Bruxelles

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