Genova la nomina francescana anti tradizionalista

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Genova la nomina francescana anti tradizionalista
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Papa Francesco torna illuminare la Lanterna di Genova per rischiarare l’oscurità tradizionalista che incombe sulla Chiesa.Genova la nomina francescana anti tradizionalista

Per Bergoglio non c’è covid che tenga, se si può cogliere al volo l’occasione di attuare un incisivo rinnovamento nelle Diocesi.

Soprattutto sul fronte del sempre più impegnativo, per non dire aspro, scontro interno con la temibile ala conservatrice dei tradizionalisti che controllano ancora molti gangli burocratici del Vaticano e delle Chiese locali.

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Padre Marco Tasca Arcivescovo eletto di Genova

Questa la “lettura” che viene fatta della nomina a sorpresa di un frate Francescano, Padre Marco Tasca, ad Arcivescovo di Genova in sostituzione dell’uscente Cardinale Angelo Bagnasco, già potente Presidente della Cei e considerato il vero successore del Cardinale Giuseppe Siri, ieratica figura storica della Chiesa tradizionalista e della guerra fredda.

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Il Cardinale Arcivescovo Angelo Bagnasco

Lo spessore ecclesiale di Mons. Tasca, già Superiore Generale dell’Ordine dei frati conventuali dal 2007 al 2019, evidenzia come il Papa prediliga per Genova l’azione pastorale di un Presule esclusivamente testimone del Vangelo e niente affatto “apologeta delle proprie cause”.

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Chiesa del Pilar di Buenos Aires: 15 gennaio 2010 l’allora Arcivescovo della capitale argentina Cardinale George Mario Bergoglio e Padre Mario Tasca

La scelta del nuovo Arcivescovo di Genova ha in pratica riposto sotto la teca museale della storia della Lanterna tutto il periodo dell’ Arcidiocesi compreso fra i Cardinali Siri, Bertone e Bagnasco, facendo ripartire la Chiesa genovese dall’azione pastorale del mai dimenticato Cardinale Arcivescovo, e gesuita, Pietro Boetto che negli anni della guerra e della Resistenza svolse in Liguria un ruolo fondamentale di carità e assistenza, senza tralasciare  di soccorrere in tutti i modi gli ebrei perseguitati, tanto da essere annoverato tra i giusti tra le nazioni nello Yad Vashem a Gerusalemme.

E’ la  conferma che è proprio sul ricambio degli oltre circa 5 mila Vescovi delle Diocesi sparse per il mondo, che si sta concentrando l’attenzione di un Pontefice che intende lasciarsi definitivamente alle spalle le sabbie mobili di una Chiesa che è riuscita a inghiottire la rivoluzione del Concilio senza attuarla e punta a completare al più presto il rinnovamento non solo del Collegio Cardinalizio, ma anche dei Sinodi e delle Conferenze episcopali.

A cominciare dalle 226 diocesi della CEI, la Conferenza Episcopale italiana.

All’iter delle scelte, in particolare per l’imminente  successione del Cardinale Arcivescovo di Napoli Sepe, e dell’Arcivescovo di Torino, Nosiglia, si aggiungono soltanto per il biennio 2020/21 altri 20 alti prelati, fra i quali il Cardinale Arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, prossimi al superamento del limite d’età dei 75 anni.

Questi i nomi di Presuli e le date dei rispettivi compleanni che segnano le scadenze per la presentazione al Papa, che in genere concede una proroga di vari mesi e per i Cardinali di un paio di anni, delle dimissioni dall’incarico previste dal Diritto Canonico per i Vescovi diocesani:Genova la nomina francescana anti tradizionalista

