Essere adolescenti ai tempi del Covid

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Non privateci della scuola: questo l'appello denuncia di un 18enne che evidenzia i timori e le speranze degli adolescenti
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Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta. Storie di vita e vicende vissute

C’è la TV accesa in sala, si parla di nomine, di ultimatum e di verbali da redigere. Mi sembra di vivere in un’altra realtà rispetto a quella che raccontano i programmi televisivi.Non privateci della scuola: questo l'appello denuncia di un 18enne che evidenzia i timori e le speranze degli adolescenti

Sono ritornato a scuola in presenza dopo 4 mesi, anche se non è pressoché cambiato nulla rispetto a settembre, quindi non realizzo bene se il “problema scuole” non sia mai esistito davvero o se sia stato semplicemente ignorato.

Trascurare il mondo della scuola è grave e rispecchia il momento che sta attraversando il nostro Paese.

La scuola dovrebbe essere al centro della società. Nei maggiori Paesi europei gli studenti sanno già come verrà strutturato l’esame di Maturità e che gran parte dei fondi europei saranno stanziati per i giovani (non a caso il piano si chiama “Next Generation EU”). Noi, invece, non abbiamo ancora un governo, e non sappiamo cosa accadrà a giugno.

Non critico nel merito le decisioni, ma il modo in cui sono state prese: ritardo nelle scelte, mancanza di coerenza tra un provvedimento e l’altro e soprattutto totale assenza di dialogo con la parte studentesca.

Questa è una generazione che vuole e che ha bisogno di essere ascoltata.

Per me andare a scuola, oltre che un diritto, è un obbligo, una sorta di impegno civile e morale per contribuire al ritorno alla normalità.

E’ l’ultima realtà che andrebbe chiusa, eppure siamo tra i primi in Europa per giorni persi (e ciò non ha comunque inciso positivamente sui nostri dati della pandemia). Gli effetti di queste scelte, dal punto di vista didattico e psicologico, li vedremo soprattutto nei prossimi anni.

Saranno terribili.Non privateci della scuola: questo l'appello denuncia di un 18enne che evidenzia i timori e le speranze degli adolescenti

Molti ragazzi stanno abbandonando gli studi prematuramente. Save The Children stima che a fine anno almeno altri 34 mila studenti delle scuole di secondo grado lasceranno gli studi. Tra le cause principali, la difficoltà nel concentrarsi a seguire le lezioni dietro uno schermo e soprattutto una scarsa connessione internet, problema diffuso in tutto il Paese. E’ un momento in cui siamo privati di quasi tutte le libertà, in una fase della vita in cui socialità e contatto fisico sono alla base del nostro stare bene.

Non privateci anche della scuola.

Manca nella scena politica un leader che guardi e che pensi al futuro, con una visione di cosa sarà l’Italia fra 20/30 anni. Invidio la generazione di mio padre che aveva un ideale per il quale lottare. Ai giovani d’oggi manca qualcosa in cui credere, qualcuno che parli a loro e che si faccia carico dei loro problemi, provando a fornire risposte adeguate.

Concludo con una proposta ripresa anche dal senatore Renzi, dimostrazione che pure un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno, ed è la seguente: vaccinate gli insegnanti e gli studenti. I primi nella gran parte dei casi sono soggetti a rischio, i secondi invece sono possibili veicoli di contagio perché si muovono di più e soprattutto perché contraggono il virus in maggior misura in modo asintomatico.

Sarebbe un bel segnale, vorrebbe dire riportare la scuola nel posto in cui merita di stare, ovvero al centro di tutto.

Andrea CaldarolaNon privateci della scuola: questo l'appello denuncia di un 18enne che evidenzia i timori e le speranze degli adolescenti

maggiemusic@gmail.comFiglio dell’indimenticabile Peppino Caldarola, giornalista e scrittore di grandi qualità professionali e umane, Andrea Caldarola ha 18 anni ma evidenzia una singolare saggezza e una connaturata capacità di analisi. Il suo è più di un appello. E’ un evidente j’accuse che smaschera una classe politica scaduta e scadente, che si spera la svolta del Governo Draghi archivi in blocco. Perché da Diogene ( “le fondamenta di ogni stato sono l’istruzione dei suoi giovani”) a Nelson Mandela (“’istruzione è l’arma più potente per cambiare il mondo”) la scuola rappresenta davvero l’insopprimibile epicentro della democrazia e dello sviluppo di ogni Paese.

 

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