Europa alla deriva Draghi accelera sulla leadership

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Europa alla deriva Draghi accelera sulla leadership
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Cinismo e indifferenza dal Mediterraneo alla Manica hanno rischiato di compromettere lo spirito di solidarietà che è alla base dell’Europa Unita.Europa alla deriva Draghi accelera sulla leadership

All’indifferenza di fronte alle ricorrenti stragi di migranti nel Canale di Sicilia si sono aggiunti negli ultimi giorni i muri di no così non basta di Bruxelles alle misure del Recovery plan predisposte dal governo Draghi.

Niet irriducibili espressi in particolare dal lettone Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, dal Direttore generale del dipartimento degli affari economici, dall’olandese Maarten Verwey e dalla direttrice della Task force della Commissione Ue sul Recovery, la francese Céline Gauer, che hanno indotto il Premier a chiamare al telefono prima lo stesso Dombrovskis e poi la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Con garbo, ma con fermezza, Draghi ha assicurato che prima ancora che per le richieste europee, le riforme della burocrazia, della giustizia, del fisco e sulla concorrenza rappresentano un primario interesse dell’Italia, ed ha garantito con la sua credibilità e prestigio internazionali che saranno quanto prima avviate.

Assicurazioni che in poche ore sono valse ad ottenere il disco verde preventivo della Commissione europea sul Recovery plan approvato in nottata dal Consiglio dei Ministri e che sarà sottoposto in settimana al Parlamento.

Un ruolo determinante quello del Presidente del Consiglio, che senza lontanamente sfiorare l’argomento ha fatto balenare all’Europa quanto sarebbe stato controproducente contrapporsi all’Italia di Draghi. Soprattutto per un’Europa cosi screditata dalla tragica indifferenza sui migranti e dalla pessima gestione delle forniture dei vaccini.Europa alla deriva Draghi accelera sulla leadership

Ma anche un ruolo che lascia intravedere come sia già incardinata la progressiva leadership europea di Mario Draghi nella prospettiva del dopo Angela Merkel, che alla fine di settembre lascerà la cancelleria della Germania.

La fermezza con la quale ha ottenuto il via libera da Bruxelles, rafforza notevolmente Draghi anche sul fronte interno. Nel convulso week end politico, leader e partiti hanno toccato con mano che senza l’ex Presidente della Bce a Palazzo Chigi, il Paese sarebbe andato incontro ad un’ulteriore mortificante trattativa con i falchi europei dagli esiti comunque penalizzanti.

Falchi di un’Europa alla deriva che Draghi ha invece riportato sulla rotta della solidarietà economica. Unione Europea che il Premier non mancherà di sollecitare ad intervenire anche nell’ambito di una necessaria e urgente mobilitazione umanitaria nel Mediterraneo.Europa alla deriva Draghi accelera sulla leadership

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