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Generazione Europa

Sospesa fra mito e storia, l’ Europa rischia di dare ragione agli antichi filologi che sostenevano che nel greco arcaico il nome della mitologica ninfa, figlia dell’oceano del cielo e della terra, significasse sole che tramonta a occidente, e non semplicemente continente come poi venne ritradotto.

La babele politica dell’Unione Europea che, come ha sottolineato Mario Draghi, ”ha dissolto il modello  originario ed attraversa un momento critico ”,  sta di fatto trasformando il colossale piano di rilancio NextGenerationEU da 806,9 miliardi di euro in una fallimentare last generation.

Generazione Europa
Mario Draghi

A che serviranno, senza una profonda modifica dell’assetto politico dell’Europa con la creazione di un governo federale sovranazionale, le prossime elezioni fra il 6 e il 9 giugno del 2024 per eleggere i nuovi 705 europarlamentari, se non a prolungare l’agonia di un’ Unione paralizzata e inconcludente, con un “mercato comune troppo piccolo e non concorrenziale”?

Nonostante il pessimismo generale e le crescenti spinte masochistiche  populiste che attraversano quasi tutti i 27 paesi membri, le chance per un nuovo paradigma culturale e politico europeo sono rappresentate proprio dalla prossima Generazione Europa che si intravede fra le ceneri e le macerie dell’attuale fallimento.Generazione Europa

E’ insieme la proiezione dello spirito della storica conferenza di Messina e del programma Erasmus, dei Trattati di Roma e del varo del Mercato Europeo Comune.

Di particolare rilevanza, riguardo all’attuale frammentazione dell’Unione, il riferimento alla svolta decisiva della Conferenza fondativa del 1955 alla quale  parteciparono a Messina Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo.

A 68 anni di distanza la lezione politica della scintilla unitaria che diede vita alla creazione dell’Unione Europa rimane attualissima: come nella fisica, quando il legame covalente puro fra due molecole si verifica perché gli atomi coinvolti appartengono allo stesso elemento chimico, l’iniziale aggregazione politica sovranazionale si potrà ottenere a partire dai paesi democraticamente omogenei disposti ad adeguare governativamente, legislativamente ed economicamente i loro rapporti.Generazione Europa

In altri termini bisognerebbe ripartire da un nucleo iniziale di paesi che sono disposti a federarsi, come per esempio potrebbero potenzialmente essere Italia, Spagna, Portogallo, Francia Germania, Belgio, Grecia, Romania, Croazia, Lettonia, Estonia, Lituania, Malta e forse anche l’Irlanda, non necessariamente in quest’ordine. Attendendo poi le successive adesioni degli Stati più nazionalisti e intransigenti, come Polonia, Austria, Ungheria, Danimarca, Svezia, Finlandia, Olanda,  Slovacchia, Slovenia.

Gli Stati Uniti d’Europa di chi ci sta, insomma, perché come ha diagnosticato Draghi ed è sotto gli occhi di tutti  “l’Europa così com’é non funziona più, né economicamente, né tantomeno politicamente”.

L’ Europa federale presuppone un ’accordo politico per adottare un sistema di governo sovranazionale, che si sovrapponga al Trattato di Maastricht del 1992 e all’introduzione dell’Euro come moneta unica del 2002, che inclusero nuovi elementi intergovernativi accanto a quelli più federali, rendendo però più difficile definire l’Unione europea.Generazione Europa

Una Unione che opera attraverso un sistema ibrido tra l’intergovernativo e il sovranazionale, non è ufficialmente una federazione, sebbene vari osservatori accademici sostengano che essa abbia le caratteristiche di un sistema federale.

Non sarà affatto semplice, né tanto meno facile, plasmare uno stato federale, e tuttavia le comuni radici del diritto romano, dell’arte, della cultura e delle tradizioni cristiane rappresentano una base essenziale.

Occorreranno anni di transizione, ma l’esperienza internazionale e l’interscambio economico accelereranno il processo di legittimazione dell’Europa nazione  con una Premiership unitaria, che potrebbe ruotare con lo stesso criterio della governance del G7, ma con poteri operativi e vincolanti.

Vedendo facendo  é  uno dei detti popolari più in voga non a caso a Messina. Certo é che, rispetto ai primi accidentati decenni, l’Europa di domani può già contare, dal clima al trend digitale e culturale, su generazioni molto più coese e armoniche.

Una vera Generazione Europa, consapevole che fermarsi sarebbe come tornare indietro e rimandare significherebbe rinunciare al proprio futuro. Generazione Europa

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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