  • Crescenzio Sepe Cardinale Arcivescovo di Napoli  2-6-1943

  • Alberto Tanasini Vescovo di Chiavari 6-8-1945

  • Cesare Nosiglia Arcivescovo di Torino 5-10-1944

  • Salvatore Pappalardo Arcivescovo di Siracusa  18-3-1945

  • Luigi Marrucci Vescovo di Civitavecchia 24-3-1945

  • G. Fiorini Morosini Arcivescovo di Reggio Calabria 27-11-1945

  • Piero Coccia Arcivescovo di Pesaro  4-12-1945

  • Rodolfo Cetoloni Vescovo di Grosseto  3-1-1946

  • Vincenzo Apicella Vescovo di Velletri – Segni  22-1-1946

  • Pietro Santoro Vescovo di Avezzano  4-2-1946

  • Giuseppe Piemontese Vescovo di Terni 24-4-1946

  • Adriano Tessarollo Vescovo di Chioggia  2-5-1946

  • F. Montenegro Cardinale Arcivescovo di Agrigento 22-5-1946

  • Lucio Lemmo Vescovo ausiliare di Napoli 23-5-1946

  • Salvatore Gristina Arcivescovo di Catania 23-6-1946

  • Paolo Selvadagi Vescovo ausiliare di Roma 12-7-1946

  • Guerino Di Tora Vescovo ausiliare di Roma 2-8-1946

  • Alberto Silvani Vescovo di Volterra 6-9-1946

  • Massimo Camisasca Vescovo di Reggio Emilia 3-11-1946

  • Vincenzo Bertolone Arcivescovo di Catanzaro 17-11-1946

  • Mario Meini Vescovo di Fiesole Vice Pres. della CEI  17-11-1946

  • Michele Pennisi Arcivescovo di Monreale  23-11-1946Genova la nomina francescana anti tradizionalista

Per quanto riguarda la nomina dei nuovi Cardinali, anche se l’unico degli elettori che supererà quest’anno il limite degli 80 anni previsto per il Conclave  é il  Cardinale Lorenzo Baldisseri Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, si sta ponendo il problema del superamento della soglia dei 120 Cardinali elettori, previsto fin dal 1975 dalla costituzione apostolica Romano Pontifici Eligendo di Papa Paolo VI°  e confermato su questo punto dalla successiva costituzione apostolica Universi Dominici Gregis di Papa Giovanni Paolo II°.

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Cappella Sistina Conclave del marzo 2013

Soglia che potrebbe essere elevata almeno a 130 Cardinali elettori con una nuova Costituzione apostolica di Papa Francesco, ampiamente resa necessaria dall’esigenza di assicurare rappresentanza a tutte le realtà della Chiesa Universale,  senza privare della porpora le storiche arcidiocesi Europee e Italiane in particolare che rappresentano i capisaldi della continuità apostolica.

Se regolamentata e stabilizzata, la lievitazione del numero dei Cardinali elettori, che comunque viene attuata in deroga dai Pontefici, consentirebbe la nomina cardinalizia degli Arcivescovi di Milano, Torino, Palermo, del Patriarca di Venezia e probabilmente dello stesso neo Arcivescovo di Genova.

Una consacrazione episcopale, quella di Mons. Marco Tasca alla quale si attagliano le  indicazioni del gesuita e biblista Cardinal Martini sulle pagine del libro autobiografico “Il Vescovo”:

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Il Cardinale Carlo Maria Martini

“Ricordo che nella mia fanciullezza – scrive lo scomparso Carlo Maria Martini – consideravo il Vescovo qualcuno che stava come in una nicchia nella chiesa per ricevere l’omaggio dei fedeli. In questo scritto vorrei tirarlo giù da quella nicchia e vederlo a contatto con la gente, così come realmente avviene. Intendo esprimere qualcosa che dia una immagine di lui meno vaporosa e ieratica, più viva e senza false pretese: un uomo umile, che vince le durezze con la propria dolcezza, che sa essere discreto, che sa ridere di sé e delle proprie fragilità. Che sa riconoscere i propri errori senza troppe auto-giustificazioni. Dunque anzitutto un uomo vero”Genova la nomina francescana anti tradizionalista

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