Filosofia e intelligenza artificiale snodo esistenziale dell’umanità

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Cuore & Batticuore

Rubrica settimanale di posta. Sentimenti passioni amori e disamori. Storie di vita e vicende vissute
Filosofia e intelligenza artificiale snodo esistenziale dell’umanità

by Augusto Cavadi

“Esperienze. Filosofia in azione” è il tema di un convegno organizzato a Firenze da “Phronesis” la più antica e la più prestigiosa associazione professionale di consulenti filosofici in Italia. Un tema incentrato sul racconto di alcuni filosofi consulenti che svolgono, ormai da anni, la loro attività con operatori in ambito sanitario, con parenti di malati gravi o con detenuti nelle carceri. Ma in cosa consiste, propriamente, il lavoro di un consulente filosofico?

Non è facile rispondere. Bisogna, infatti, smontare alcuni pregiudizi su questa professione fondata una quarantina di anni fa in Germania da Gerd Achenbach e importata in Italia, due decenni or sono, da alcuni pionieri come Neri Pollastri.

Nell’immaginario collettivo, infatti, un consulente filosofico viene scambiato con molte altre figure, non del tutto lontane dalla sua, ma quasi mai identificato per ciò che davvero è. Certe volte lo si immagina come un esperto di filosofia a cui rivolgersi nel caso che, leggendo testi filosofici, ci si imbatta in passi oscuri: ma questo è il compito tradizionale dei professori di filosofia.

Altre volte lo si ritiene uno psicoterapeuta,  o meno impegnativamente un counselor,  che usa gli strumenti classici della tradizione filosofica: ma il consulente filosofico non ha né l’intenzione né i mezzi per curare chi bussa alla porta del suo studio così come non intende consigliare, orientare, supportare emotivamente nessuno.

E allora? Per quanto strano possa sembrare, il consulente filosofico è – essenzialmente e semplicemente – un filosofo che si mette a disposizione di chiunque voglia affrontare la propria vita consapevolmente.

E’ un filosofo che, invece di dedicarsi esclusivamente o prevalentemente a formare nuovi filosofi (a questo pensano già le università e le accademie), si dedica a chi non è filosofo – anzi, spesso, non ha mai aperto un libro di filosofia in vita sua – ma non per questo vuole rinunziare a pensare con la propria testa: a vivere i passaggi problematici dell’esistenza (una difficoltà matrimoniale, un dilemma etico nel lavoro, un periodo di malattia…) non chiudendo gli occhi e gettandosi in avanti in nome del “come va, va”, ma aprendoli bene e cercando di capire con maggiore lucidità possibile a quali personali criteri di giudizio intende ispirarsi.

L’ospite o visitatore o interlocutore del filosofo consulente (dovrebbe essere ormai chiaro perché non si chiama cliente né tanto meno paziente) è uno che non intende vivere alla giornata, seguendo passivamente le tradizioni del passato o le mode del presente, ma è deciso ad avere una propria visione-del-mondo maturata criticamente  e a sforzarsi di condurre l’esistenza in coerenza con le proprie concezioni.

Filosofia e intelligenza artificiale snodo esistenziale dell’umanità

Il filosofo Augusto Cavadi

Quali risultati ci si aspetta da uno o più colloqui (in nessun caso una serie “interminabile”) con il consulente filosofico? Di diventare un po’ filosofi; di imparare a guardare le proprie situazioni problematiche da punti di vista insoliti; di maturare, senza fretta, una propria saggezza (questa è la traduzione più ricorrente della parola greca “phronesis”) che non elimina gli interrogativi anche angoscianti ma consente di convivere con essi dignitosamente.

Le esemplificazioni di questi giorni sono illuminanti. Medici e infermieri hanno a che fare ogni giorno con la sofferenza e con la morte; congiunti di ammalati di Alzheimer o di tumori maligni sono sottoposti ogni giorno a dubbi pesanti; detenuti in galera per reati più o meno gravi sono quasi costretti dalla condizione di isolamento dal contesto affettivo precedente a ripensare il film delle proprie scelte: i filosofi consulenti non possono certo offrirsi come juke-box in grado di rispondere alle esigenze di senso, esplicite o represse, che assediano questi concittadini. Ma possono mettersi al loro fianco, anzi meglio al loro cospetto, e co-riflettere insieme a loro affinché ciascuno, gradualmente, intraveda una propria interpretazione degli eventi che sperimenta.

Che esista una professione del genere ancora molti non lo sospettano neppure e, tra quei pochi che vengono ad apprenderlo – forse anche per via di un articolo come questo che state leggendo – sono ancora di meno quelli che vogliono fruirne: nella società del pret à porter  è molto meglio cercare un guru o un coach onnisciente o un esperto (più o meno televisivo) a cui delegare la fatica della risposta.Filosofia e intelligenza artificiale snodo esistenziale dell’umanità

Tuttavia ci sono anche in Italia persone che, in assetto uno-a-uno o in piccole comunità di ricerca, non intendono rinunziare al diritto/dovere di riflettere, di confrontarsi in condizioni di assoluta libertà di parola, di trasformare il mondo trasformando intanto il piccolo pezzettino di mondo costituito dalla loro vita e dalla vita delle persone con cui sono in relazione quotidiana.

Habermas le chiama “minoranze morali” e confida che la loro azione capillare possa, gradualmente, incidere sulla macro-politica: sulle decisioni epocali che riguardano la distribuzione delle ricchezze all’interno degli Stati e fra gli Stati i flussi migratori, gli organismi internazionali destinati a eliminare definitivamente la possibilità di conflitti militari, il futuro dell’ambiente.                                                                                                     www.augustocavadi.com

Filosofia e intelligenza artificiale snodo esistenziale dell’umanità

L’intelligenza artificiale sostituirà gradualmente ed eliminerà successivamente il pensiero umano? Analisi e ipotesi anticipano spesso il succedersi degli avvenimenti. La corrispondenza fra ipotesi e fatti è direttamente proporzionale alla precisione e all’esattezza dei dati analizzati. L’umanità come potrà tutelare e soprattutto mantenere intatta la capacità di pensare?  Come impedire la soppressione del pensiero, della filosofia?  Interrogativi esistenziali che emergono sempre più frequentemente nei seminari e nei convegni incentrati sull’analisi della quotidiana realtà socio culturale. Dal dibattito spesso emergono risposte subliminali all’inquietudine dell’incombenza dell’intelligenza artificiale. E’ il caso del tema della Filosofia in azione approfondito dal filosofo Augusto Cavadi. Una Filosofia attiva che tuttavia non offre ancora risposte concrete per disinnescare il rischio di dovere fronteggiare il concetto di cyberoumeno…

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