I Ministri del nuovo Governo e il dopo Raggi e Zingaretti

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I Ministri del nuovo Governo e il dopo Raggi e Zingaretti
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Vortice delle Europee. Al ritmo della guerra politico-mediatica fra 5 Stelle e Lega, the day after il 26 maggio lascia già intravedere una corsa alla formalizzazione della latente crisi di Governo, sostanzialmente in atto da mesi.

Il salasso di voti annunciato dei grillini e il parallelo exploit di consensi che tutti i sondaggi attribuiscono a Matteo Salvini, costringeranno Luigi Di Maio ad uscire dall’esecutivo e ad accusare la Lega di impedire il cambiamento dell’Italia promesso dal contratto di Governo e di cannibalizzare il Movimento.

Ma a meno di una clamorosa scissione dei 5 Stelle, con Di Maio che in modalità Alfano fonda un partito di Ministri e Sottosegretari, i numeri parlamentari dopo una serie di fughe in avanti e contorsioni psico politiche consentiranno esclusivamente un robusto rimpasto di Governo per la ripartenza di una rinnovata maggioranza giallo verde lastricata di buone intenzioni, ma a termine.

Una ripartenza cioè per mettere in ordine i conti dello stato, scongiurare l’aumento dell’Iva, approvare la legge di bilancio, tentare avviare le riforme strutturali e poi soprattutto portare il Paese alle elezioni anticipate della primavera del 2020.I Ministri del nuovo Governo e il dopo Raggi e Zingaretti

All’ipotesi di scissione dei 5 Stelle, anticipata  da zerozeronews fin dal 2018 e ora data in crescita da molti commentatori, si accompagna anche la molto più concreta possibilità di implosione di Forza Italia, col travaso già iniziato nella Lega dei parlamentari alla ricerca della rielezione.

L’eventuale rimpasto, mimetizzato dalla nascita del Governo Conte 2, prevede la sostituzione di diversi Ministri, soprattutto fra i grillini. A cominciare da Elisabetta Trenta alla Difesa, di Danilo Toninelli alle Infrastrutture, di Giulia Grillo alla Salute e di Barbara Lezzi al Ministero per il Sud.I Ministri del nuovo Governo e il dopo Raggi e Zingaretti

La Lega potrebbe sostituite Lorenzo Fontana al ministero per la disabilità e  Marco Bussetti all’Istruzione.

Il nodo principale del rimpasto riguarda il Ministero dell’Economia. La conferma di Giovanni Tria tranquillizzerebbe l’Europa e i mercati, e tuttavia  per l’ipotetica sostituzione i candidati non mancano: l’ex Rettore della Bocconi, Guido Tabellini, l’ex titolare dell’Economia Fabrizio Saccomanni o Andrea Roventini, 40 anni docente alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, scelto da Di Maio come ministro dell’Economia nel Governo ombra del programma elettorale dei 5 Stelle  per le politiche del 2018.

Per i Ministeri sono preventivabili l’eventuale passaggio di Giulia Bongiorno alla Giustizia e di Giancarlo Giorgetti alle Infrastrutture.

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Giovanni Tria

Crisi o rimpasto post europee, nel centro destra Matteo Salvini si trova comunque già alle prese col cambio dell’alleato di riferimento. Non più l’evanescente Silvio Berlusconi, ma la concreta e in forte ascesa Giorgia Meloni.

Rilanciata dal successo delle regionali in Abruzzo Sardegna e Basilicata, per la leader di Fratelli d’Italia i sondaggi prevedono un ulteriore rafforzamento sull’onda dell’esito delle  europee.I Ministri del nuovo Governo e il dopo Raggi e Zingaretti

In vista del 26 maggio Lega, Fratelli d’Italia e quel che resta di Forza Italia stanno già trattando le candidature per le elezioni regionali e le amministrative che potrebbero essere convocate nel Lazio e a Roma dopo le dimissioni, date per scontate a fine anno o ad inizio 2020, del neo segretario del Pd Nicola Zingaretti e della ormai politicamente delegittimata Sindaca Virginia Raggi.

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Virginia Raggi e Nicola Zingaretti

Tanto in caso di rimpasto, che di nuova maggioranza di Governo di centro destra, per Giorgia Meloni, che in pratica rinuncerebbe alle molto probabili chance di essere eletta sia Sindaco di Roma, quanto Presidente della Regione Lazio, è preventivata la vice Presidenza del Consiglio e un ministero.

E visto che tutte le chance di successo del centro destra al Capidoglio sono connesse ad un candidato fortemente radicato a Roma, la scelta potrebbe ricadere sul braccio destro della Meloni e  Vice Presidente della Camera Fabio Rampelli. Mentre  per la Presidenza della Regione Lazio è già prevista la candidatura di  Antonio Tajani, soprattutto nel caso il Presidente uscente del Parlamento Europeo non riuscisse ad essere rieletto a Strasburgo nelle liste di Forza Italia.

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Fabio Rampelli

Nel Pd, nel marasma del dopo Renzi, per la successione a Zingaretti è già quasi certa la candidatura dell’attuale Vice Presidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, politico e scrittore vicino a Liberi e Uguali.

Più difficile invece, per il Pd, la scelta del candidato per il Campidoglio soprattutto dopo l’assoluzione e la riabilitazione politica di Ignazio Marino. Tanto che si potrebbe prospettare il rilancio di un protagonista storico e comunque ancora apprezzato dell’amministrazione capitolina, come Francesco Rutelli.

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Massimiliano Smeriglio
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