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Draghi bypassa il metaverso di Conte e il corsivo di Salvini

Dal metaverso politico di Giuseppe Conte alla dialettica in corsivo di Matteo Salvini, allo Sturm und Drang di Letizia Moratti, al “ così è se vi pare” di Mario Draghi, leader e partiti affrontano in ordine sparso il piano sempre più inclinato dell’ultimo scorcio della legislatura.CDraghi bypassa il metaverso di Conte e il corsivo di Salvini

Di metaverso sanno i nove punti del terzultimatum presentato da Conte al Premier. “Tutti punti che rientrano nel raggio dell’attività dell’esecutivo”, ha più o meno replicato sornione Draghi lasciando sostanzialmente cuocere nel loro brodo i 5 Stelle e ponendo subito la fiducia sul decreto legge cosiddetto “aiuti” che sarà votato lunedì dalla Camera con annesso via libera al termovalorizzatore per Roma, inviso ai grillini orfani di Virgina Raggi.

Dal salario minimo al superbonus al 110%, al cashback fiscale alla rateizzazione delle cartelle esattoriali, nei 9 punti pentastellati c’è tutto il back ground del movimento, ma sono stati tralasciati i veri temi di “rottura” come le armi a Kiev e i no ai gasdotti del tempo ormai perduto dell’assalto elettorale grillino al Parlamento da aprire come una scatoletta di tonno.

Draghi bypassa il metaverso di Conte e il corsivo di Salvini
Matteo Salvini Giancarlo Giorgetti Luca Zaia

A parte la cortina fumogena della terminologia leguleia alla quale fa naturalmente ricorso il leader dei 5 Stelle, quella di Conte si configura come una marcia indietro e un posteggio di quel che rimane del movimento in attesta delle politiche del 2023 e dell’ultima chance che potrebbe essere offerta ai grillini dal Pd in cambio del totale assorbimento dei voti.

A via Bellerio il corsivo col quale Salvini che vorrebbe fare il controcanto al Governo è stato disinnescato dal pacchetto di mischia formato dal Ministro dello sviluppo Giancarlo Giorgetti, dai presidenti delle regioni, in particolare Fedriga e Zaia, e dagli ambienti confindustriali che temono che l’ennesimo salto nel vuoto del segretario possa far perdere alla Lega ulteriori voti e seggi parlamentari a scapito di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia.

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Letizia Moratti

Ma ad agitare le acque non solo del centrodestra, ma anche dell’area progressista, si è aggiunto il piglio decisionista di Letizia Moratti che piccata per le mancate promesse di Salvini e Silvio Berlusconi che l’avevano arruolata alla vice presidenza e alla guida della sanità della regione Lombardia per tamponare le falle della gestione di Attilio Fontana, promettendole la candidatura alla regionali, ha deciso di rompere gli indugi e di autocandidarsi per la Presidenza lombarda.

Una candidatura dirompente, quella dell’ex Ministro dotata di carisma e soprattutto appeal elettorale, che se non dovesse provocare il ripensamento di Lega e Forza Italia potrebbe essere sponsorizzata dai centristi di Calenda e company ed appoggiata da Enrico Letta e dal Pd. Il Pirellone insomma come Verona, dove le divisioni del centrodestra hanno determinato la vittoria del centrosinista. Anche se di un centrosinistra guidato da una liberale a tutto tondo come Letizia Moratti.

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Calenda e Enrico Letta

Tutto continua a ruotare dunque attorno a Palazzo Chigi, come nella trama pirandelliana di  “Così è se vi pare” sull’imperscrutabilità del reale e sull’interpretazione ormai superata di alcuni sedicenti protagonisti della politica che non coincide più con gli stessi partiti d’origine e soprattutto con gli elettori.Draghi bypassa il metaverso di Conte e il corsivo di Salvini

 

 

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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