I niet di Putin inaspriscono e allungano la guerra

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I niet di Putin inaspriscono e allungano la guerra
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Tridimensionale sul fronte, con i niet di Putin e l’utilizzazione del grano come nuova arma, ed internazionale lungo le retrovie dell’intelligence e della diplomazia, la guerra in Ucraina è entrata nella decisiva fase del massimo sforzo dell’armata russa per sfondare le linee di resistenza dell’esercito di Kiev nel Donbass.I niet di Putin inaspriscono e allungano la guerra

Preceduti dai continui bombardamenti con l’artiglieria, i missili e l’aviazione, le truppe di Mosca continuano ad avanzare lentamente, ma costantemente, lungo la direttrice di Severodonetsk che, assieme alla città gemella Lysychansk, rimane l’ultimo bastione ucraino nel Lugansk. Secondo l’intelligence occidentale, che sta intensificando l’assistenza strategica e i rifornimenti di armamenti a Kiev, l’armata russa ha raggiunto tuttavia il massimo livello di capacità offensiva mobilitando tutte le truppe disponibili e gettando nella mischia non soltanto le migliori specialità d’armamento, come i missili di precisione a media gittata e i mezzi corazzati di ultima generazione, ma anche tutti i “fondi di magazzino” degli arsenali a cominciare dai carri armati dei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. Gli stessi tanks utilizzati dall’armata rossa per invadere l’Ungheria, la Cecoslovacchia e l’Afghanistan.I niet di Putin inaspriscono e allungano la guerra

E’ la prova – affermano gli analisti dell’intelligence di Londra e Washington – che Mosca intende chiudere con la conquista di tutto il Donbass la prima fase dell’invasione e successivamente, probabilmente, proclamare un cessate il fuoco unilaterale per consolidare le posizioni avanzate e procedere alle “annessioni” territoriali. Con referendum popolari farsa che si svolgerebbero con i cannoni dei carri armati spianati sulle popolazioni superstiti.

Le ipotesi d’intelligence occidentali prevedono che, se non dovessero decollare le trattative di pace, col riconoscimento della sovranità russa in Crimea e nei territori occupati, dopo una fase estiva di riorganizzazione e di ripristino degli arsenali, Mosca riprenderebbe l’offensiva puntando alla conquista di Odessa.

L’eventuale cessate il fuoco unilaterale da parte russa non fermerebbe tuttavia la resistenza ucraina che potrebbe scatenare la guerriglia nei territori occupati. Una situazione analoga a quella dell’occupazione sovietica dell’Afghanistan e che ha già provocato per i russi ingenti perdite di truppe e armamenti.

Uno stillicidio che aumenterebbe a dismisura il numero delle vittime che già nei primi cento giorni dell’invasione dell’Ucraina hanno superato il numero dei soldati dell’armata rossa caduti in tutti i dieci anni di conflitto afghano. I niet di Putin inaspriscono e allungano la guerra

Scenari di conflitto tridimensionale a lungo termine, con le armi, l’energia e la fame, che sembrano essere sinistramente confermati dai ripetuti niet di Vladimir Putin all’appello telefonico di tregua e di via libera per il grano ucraino, rivoltogli dal Premier Mario Draghi.

Niet che ripropogono le parole di Socrate “il difficile non è evitare la morte quanto piuttosto evitare la malvagità, che ci viene incontro più veloce della morte.”I niet di Putin inaspriscono e allungano la guerra

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